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Operazione “Lavagna pulita”, parla Rosy de Nina: “Coinvolte in questa vicenda per otto panini non pagati”

La verità della figlia della panettiera del quartiere Lavagna salita agli “onori della cronaca” in merito agli arresti della banda di rapinatori capeggiata dal boss Maurizio Alfieri

Nei suoi occhi si legge preoccupazione. “Non per eventuali ritorsioni, ma per i danni che questa situazione può provocare alla nostra attività e nelle relazioni con i nostri clienti”. A parlare è Rosy de Nina, figlia della panettiera del quartiere Lavagna salita agli “onori della cronaca” in merito agli arresti della banda di rapinatori capeggiata dal boss Maurizio Alfieri, avvenuti nei giorni scorsi.

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Secondo i carabinieri, la banda oltre a rapinare “compro oro” e centri scommesse, aveva cominciato ad affacciarsi sul mondo delle estorsioni. “Noi però – sottolinea con forza la ragazza, raccontando la sua verità – non abbiamo mai subito alcun tentativo di estorsione. L’unico collegamento con Alfieri è un episodio accaduto lo scorso 5 ottobre. Aveva comprato otto panini e chissà per quale motivo non voleva pagarli. Ne era nato un diverbio al quale era seguita una denuncia che, una volta chiarite le ragioni di ognuno, era stata ritirata”.

Non era stata ritirata per paura delle conseguenze? “No, una volta chiarita la situazione non c’era ragione di procedere. Perché non è vero che tutti i giorni pretendeva che lo rifornissimo di generi alimentari, come non è vero che chiedesse denaro o chissà cos’altro come hanno pubblicato alcuni giornali. Lo avevamo denunciato perché non aveva pagato i panini e perché urlando in mezzo alla strada aveva minacciato mia madre. Una volta definiti i contorni della vicenda, l’avevamo dimenticata”.

Nell’operazione “Lavagna pulita”, che ha disarticolato una banda di rapinatori tra le più violente che abbiano operato nel Milanese, oltre ad Alfieri, i carabinieri hanno arrestato il 51enne Remo Rizzo, Ivan Simone Galimi (29), suo padre Giuseppe Galimi (64), Daniele Colomeo (35), Alberto Orbani (53), Giorgio Carletti (53), Fortunato Quartuccio (34). Il mandato di arresto è stato notificato anche a Eros Terenzio, 52 anni, detenuto in Spagna per una rapina commessa a Madrid.  

La banda aveva eletto il Lavagna a base operativa. Al Lavagna preparava i colpi, dal Lavagna partiva per le sue scorribande. Lì vivono parenti, fidanzate e amici degli arrestati. Un timore in più per chi vive quotidianamente la realtà di un quartiere difficile? Forse, anche se la panettiera sembra essere sicura.  “Non temiamo ritorsioni – ripete – perché non abbiamo nulla da temere. Manteniamo rapporti corretti con tutti i nostri clienti, ma da ieri, da quando le notizie hanno cominciato a circolare, qui si è scatenato l’inferno: tutti ci chiedono cose di cui non sappiamo alcunché”.

“La conseguenza è che alcuni clienti abituali – conferma la ragazza – sembrano restii ad entrare in negozio, altri non si sono fatti vedere. Questa vicenda ci sta danneggiando anche economicamente. Noi siamo quelle di sempre, da due anni e mezzo ci occupiamo di sfornare pane e solo di questo. Viviamo in un quartiere abitato da molte brave persone e non è giusto che ogni volta che accade qualcosa, tutti, in un modo o nell’altro, sembrano esserne coinvolti”.

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