
Presentate due richieste: una a favore di medici e infermieri morti a causa del Coronavirua, l’altra a Federico Aldrovandi, deceduto nel 2005 a Ferrara, dopo l’intervento di quattro agenti della polizia di Stato
Da una parte medici, infermieri, fisioterapisti, operatori socio sanitari, operatori socio assistenziali e personale dei servizi sanitari deceduti mentre erano impegnati nella cura dei pazienti Covid, sia negli ospedali, sia nelle strutture Rsa. Dall’altra un giovane, Fedrico Aldrovandi, morto nel 2005 a Ferrara, dopo l’intervento di quattro agenti della polizia di Stato che lo avevano fermato.
Sono i due eventi per i quali maggioranza e opposizione hanno chiesto alla giunta che governa Trezzano, di titolare una strada della città. Per le vittime del Covid si sono schierati i rappresentanti dell’opposizione (M5Stelle, Lega, Fratelli d’Italia e Gruppo Padovani) che nei giorni scorsi hanno depositato una mozione, per Aldrovandi la richiesta è stata sottoscritta dal Pd, da Trezzano Oltre e da Trezzano per Fabio.
Secondo Villa Zina, del M5Stelle, “Il nostro intendimento è proporre alla maggioranza una mozione che renda omaggio al settore sanitario, uomini e donne che si sono adoperati mettendo a rischio la propria vita in un momento di grave difficoltà per il Paese”.
Proprio ieri, domenica 28 giugno RaiUno ha trasmesso in diretta dinanzi al Cimitero Monumentale di Bergamo l’esecuzione della Messa da Requiem di Gaetano Donizetti in omaggio alle vittime della pandemia davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che durante il suo discorso ha detto: “C’è un’Italia che ha sofferto, che è stata ferita, che ha pianto. E che, volendo riprendere appieno i ritmi della vita, sa di non poter dimenticare quanto è avvenuto”.
Interpellato sull’argomento da pocketnews.it, il sindaco di Trezzano Fabio Bottero ha detto: “Sul ricordo siamo d’accordo, sulle forme stiamo cercando delle soluzioni”. La questione sarebbe da ricercare nella mancanza di nuove vie. Le prossime due saranno disponibili grazie al nuovo insediamento sull’area Demalema, al quartiere Marchesina.
Bottero ha confermato che dovrebbero essere titolate a don Peppino, mitico parroco della parrocchia di San Ambrogio e ad Assunta Caristo, nonna coraggio, che nel 2010 sacrificò la propria vita per salvare il nipotino di 4 anni, facendo scudo con il proprio corpo, dall’investimento di un camion. L’incidente avvenne in via Marchesina.
“Per ricordare Aldrovandi – ha sottolineato Bottero – stavamo pensando di titolare un parco o una struttura diversa che deve essere ancora individuata. Per le vittime trezzanesi del Covid stiamo anche pensando di piantare degli alberi e aderiremo alla giornata Nazionale in ricordo delle vittime del Coronavirus”.
La mozione dell’opposizione è però specifica: chiede di ricordare le vittime del Covid 19 tra le fila degli operatori sanitari che hanno combattuto in prima fila contro la pandemia. Secondo Villa Zina “Anche dai dati Inail si evince che il settore professionale che ha più sofferto è quello sanitario. Il 73,2% delle denunce e quasi il 40% dei casi mortali, infatti, riguardano il settore della sanità e dell’assistenza sociale”.
Infatti, dall’analisi per professione, la categoria dei «tecnici della salute», che comprende infermieri e fisioterapisti, è la più colpita dai contagi con il 43,7% dei casi segnalati all’Istituto e il 18,6% dei decessi, seguita dagli operatori socio-sanitari (20,8%), dai medici (12,3%), dagli operatori socio-assistenziali (7,1%) e dal personale non qualificato nei servizi sanitari e di istruzione (4,6%).
“I morti non fanno rumore, non fanno più rumore del crescere dell’erba – ha citato Villa Zina – Durante la pandemia, medici, infermieri, operatori sanitari sono diventati degli eroi. Ricordarli titolando loro una strada o una qualsiasi truttura comunale è un modo per non dimenticarli, così come sembra stia accadendo. Passata l’emergenza, degli eroi non si ha più bisogno”.
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Il ricordo di queste persone decedute é una cosa, l’ eroismo non mi pare. Piuttosto bisogna lottare affinché sia riconosciuto un congruo indennizzo ( l’ Ordine dei Medici ha proposto 100.000 euro per famiglia) per queste persone che possono definirsi ” caduti sul lavoro”.