HomeAttualitàTest sierologici, appello al presidente Fontana dei sindaci del Sud ovest milanese

Test sierologici, appello al presidente Fontana dei sindaci del Sud ovest milanese

Il documento è stato firmato da una novantina di primi cittadini dei comuni dell’hinterland milanese, compresi quelli di Buccinasco, Cesano Boscone e Trezzano

Sono una novantina i sindaci che hanno firmato un appello al  presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana con il quale  hanno chiesto una strategia comune e una cabina regionale per la gestione dell’emergenza Coronavirus. Cosa vogliono? Somministrazione di test sierologici con criteri affidabili e omogenei, in modo complementare ai tamponi.

I test

L’appello è stato firmato anche dai sindaci di  Buccinasco, Cesano Boscone e Trezzano.  “È notizia di questi giorni – hanno scritto in un comunicato congiunto  – che alcuni comuni hanno cominciato ad effettuare  test sierologici a pagamento a favore dei propri cittadini per la ricerca di anticorpi anti-Covid-19. L’eventuale presenza di anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta al virus non descrive lo stato di infezione ma racconta il possibile contatto dell’ organismo con il virus”.

Immunità

“Per queste ragioni,- hanno proseguito –  il ricorso a questi test può essere decisamente utile per capire quali persone possano essere immunizzate nei confronti del Covid-19 e se effettuati massicciamente, per comprendere quale possa essere stata la reale incidenza dell’epidemia della popolazione”.

Senza certificazione

Nell’appello, i sindaci hanno sottolineato come  “i test sin qui impiegati sono privi delle necessarie certificazioni  delle autorità sanitarie. Ma la questione dell’affidabilità è centrale. È necessario che le procedure siano realizzate solo con dispositivi certificati, come nel caso del kit sviluppato dall’Ospedale San Matteo di Pavia”.

21mila test

Nei giorni scorsi, Fontana ha dichiarato che a partire dal 21 aprile Regione Lombardia effettuerà fino a 20 mila test sierologici al giorno, partendo da Bergamo, Brescia, Lodi e Cremona. “Il rischio – secondo i firmatari del documento – è che in assenza di una procedura chiara si generino numeri non confrontabili e pertanto di scarsa utilità”.

Le informazioni

Seguono poi le richieste analitiche. Che riguardano in primo luogo la fornitura di notizie su quanti tamponi sono stati effettuati sugli abitanti con informazioni utili circa i contagi, in particolare rispetto al possibile contatto con altre persone positive e il personale sanitario, eventuali ricoveri, la continuità lavorativa o l’uso di mezzi pubblici.

Cabina di regia

Oltre a una  cabina di regia della Regione Lombardia con i presidi sanitari locali su tutto il territorio lombardo, è stato ribadito come sia assolutamente necessario impiegare criteri omogenei, a partire dalla scelta di test affidabili e comparabili tra di loro, e si   individui un campione della popolazione altamente significativo su cui possa essere eseguito il test, valido ai fini del monitoraggio dell’evoluzione dell’epidemia nella Regione.

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