
C’è chi in città, rimasto impressionato dai numeri dei decessi, ha cominciato a chiedersi da cosa dipenda
19 morti, 87 contagi, una cinquantina di quarantene. Sono i numeri dell’emergenza Coronavirus di Rozzano. C’è chi in città, rimasto impressionato dai numeri dei decessi, ha cominciato a chiedersi da cosa dipenda, se dal tipo di popolazione residente, dalle strutture, dall’impreparazione, da chissà cosa. Pocketnews.it ne ha parlato con il sindaco Gianni Ferretti.
Numeri importanti
“Se paragoniamo i dati di Rozzano con quelli di altre città delle stesse dimensioni, – osserva il primo cittadino – il numero dei decessi è inferiore. Certo, se il confronto avviene con gli altri comuni del Sud ovest, si tratta di numeri importanti. Anche il dato dei contagi balza subito agli occhi: 87 sono tanti, così come sono tante le quarantene”.
Persone fragili
“Va sottolineato, però, – ha proseguito Ferretti – che, come in altre realtà, l’età delle persone decedute è molto alta. Quasi tutti i caduti sul fronte della battaglia al Coronavirus erano ultraottantenni con altre patologie . Si tratta di persone con una serie di fragilità riconosciute che il Covid-19 ha peggiorato sino a ucciderle”.
Diffusione trasversale
“Per quanto riguarda gli aspetti sociali – ha sottolineato – il Coronavirus ha colpito e sta colpendo in modo trasversale sia nei quartieri popolari (seimila famiglie vivono in alloggi Aler n.d.r.) sia nei quartieri, chiamiamoli, privati: si è diffuso dappertutto. È dipeso dai contatti, dal tipo di vita che uno ha condotto sino al momento del contagio”.
Personale sanitario
“Il numero degli ammalati – ha osservato Ferretti – potrebbe aver subito un’impennata anche tenendo conto che Rozzano è la sede dell’Humanitas, ospedale che sta subendo un carico notevole di ricoveri e non dobbiamo dimenticare che il personale sanitario è quello maggiormente esposto al rischio contagio. La questione è che i dati su cui si ragiona non solo assoluti”.
Circolare folle
“Per avere dei numeri su cui ragionare seriamente bisognerebbe attenersi esclusivamente ai ricoveri e alle dimissioni: sono 30 i rozzanesi che hanno iniziato un percorso che li porterà a lasciare le quarantene perché hanno sconfitto il Covid-19. Di sicuro questo non è il momento di abbassare la guardia e la circolare del Ministero degli interni sulle passeggiate dei bambini è una follia. Le maglie vanno serrate, altrimenti il numero dei contagiati e dei morti continuerà a salire. Anche a Rozzano.”
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