Centinaia di fans esclusi perché non avevano con sé un documento valido o perché il loro nome non corrispondeva a quello sul biglietto
“The show must go on”, lo spettacolo va avanti: a dirlo è stato Sting salendo ieri sera sul palco del Forum di Assago di Milano insieme alla sua band. E questo nonostante l’operazione ai tendini della spalla di pochi giorni fa, nonostante il tutore che costringe l’ex frontman dei Police a non toccare praticamente strumenti.
La prova del fuoco
“Non posso suonare, ma posso cantare”, ha rassicurato salutando il pubblico. E nonostante i disagi e le lunghe code causate dai controlli dei biglietti nominali, che hanno fatto slittare di quasi un’ora l’inizio del concerto, l’esibizione è stata la prova del fuoco con il nuovo sistema che prevede l’obbligo dei biglietti nominativi entrato in vigore lo scorso luglio.
Legge sbagliata
“Una legge sbagliata” che ha portato a “quello che è successo questa sera – ha detto Roberto De Luca, amministratore delegato di Live Nation Italia (la società che ha organizzato la serata) a pochi minuti dal live -. Abbiamo più di 9.900 spettatori, immaginate cosa potrebbe succedere con 80mila”. In molti, infatti, sono rimasti fuori dai cancelli perché non avevano con sé un documento valido o perché il loro nome non corrispondeva a quello sul biglietto. una realtà che ha sconcertato molti e che ha dato vita ad alcune accese proteste.
Prime note
Per i più fortunati, che sono riusciti a entrare, sono bastate le prime note di ‘Roxanne’ e di ‘Message in a bottle’ a far tornare sorrisi e voce e mani ritmate all’unisono: proprio con quello che è stato il primo estratto dall’album di debutto della band britannica, l’ex frontman dei Police ha riavvolto il nastro della sua carriera con brani che hanno fatto la storia della musica del trio insieme a quelli con cui ha scalato le classifiche da solista.
Tutte le età
Da ‘Englishman in New York’, ‘Fields of gold’, ‘Shape of your heart’ a ‘Brand new day’ passando per ‘If You Can’t Find Love’ dal duetto con Shaggy, tornando a grandi classici come ‘Every breathe you take’. Pezzi per le orecchie di tutte le età e che tutti, fan sfegatati e non, alla fine, si scoprono a cantare.
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