HomeSportIl Pavia trasloca a Trezzano e “occupa” lo stadio Fabbri

Il Pavia trasloca a Trezzano e “occupa” lo stadio Fabbri

L’accordo sottoscritto con il presidente Vaccarello prevede che la formazione pavese si alleni sul campo di viale Europa

È previsto per domenica 4 agosto mattina, l’inizio degli allenamenti del Pavia Calcio sui campi dello stadio Fabbri di viale Europa a Trezzano. È il frutto dell’accordo sottoscritto dal presidente del Nuovo Trezzano, Paolo Vaccarello e quello del Pavia, l’italosvizzero, Giuseppe Nucera.

A muso duro

La società pavese, retrocessa alla fine della scorsa stagione in Eccellenza, ha chiesto il ripescaggio in serie D, ripescaggio che è subordinato alla necessità di reperire uno stadio in cui giocare le partite. Il problema è che il sindaco della città ha negato l’utilizzo di quello esistente a Pavia. A muso duro.

L’ospitalità

Così la società è stata costretta a chiedere soccorso ai responsabili di altre strutture. Gli azzurri hanno trovato ospitalità a Trezzano, a Broni e a Rosate. Nella prima città si alleneranno, nella seconda giocheranno le partite di Coppa Italia e campionato, la terza ha offerto un tetto ai giocatori. Il settore giovanile è stato invece sistemato in alcuni comuni della cintura urbana pavese.

Campo da omologare

Non si possono disputare le partite al campo Fabbri perché non è omologato per la serie D, ma non è detto che la richiesta non venga inoltrata. Almeno è quanto dichiarato da Paolo Vaccarello che non nasconde la possibilità, seppur remota in questo momento, che Trezzano ospiti ancora il calcio che conta. Compreso quello femminile. Giovedì si sarà un incontro tra Vaccarello e Nucera per approfondire alcuni aspetti della collaborazione.

Il contenzioso

Sin qui le notizia buone della vicenda. Non mancano quelle cattive. L’aspetto paradossale della situazione è il contenzioso esistente tra gli attuali vertici del Pavia Calcio appena subentrati a vecchie gestioni che hanno prima portato la società al fallimento (c’erano dei veri e propri buchi neri dei conti della società dell’imprenditore cinese Xiadong Zhu), poi l’hanno abbandonata in un mare di debiti (gestione Brega-Rasparini), e l’amministrazione comunale della città.

La parola agli avvocati

Il sindaco ha chiuso i cancelli dello stadio e impedito l’accesso a chicchessia.  Poi si è affidato agli avvocati per recuperare un credito di circa 230mila euro che vanta nei confronti della vecchia gestione. Secondo il neo presidente della società, Giuseppe Nucera, disponibile a un piano di rientro del debito ereditato, “il comune ha eretto un muro e non ha accettato alcuna proposta di dilazione”. Di conseguenza si è mosso per ottenere l’intera somma senza concedere sconti al club. Il calcio che conta ha una marea di problemi.

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