L’ottobre scorso, la Corte d’Appello di Milano aveva confermato la sentenza di primo grado, che aveva imposto al Comune di risarcire i condomini del danno subito e ripristinare l’area
Si avvia alla conclusion la “querelle” che da anni vede contrapposto l’amministrazione comunale di Trezzano e i condomini che abitano i palazzi di piazza Risorgimento a Trezzano. Sono cominciati, infatti, questa mattina i lavori preliminari per eliminare le infiltrazioni ai box sottostanti la piazza provocate da interventi fatti male durante la pavimentazione dell’area.
La condanna
Sono trascorsi giusto due anni e mezzo da quando pocketnews.it (leggi qui) aveva reso nota la sentenza con la quale, la Quarta sezione civile del Tribunale di Milano, aveva condannato il Comune di Trezzano, per i danni provocati dai lavori eseguiti nel 2009 per la realizzazione dei parcheggi di piazza Risorgimento e dintorni (controviale di via Indipendenza) eseguiti dalle ditte appaltatrici in modo “negligente” e senza che tra Comune e privati, proprietari di quelle aree, esista una regolare convenzione.
L’appello
L’ottobre scorso, la Corte d’Appello di Milano aveva confermato la sentenza di primo grado, imponendo al Comune di eliminare “le cause residue di infiltrazione e di risarcire i condomini del danno subito”. I giudici di primo grado avevano indicato nel febbraio 2019 come data ultima per eseguire i lavori e avevano minacciato una penale di 2mila euro a settimana di ritardo. Quelli di secondo grado invece, avevano indicato quelle di fine luglio 2019 come giornate utili per eliminare “le cause residue” delle infiltrazioni nei box e, invece di 2mila euro a settimana di penale l’hanno portata a 2mila euro al mese.
“Obbedisco”
Per evitare ulteriori problemi, la giunta trezzanese aveva deciso di “obbedire” ai giudici e di non ricorrere in Cassazione. Così questa mattina sono iniziate le indagini Terp (Tomografia Elettrica Ridondante a Puntali) sulla superficie del parcheggio di largo Risorgimento e su Viale Indipendenza. Serve per individuare quale siano le zone che hanno subito il maggior degrado.
Analisi dei dati
In serata l’indagine è stata conclusa. Entro una settimana i dati raccolti saranno confrontati con quelli evidenziati dal perito del Tribunale di Milano. Si dovrà capire se la situazione è peggiorata oppure se si potranno seguire le indicazioni dei tecnici giudiziari che nelle loro perizie avevano già suggerito lavori da fare. Una volta comparati i dati sarà possibile individuare un progetto e bandire la gara di appalto. Bisognerà fare in fretta perchè la scadenza di fine luglio 2019 è dietro l’angolo. Se non si rispettasse, scatterebbe la penale.
Seguici sulla nostra pagina Facebook














