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Data center, a Corsico nasce il fronte del no!: assemblea pubblica per la costituzione di un comitato tra tre Comuni

Mercoledì 11 novembre al Centro civico Giorgella un incontro per informare i cittadini sui progetti legati ai centri di elaborazione dati e promuovere la costituzione del Comitato Stop Data Center di Corsico, Buccinasco e Cesano

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Nella foto, un mega datacenter progettato dalla Wired, colosso del settore

 

Il tema dei data center torna al centro del dibattito pubblico. Sul fronte del no! Dopo che nelle scorse settimane il comune aveva “celebrato” le caratteristiche del datacenter Retelit in costruzione in via Canova (cui mancherebbero ancora alcune autorizzazioni), a ridosso del quartiere Lavagna, a Corsico è in programma un’assemblea per informare i residenti sulle possibili conseguenze della diffusione di queste infrastrutture e avviare la costituzione di un comitato che coinvolga i territori di Corsico, Buccinasco e Cesano Boscone. L’appuntamento è per mercoledì 11 novembre, alle 20.30, al Centro civico Giorgella di piazza Giovanni XXIII 7. L’iniziativa punta a riunire tutti coloro che sono interessati a seguire da vicino lo sviluppo dei progetti legati ai centri di elaborazione dati, strutture che richiedono importanti risorse energetiche e idriche e che possono avere ricadute sulla pianificazione del territorio.

La serata sarà anche l’occasione per promuovere la nascita del «Comitato Stop Data Center di Corsico, Buccinasco e Cesano Boscone», con l’obiettivo di coordinare le iniziative locali e aderire alla mobilitazione della Rete Nazionale dei Comitati Stop Data Center. Tra le richieste sostenute dalla rete nazionale c’è quella di una moratoria temporanea sulle nuove autorizzazioni per la realizzazione di data center. La proposta, rivolta al Governo e al Parlamento, punta a ottenere prima una pianificazione complessiva a livello nazionale, attraverso un piano sottoposto a Valutazione ambientale strategica, che stabilisca quanti impianti siano necessari, dove collocarli e quali siano i limiti di sostenibilità per i territori e le reti.

Gli organizzatori precisano che la mobilitazione non intende opporsi alla trasformazione digitale, ma chiedere che la crescita delle infrastrutture tecnologiche sia accompagnata da una programmazione preventiva e da una valutazione dei costi ambientali e territoriali. A illustrare le ragioni della mobilitazione interverranno Enrico Duranti, coordinatore della Rete Nazionale dei Comitati Stop Data Center, il professor Sergio Manera, docente di Fisica e funzionario dell’Università degli Studi di Pavia, e il professor emerito Marco Mazzotti, già docente presso il Dipartimento di Ingegneria meccanica e di processo del Politecnico federale di Zurigo (ETH). Al termine degli interventi è previsto un dibattito con il pubblico. A moderare l’incontro saranno Vito Petita e Ruggero Sparacino. L’obiettivo è portare anche nei tre Comuni del territorio una discussione che riguarda non soltanto l’innovazione tecnologica, ma anche il consumo di risorse, la disponibilità delle reti energetiche e le scelte urbanistiche che accompagneranno la diffusione dei data center. Tutti argomenti che sinora sono stati ignorati dagli amministratori locali.

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