
Dalla città in cui è cresciuto a uno dei più importanti riconoscimenti civici milanesi. Biagio Antonacci è tra i candidati all’Ambrogino d’oro 2026, la benemerenza con cui il Comune di Milano premia ogni anno persone, associazioni e realtà che si sono distinte per il contributo dato alla comunità. Il nome del cantautore, nato a Milano ma cresciuto a Rozzano, compare nell’elenco delle 307 candidature presentate a Palazzo Marino.
La scadenza per proporre i nominativi è arrivata ieri, giovedì 15 ottobre a mezzogiorno. In totale, il Comune ha ricevuto 380 lettere e comunicazioni, da cui sono scaturite 307 candidature: 136 riguardano persone fisiche, 27 sono alla memoria e 144 interessano soggetti collettivi, tra associazioni, imprese e gruppi. Un panorama ampio che attraversa musica, cultura, sport, impegno civile e solidarietà. La commissione competente sarà chiamata a scegliere i destinatari delle benemerenze, che saranno consegnate il 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio. Essere candidati, dunque, non significa avere già ottenuto il riconoscimento.
Per Antonacci, la candidatura arriva in un momento particolarmente significativo sul piano personale e del legame con il territorio. Sabato 10 ottobre, infatti, Rozzano ha dedicato una strada al padre Paolo, rendendo omaggio a una figura che ha lasciato un segno nella vita amministrativa e sociale della città. Paolo Antonacci è stato assessore, prosindaco e tra i fondatori della Croce Viola di Rozzano. Nel corso della sua vita si è distinto per l’impegno civico e il volontariato, dedicando tempo ed energie alla comunità e alle persone più fragili. L’intitolazione della via ha trasformato questo percorso in un riconoscimento pubblico destinato a rimanere nel tessuto urbano della città.
Un omaggio che ha toccato profondamente anche il figlio Biagio. Il cantautore ha ricordato sui social il percorso della famiglia e l’arrivo a Rozzano quando era ancora bambino, sottolineando quanto la città abbia rappresentato un punto di riferimento nella sua storia personale. Un legame che va oltre le origini artistiche e che si intreccia con la memoria familiare e con la storia di una comunità dell’hinterland milanese. Ora, con la candidatura all’Ambrogino d’oro, il nome dell’artista entra anche nella selezione dei riconoscimenti civici di Milano. Un passaggio che accende i riflettori su un protagonista della musica italiana legato a doppio filo al territorio metropolitano.
Da Rose Villain alla Gialappa’s Band: tutti i mondi rappresentati
Tra gli altri nomi che figurano nell’elenco delle candidature ci sono la cantante milanese Rose Villain, il leggendario centrocampista dell’Inter Sandro Mazzola e la Gialappa’s Band, il trio comico che ha segnato la storia della satira televisiva e sportiva italiana. Per Rose Villain, la proposta si inserisce anche nel contesto musicale di un anno speciale per Milano e per il mondo dello sport: la cantante è infatti tra gli autori di Fino all’alba, brano legato alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, insieme a Giulio Gianni e Francesco Marrone.
Nell’elenco compaiono inoltre il fotografo Gabriele Basilico, la testimone di giustizia Lea Garofalo, il fisico e inventore Federico Faggin e diverse realtà associative, culturali e imprenditoriali. Tra le candidature figurano anche Santeria, il Birrificio Lambrate, Unicef e l’Associazione Veronica Sacchi, impegnata nella clownterapia per portare sostegno e momenti di leggerezza ai bambini ricoverati e alle persone in difficoltà. Non mancano, infine, proposte che hanno già suscitato un confronto politico, come quella relativa all’ex deputato Emanuele Fiano. La partita per gli Ambrogini è quindi ancora aperta. Nelle prossime settimane la commissione dovrà valutare le proposte e individuare chi riceverà le Civiche benemerenze. Per Rozzano, intanto, la candidatura di Biagio Antonacci rappresenta un’occasione per ritrovare sotto i riflettori il nome di un artista che ha mantenuto un forte legame con la città e con la propria storia familiare.














