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Buccinasco, «Minacciata e insultata da un agente della Polizia locale»: è bufera sul video di Viola Filippi

La giovane sostiene di essere stata trattata in modo offensivo dopo aver chiesto spiegazioni su una multa da 293 euro che afferma di aver già pagato. Il video pubblicato su TikTok diventa virale. Il sindacato FLPL insorge: «Dichiarazioni che ledono l’onore e il prestigio dei lavoratori». Annunciata la possibile querela per diffamazione.

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Nell’immagine un fotogramma estratto dal video pubblicato su Tik Tok da Viola Filippi

È bastato un video pubblicato su TikTok per far esplodere la polemica sulla Polizia locale di Buccinasco. Protagonista è Viola Filippi, una giovane che racconta sui social di essere stata insultata e minacciata da un agente della Polizia locale durante una telefonata al comando. La chiamata sarebbe partita dopo che la ragazza aveva ricevuto un nuovo avviso di pagamento relativo a una multa da 293 euro, che sostiene di aver già pagato. Il racconto, affidato ai social, ha rapidamente iniziato a circolare e il video sta diventando virale. La giovane sostiene di aver chiamato gli uffici per chiedere chiarimenti sulla richiesta di pagamento e di essersi trovata di fronte, secondo la sua versione, a un interlocutore dai toni particolarmente aggressivi. Nel video parla di una risposta «maleducata» e accusa l’agente di non avere voglia di svolgere il proprio lavoro e di non voler aiutare i cittadini. Ma va oltre, sostenendo di essere stata insultata e minacciata in maniera esplicita nel corso della conversazione. Accuse pesanti, dunque, che però al momento appartengono al racconto della giovane e dovranno essere eventualmente verificate nelle sedi competenti.

La replica del sindacato

Il video non è passato inosservato all’interno della Polizia locale. A intervenire è stato il sindacato FLPL, che ha inviato una lettera a tutte le forze politiche di Buccinasco prendendo posizione a difesa degli operatori del comando. Il sindacato contesta duramente il contenuto del video e sostiene che le dichiarazioni della giovane siano tali da ledere «in maniera importante l’onore e il prestigio» dei dipendenti della Polizia locale. Nella lettera vengono richiamate le frasi pronunciate dalla ragazza nel video, comprese quelle con cui descrive gli operatori come persone che «non hanno voglia di fare il loro lavoro» e racconta di aver ricevuto una risposta «completamente maleducata» e «ignorante». Il sindacato contesta inoltre le ulteriori espressioni utilizzate dalla giovane nei confronti dell’agente e di altri operatori della struttura.

«Non può permettersi di insultare impunemente dei lavoratori»

Il tono della presa di posizione è molto netto. Secondo la FLPL, l’amministrazione comunale dovrebbe intervenire per tutelare la dignità e l’onore dei lavoratori della Polizia locale e valutare un’azione giudiziaria. La richiesta formulata dal sindacato riguarda infatti la proposizione di una querela per diffamazione. Nella lettera si chiede in sostanza che l’Amministrazione comunale non lasci cadere la vicenda e che assuma iniziative nei confronti di chi, secondo il sindacato, avrebbe rivolto accuse e insulti agli operatori attraverso un contenuto diffuso pubblicamente sui social. «Una persona non può permettersi di insultare impunemente dei lavoratori», è la posizione espressa nella comunicazione indirizzata alle forze politiche.

Due versioni contrapposte

La vicenda, quindi, presenta al momento due versioni profondamente diverse. Da una parte c’è la giovane che racconta pubblicamente di essere stata insultata e minacciata mentre cercava spiegazioni su una sanzione che afferma di aver già pagato. Dall’altra c’è il sindacato della Polizia locale, che difende gli operatori e considera le affermazioni contenute nel video lesive della loro dignità e del loro prestigio professionale. A questo punto, per stabilire che cosa sia realmente accaduto durante quella telefonata, serviranno elementi oggettivi e, se la vicenda approderà sul piano giudiziario, saranno le sedi competenti a valutare eventuali responsabilità. Intanto il caso corre sui social. E la domanda che resta sul tavolo è semplice: che cosa è realmente successo durante quella telefonata?

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