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A Rozzano nasce “Rete”, il ponte che aiuta i giovani a costruire il proprio futuro

Inaugurato in via Matteotti il nuovo spazio dedicato a formazione, orientamento, lavoro e imprenditorialità. Rozzano è l’ottavo dei 15 hub previsti dal progetto nazionale promosso dal Ministro Andrea Abodi

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Nella foto, l Ministro Andrea Abodi, il sindaco di Rozzano Mattia Ferretti, la sottosegretaria di Regione Lombardia con delega a Giovani e Sport Federica Picchi e Vincenzo Durante, responsabile dell’area Occupazione di Invitalia

Un luogo dove non limitarsi a parlare di futuro, ma provare concretamente a costruirlo. È questa l’idea alla base di “Rete”, il nuovo hub inaugurato in via Matteotti 35 a Rozzano, uno spazio pensato per accompagnare i giovani nel delicato passaggio dalla formazione al mondo del lavoro e, per chi lo desidera, verso la strada dell’imprenditorialità. Rozzano diventa così l’ottavo dei 15 hub previsti in tutta Italia dal progetto promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, attraverso il Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale, in collaborazione con Invitalia e con il Comune di Rozzano, individuato come ente capofila.

L’obiettivo è ambizioso ma molto concreto: creare un collegamento tra giovani, formazione e imprese, mettendo a disposizione strumenti di orientamento e percorsi capaci di aiutare ragazze e ragazzi a individuare competenze, opportunità e possibili strade professionali. Il nuovo hub si rivolge in particolare ai giovani tra i 16 e i 35 anni. Una fascia d’età ampia, che comprende studenti delle scuole superiori, diplomati, giovani impegnati nei percorsi ITS o già qualificati, universitari e laureati, ma anche persone disoccupate o alla ricerca di un’occupazione e aspiranti imprenditori. Insomma, non un luogo pensato soltanto per chi ha già le idee chiare. Anzi, probabilmente soprattutto per chi deve ancora capire quale strada prendere.

Un ponte tra scuola e lavoro

L’inaugurazione è stata anche l’occasione per mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, mondo della formazione, imprese e giovani. Sono intervenuti il Ministro Andrea Abodi, il sindaco di Rozzano Mattia Ferretti, la sottosegretaria di Regione Lombardia con delega a Giovani e Sport Federica Picchi e Vincenzo Durante, responsabile dell’area Occupazione di Invitalia. Al confronto hanno partecipato anche giovani imprenditori del territorio e gli studenti dell’Istituto Italo Calvino e del Centro di formazione professionale, portando nella discussione il punto di vista di chi si trova proprio nel momento in cui bisogna trasformare studi, aspirazioni e competenze in un progetto concreto.

Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa: il tentativo di accorciare le distanze tra mondi che spesso viaggiano su binari paralleli. Da una parte la scuola e la formazione, dall’altra le aziende e il mercato del lavoro. In mezzo, i giovani, chiamati a orientarsi in un sistema nel quale non sempre è facile capire quali competenze siano richieste e quali opportunità siano realmente disponibili.

Un posto dove iniziare a fare progetti

Il valore di un’iniziativa come questa, però, si misurerà soprattutto nella sua capacità di trasformare l’apertura di uno spazio in occasioni concrete. Per un ragazzo che sta terminando le scuole superiori potrà significare orientarsi verso un percorso formativo; per un diplomato capire quali competenze sviluppare; per un laureato individuare nuove opportunità professionali. E per chi invece sogna di mettersi in proprio, l’hub può rappresentare un primo punto di contatto con strumenti e percorsi dedicati all’avvio di un’attività.

La sfida, quindi, è fare in modo che quelle quattro parole – competenze, opportunità, lavoro e futuro – non rimangano soltanto sulla carta. A Rozzano, intanto, un luogo per provarci c’è. E forse il senso più concreto di “Rete” sta proprio nel nome: mettere in relazione persone, istituzioni, formazione e imprese per fare in modo che un giovane non debba necessariamente affrontare da solo il percorso che porta dalla domanda “cosa farò da grande?” alla risposta.

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