
Non solo cronaca, non solo le notizie che raccontano Rozzano attraverso le sue pagine più difficili. In città c’è anche uno spazio per la musica, per la cultura e per un pubblico chiamato non soltanto ad ascoltare, ma anche a partecipare. È questa l’idea alla base di Sconfinamenti, il Festival organizzato da Divertimento Ensemble che fino al 20 marzo 2027 porta a Rozzano un programma che mette in dialogo la musica con le altre arti, coinvolgendo artisti e pubblico in un percorso fatto di concerti, spettacoli, laboratori, incontri e momenti di scoperta.
Il festival prova così ad abbattere anche un altro confine: quello tra chi fa musica e chi la ascolta. Gli spettatori non sono infatti considerati semplici destinatari degli spettacoli, ma possono diventare parte dell’esperienza attraverso laboratori e performance in cui si canta, si improvvisa, si pedala, si gioca e si sperimenta insieme agli artisti. Il programma alterna grandi compositori del passato e autori contemporanei. Bach, Strauss, Debussy e Ravel incontrano la musica dei nostri giorni, mentre alcune opere dialogano con testi e figure della letteratura come Omero, Pasolini, Shakespeare, Tennyson e Kafka.
Un modo per avvicinare anche chi non frequenta abitualmente le sale da concerto. Molti appuntamenti sono infatti preceduti da brevi incontri con musicisti e compositori, pensati per offrire al pubblico alcune chiavi di lettura senza trasformare l’ascolto in una lezione. Il prossimo fine settimana propone due appuntamenti alla Cascina Grande.
Sabato 26 settembre, nella Sala Conferenze, il programma è dedicato al rapporto tra musica e poesia. Alle 18.30 Alessandro Solbiati presenterà l’opera Il silenzio e il canto. Alle 19 seguirà la proiezione dell’opera virtuale, con la musica dello stesso Solbiati e testi di Omero, Rilke, Kafka, Tennyson e Pascoli.
Domenica 27 settembre, sempre alla Cascina Grande, sarà invece protagonista il pianoforte classico. Alle 20.30 è in programma una lezione-concerto dedicata alle musiche di Johann Sebastian Bach e Johannes Brahms, con Dario Falcone al pianoforte.
Due appuntamenti molto diversi, ma accomunati dalla filosofia del festival: creare occasioni in cui la musica possa essere scoperta anche attraverso altre forme espressive e diventare un’esperienza condivisa. Il nome scelto per la rassegna, del resto, non è casuale. “Sconfinamenti” significa proprio andare oltre i limiti abituali: tra musica e poesia, tra passato e contemporaneità, tra artista e spettatore, tra ascolto e partecipazione.
E in una città come Rozzano, spesso raccontata soprattutto attraverso le cronache più problematiche, un festival di questo tipo offre anche l’occasione per raccontare un’altra faccia del territorio. Una città in cui trovano spazio iniziative culturali capaci di coinvolgere pubblici diversi e di trasformare luoghi come la Cascina Grande in punti di incontro. Il percorso proseguirà fino a marzo 2027. Un lungo viaggio attraverso linguaggi e generi diversi, con un’idea semplice alla base: la musica non deve necessariamente essere qualcosa da conoscere già per poter essere ascoltata. Può essere, prima di tutto, un’occasione per incontrarsi, incuriosirsi e guardare ciò che ci circonda da una prospettiva diversa.













