
Dopo le polemiche e l’allarme per il possibile spegnimento del riscaldamento nelle case Aler del quartiere di Rozzano, arriva la presa di posizione ufficiale di Aler Milano. E l’ente mette alcuni punti fermi nella vicenda che vede contrapposti il Comune di Rozzano, Aler e Atmos, la società che gestisce il servizio di teleriscaldamento. Il primo chiarimento riguarda proprio i rapporti tra le parti. Aler precisa di non avere un rapporto contrattuale diretto con Atmos, né per una concessione né per la fornitura del servizio. Il teleriscaldamento del quartiere è stato infatti affidato dal Comune di Rozzano ad Atmos nell’ambito della concessione comunale. Parallelamente, Aler ha affidato al Comune, attraverso una diversa convenzione, la gestione della propria rete a servizio degli alloggi del quartiere.
È però sulla questione degli arretrati da pagare che si concentra uno dei nodi principali della controversia. La convenzione tra Aler e Comune disciplina infatti la cosiddetta “morosità imputabile”, vale a dire le spese per i servizi che non vengono pagate dagli inquilini. Ed è proprio sull’interpretazione e sull’applicazione di questa disciplina che si è aperto il contenzioso. Atmos reclama infatti circa 8 milioni di euro per somme che ritiene dovute. Una cifra che Aler, però, non considera acquisita. L’ente sottolinea che la correttezza e la congruità degli importi richiesti, così come l’effettiva esistenza dei presupposti per attribuirli ad Aler, sono attualmente oggetto di accertamento in sede giudiziaria.
In altre parole, gli 8 milioni di euro rivendicati da Atmos rappresentano al momento una somma contestata, sulla quale dovrà essere fatta chiarezza nelle sedi competenti, cioè in Tribunale. Ma se sul fronte economico la partita resta aperta, Aler assume una posizione decisamente più netta quando si parla del rischio concreto per gli inquilini: quello di ritrovarsi senza riscaldamento con la riaccensione degli impianti prevista per il prossimo ottobre, tra qualche giornio, quindi. L’ente considera il teleriscaldamento del quartiere un servizio pubblico che, sulla base del quadro convenzionale vigente, deve essere garantito senza interruzioni.
È questo il passaggio più importante della presa di posizione di Aler, soprattutto alla luce dell’annuncio di Atmos di valutare la mancata riattivazione del servizio qualora non vengano saldate le somme arretrate. Aler fa sapere di essersi già attivata nelle sedi competenti proprio per tutelare gli inquilini e garantire la regolare erogazione del riscaldamento. La questione, dunque, resta aperta su due piani distinti. Da una parte c’è il contenzioso economico, con milioni di euro richiesti da Atmos e la relativa responsabilità della morosità ancora da accertare. Dall’altra c’è il diritto degli abitanti delle case Aler a ricevere un servizio essenziale.
Ed è proprio su questo secondo punto che l’ex Istituto case popolari sembra voler sgombrare il campo da ogni equivoco: la disputa sui pagamenti non può tradursi in un’interruzione del servizio di riscaldamento. Ora saranno le sedi giudiziarie e quelle istituzionali a dover affrontare il nodo economico e a chiarire chi debba farsi carico delle somme contestate. Nel frattempo, per le famiglie del quartiere, resta la preoccupazione in vista dell’autunno e la necessità di una soluzione che consenta di evitare qualsiasi interruzione del servizio.













