
Quattro anni di reclusione ciascuno per una tentata rapina ai danni di una 34enne peruviana. È la condanna inflitta dal gup del Tribunale di Monza Marco Formentin a un 50enne, all’epoca in servizio con la qualifica di assistente capo all’Ufficio tecnico logistico della Questura di Milano, e a Leonardo Z., coetaneo residente a Buccinasco e con precedenti per reati contro il patrimonio. Il processo si è celebrato con il rito abbreviato. Entrambi gli imputati, che si trovano tuttora agli arresti domiciliari, sono stati inoltre condannati a risarcire con 8mila euro la vittima, costituitasi parte civile.
La vicenda risale al novembre del 2025, quando la donna telefonò al 112 mentre si trovava a Cologno Monzese, chiedendo aiuto perché, secondo il suo racconto, un’auto la stava inseguendo. La 34enne avrebbe riferito ai carabinieri di essere stata minacciata con delle pistole e di essere stata costretta a consegnare la borsetta, nella quale aveva circa 140 euro. Ma c’era un elemento che, fin dall’inizio, aveva attirato l’attenzione degli investigatori: la donna aveva riconosciuto nei due occupanti dell’auto le persone che, a suo dire, avevano già preso parte a una rapina avvenuta pochi giorni prima nell’azienda per la quale lavorava.
Era il 17 ottobre 2025 quando quattro uomini, con il volto travisato e uno armato di pistola, erano entrati in una ditta di import-export di prodotti alimentari in via Righi, sull’asse commerciale tra Italia e Sudamerica. Secondo quanto denunciato all’epoca, i rapinatori avevano rinchiuso il titolare, di nazionalità peruviana, e quattro dipendenti in uno stanzino, riuscendo poi a impossessarsi di circa 12mila euro. Due settimane più tardi, la nuova segnalazione della dipendente aveva fatto scattare l’intervento dei carabinieri. Diverse pattuglie erano riuscite a intercettare e bloccare il Suv indicato dalla donna in via Cavour. Alla guida del mezzo c’era il poliziotto, che aveva con sé la pistola di ordinanza. Al suo fianco si trovava invece il presunto complice. Il veicolo, risultato intestato a un parente dell’agente, montava inoltre targhe risultate rubate.
Ma a destare particolare attenzione era stato soprattutto ciò che i militari avevano trovato nel bagagliaio: pettorine e altri capi di abbigliamento con la scritta “Polizia”, un lampeggiante, una radio portatile, una placca della Polizia locale e un dispositivo di geolocalizzazione satellitare. Per i due uomini erano quindi scattati gli arresti. La sentenza pronunciata dal giudice riguarda, però, la sola tentata rapina ai danni della 34enne. Per la rapina del 17 ottobre e per altri episodi che gli investigatori sospettano possano essere collegati agli stessi ambienti, le indagini della Procura di Monza sono ancora in corso e procedono nei confronti di ignoti. La condanna mette dunque un punto sul procedimento relativo all’aggressione di novembre, mentre resta ancora da chiarire l’eventuale coinvolgimento degli stessi soggetti nella precedente rapina ai danni dell’azienda di Cologno e negli altri fatti sui quali gli inquirenti stanno continuando a lavorare.













