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Parla Samantha Beccia: «In maggioranza i problemi sono le persone. E io non mi faccio delegittimare»

La capogruppo di FdI rompe il silenzio sulle tensioni interne alla coalizione, dalla sostituzione di Russomanno agli scontri con Insieme per Trezzano: «Esigiamo lo stesso rispetto degli altri gruppi».

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Nella foto, Samantha Beccia, capogruppo di FdI in Consiglio comunale a Trezzano sul Naviglio

Spesso viene attaccata. Non dai suoi avversari politici, ma da alcuni membri della maggioranza che contribuisce a tenere in piedi. Samantha Beccia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale di Trezzano, ogni tanto affronta il mare della politica locale col sorriso sulle labbra e gli artigli ben affilati. Nei mesi scorsi si sono verificati tentativi di delegittimazione ai quali ha sempre risposto a tono. Pocketnews.it l’ha intervistata.

Qual è lo stato di salute della maggioranza che governa Trezzano a poco meno di un anno dal terremoto che ha rischiato di farla crollare?
“Sufficientemente buono. Come gruppo abbiamo sempre dato il nostro supporto. I voti per proseguire a governare ci sono. Bisognerebbe calibrare meglio le modalità dei rapporti. I problemi non sono politici, riguardano le persone. Io sono espressione corale di un gruppo. Se qualcuno ne fa una questione personale, è un suo problema”

Questa legislatura è caratterizzata da una serie di “errori”. La gestione dei primi Consigli comunali è stata da film horror. Poi è proseguita con delibere sbagliate, mancate comunicazioni, un certo pressapochismo nella gestione tra maggioranza e opposizione. È dovuto al rodaggio necessario per conoscere la macchina comunale, a presunzione, o dietro c’è una manina misteriosa?
“Chi sono io per dire se dietro c’è una manina misteriosa? Dopo le elezioni abbiamo cominciato a lavorare senza conoscere tutti i meccanismi che regolano l’amministrare una città come Trezzano. Un esempio? Il sistema informatico in dotazione al comune è complicato da capire. Se non viene spiegato in modo chiaro è difficile da usare. Forse l’avvio andava gestito in modo diverso, ma adesso funziona abbastanza bene”

Un esempio: la mancata comunicazione al gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, delle celebrazioni del 2 Giugno è stato l’ennesimo errore di comunicazione dell’amministrazione o cosa? È mai possibile che qualcuno abbia commesso dimenticanza o disattenzione su un evento così importante?
“Non credo fosse un tentativo di emarginazione politica: è stato un errore. Come Fdi vi abbiamo posto l’accento perché la vicenda poteva essere gestita meglio. Non è un problema di maggioranza ma di modalità di rappresentazione che deve essere chiarito”

Basta l’installazione di 4 cestini intelligenti per dare il segnale che a Trezzano qualcosa sta cambiando in tema di arredo e decoro urbano?
“I cestini intelligenti rientravano in un appalto del vecchio governo trezzanese non del tutto rispettato. Noi ci siamo inseriti, in quello e in altri, e chiesto fossero completati. Ci sono servizi pagati e mai attivati. Noi stiamo facendo piccoli passettini in avanti verso una città più pulita e bella”

Lo scorso novembre ci fu quello che in molti, conoscendo il protagonista, definirono un colpo di stato: la “deposizione” di Giuseppe Russomanno dalla carica di capogruppo di Fratelli d’Italia. Viste le conseguenze (fuoriuscita di Russomanno da FdI, creazione di un nuovo gruppo consiliare, Insieme per Trezzano, e crisi di giunta), rifarebbe quella scelta?
“Non è stata una scelta mia, ma del direttivo provinciale. All’epoca era una scelta necessaria perché l’intero sistema interno a Fdi non funzionava. Non c’era il passaggio di informazioni dall’allora capogruppo al resto del gruppo. Russomanno era stato invitato a svolgere seriamente il suo incarico. E visto che non aveva rispettato l’invito, era stata organizzata una riunione al direttivo provinciale. Gli avevo anche anticipato telefonicamente quali fossero le intenzioni della dirigenza del partito. In quella occasione era stato deciso che avrebbe dato le dimissioni dalla carica. “No problem – aveva risposto- è un incarico che non mi interessa”.

Cosa vi aveva fatto pensare che Russomanno avrebbe accettato di buon grado l’esclusione da un incarico così importante per il controllo del partito?
“Infatti non l’ha accettato: non ha dato seguito a quanto deciso al provinciale. Ha solo detto di non essere più d’accordo. Invece di fare il capogruppo come si deve ha scelto di ignorarci. E quando gli è stato chiesto il rispetto delle decisioni prese, è saltato tutto. Secondo me aveva già in mente di fuoriuscire, forse per tenersi le mani libere. Quella era una scelta che rifaremmo, non era dettata da personalismi, ma da esigenze di conoscenza. Oggi il gruppo è più sereno e il confronto interno più partecipato”.

Il risultato è stato un gruppo consiliare di FdI ridotto così come ridotto è il suo potere d’intervento sui piccoli e grandi temi di governo cittadino. Per tenere insieme la maggioranza siete stati costretti a digerire Mento ai Lavori Pubblici, Puleo sulla poltrona di vicesindaco, Pirani assessore senza consiglieri comunali. Chi ve l’ha fatto fare?
“Non abbiamo digerito alcunché. Puleo e Mento non rappresentano un problema, ma delle risorse. Mento se la cava bene, è sempre presente. Il vero nodo è la Pirani, che non ha rappresentanza consiliare. Si tratta di un nodo politico che prima o poi andrà affrontato. Il vero dispiacere riguarda Argirò defenestrato senza alcuna colpa. È stato un assessore con cui collaboravamo e ci trovavamo bene, corretto e molto apprezzato dal nostro partito”.

Avete però meno potere…
“No, perché condividiamo molte idee della lista civica, su altre non siamo distanti. E se le scelte riguardano il bene della città, noi le approviamo. Senza personalismi o discussioni inutili”

Però i rapporti tra lei e i vertici di Insieme per Trezzano sfociano spesso in attacchi personali poco politici e spesso di genere. Lo scorso novembre (siete delle galline), in giugno lo scontro sulle celebrazioni del 2 giugno (non hai le palle), l’ultimo qualche settimana prima delle vacanze sulla variazione di bilancio (spocchiosa e arrogante). Si può andare avanti in questo modo?
“Il fatto che io esprima delle opinioni in Consiglio comunale non è altro che la riproposizione degli stessi comportamenti di altri consiglieri. Veniamo da due anni in cui opinioni in contrasto con le linee generali sono state espresse da Russomanno e nessuno si è mai sognato di accusarlo di lesa maestà. Padovani invece mi ha accusato di proporre argomenti e posizioni che andavano prima discussi in maggioranza. Forse aveva ragione, ma ne dubito. Quando parlo, parlo con garbo e molta attenzione a nome del gruppo. Non vedo perché si debbano fare personalismi quando potremmo accettare la dialettica e andare avanti insieme”.

Ha detto che con Insieme per Trezzano alcune idee sono comuni, il problema rimane la comunicazione…
“Può esserci come non può esserci…”

Però se ogni tanto vi scontrate vuol dire che qualche problema c’è…
“Purtroppo le questioni comunicative riguardano il fatto di essere o non essere d’accordo con le posizioni di qualcuno. Se esprimi una posizione contraria allora vieni attaccato. Io non faccio mai questioni personali, non riesco a farne. Altri forse sì. Come FdI esigiamo lo stesso rispetto che viene dato a qualunque altro gruppo consiliare e, nello specifico a quello che in questo momento è il primo gruppo politico della coalizione.”

Tentano di delegittimarla?
“Cos’è la delegittimazione di una donna e come si ottiene?”

Esistono tanti modi….
“Sa come stanno provandoci da due anni? Non nominandomi mai quando realizzano le relazioni su quel che si discute. Anche quando intervengo non citano il mio nome. Oppure dicendo che l’operazione con la quale abbiamo sostituito il capogruppo viene da un’altra persona. Che io e gli altri due miei consiglieri siamo dei birilli. Oppure dandoci delle galline in Consiglio comunale. Quella è delegittimazione. La si fa anche quando si pensa che dietro a ogni singola scelta di un gruppo politico ci sia un altro e, guarda caso, un uomo. Non è così. Il confronto è una cosa, l’ordine ricevuto è un’altra”

Che peso può avere una maggioranza come quella che governa Trezzano nella gestione di grandi temi come quello della costruzione della sottostazione elettrica Terna che potrebbe cambiare per sempre il volto della città?
“Su questo argomento siamo tutti dalla stessa parte. Tutta la maggioranza è compatta e fa tutto quello che può. Se ne occupa Russomanno, è una delega sua, che ci aggiorna su tutto quel che si muove attorno alla centrale. Siamo abbastanza intelligenti da superare i momenti di attrito. Quando ci sono di mezzo i cittadini, il primo interesse è verso di loro “

Perché per mesi la richiesta è stata tenuta nascosta dal sindaco Morandi?
“Tenuta nascosta è un parolone. Perché riteneva di avere poche informazioni, anzi nessuna informazione. Magari è stato poco attento, ma di sicuro voleva aspettare e capirne di più. Solo una settimana prima che diventasse pubblica la richiesta non c’era alcuna documentazione che confermasse la scelta di Terna. Lo stesso Mase ci aveva comunicato di non avere alcuna informazione ”.

I prossimi dieci anni Trezzano sarà un cantiere, forse un inferno: lavori in corso, viabilità rivoluzionata…
“Se il cantiere dovesse essere confermato, il grosso problema sarà il collegamento con i data center. Che tipo di scelta sarà fatta? Saranno sotterranei? Aerei? Dove e come saranno realizzati? Oggi non abbiamo informazioni ed è impossibile avanzare una qualsiasi ipotesi”.

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