
Sono le piume bianche ricoperte di nero a restituire una delle immagini più drammatiche dell’emergenza ambientale che da venerdì interessa il sistema dei Navigli. Mentre proseguono le operazioni per contenere la sostanza inquinante riversatasi nelle acque del Milanese, iniziano a emergere anche le possibili conseguenze sulla fauna. Tra gli animali coinvolti c’è un cigno recuperato in difficoltà nelle acque del Naviglio Grande, all’altezza di Abbiategrasso. L’animale è stato salvato grazie all’intervento degli agenti del nucleo ittico-venatorio della Città Metropolitana di Milano, con il supporto di alcuni cittadini.
Il cigno in difficoltà vicino all’alzaia
La segnalazione è arrivata da alcuni residenti che hanno notato il cigno in difficoltà all’altezza dell’alzaia, in corrispondenza dell’intersezione con via Verbano. Gli specialisti della Città Metropolitana sono intervenuti per recuperare l’animale. Per raggiungerlo è stata utilizzata anche una barca messa a disposizione da alcuni cittadini della zona. Il cigno è stato quindi tratto in salvo dalle acque e affidato alle cure dei soccorritori. Dopo il recupero, l’animale è stato trasportato all’Oasi Lipu La Fagiana di Magenta, dove è stato accolto per ricevere le prime cure e dove potrà essere valutato dagli esperti.
Piume nere, una fotografia dell’emergenza
La presenza della sostanza oleosa sulla superficie del Naviglio rende particolarmente delicata la situazione per gli animali che vivono nell’acqua o che, come gli uccelli acquatici, entrano quotidianamente in contatto con il corso d’acqua. Le immagini del cigno con le piume ricoperte dalla sostanza scura restituiscono in maniera immediata la dimensione del problema. L’esatta natura del materiale riversato nel Naviglio è ancora oggetto di accertamenti. Le prime informazioni parlano di una sostanza ricca di idrocarburi, mentre non è ancora possibile stabilire con certezza quali siano state le conseguenze sulla fauna.
Un danno ambientale ancora da quantificare
Lo sversamento, avvenuto nel pomeriggio di venerdì 4 settembre, ha percorso per decine di chilometri il sistema dei Navigli, arrivando fino a Milano e, in quantità definita minima, anche alla Darsena. Le squadre dei Vigili del Fuoco, insieme alla Protezione civile e agli altri enti coinvolti, stanno continuando le operazioni di contenimento e aspirazione della sostanza.Ora l’attenzione è rivolta anche agli effetti sull’ecosistema.
Il danno ambientale non è ancora stato quantificato, ma il recupero del cigno rappresenta un primo, concreto segnale delle difficoltà che la fauna può incontrare a causa della presenza dell’inquinante nelle acque. Per gli animali, così come per l’intero ecosistema del Naviglio, le prossime ore saranno decisive. Mentre gli operatori cercano di fermare la sostanza, veterinari e specialisti dovranno valutare le condizioni degli esemplari eventualmente entrati in contatto con l’inquinante. E quel cigno, con le sue piume bianche diventate nere, è diventato suo malgrado uno dei simboli più evidenti dell’emergenza che sta attraversando il Naviglio.













