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Inchiesta Data center/La grande corsa digitale ridisegna il territorio del Sud-Ovest: da Corsico alla stazione Terna di Trezzano

A Corsico Retelit sta costruendo un data center da 13,6 MW. A Trezzano Terna progetta una stazione elettrica da 380/220 kV per sostenere nuove richieste di connessione nei Comuni vicini. Due progetti distinti che raccontano però la stessa trasformazione del territorio

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C’è un filo rosso che attraversa il Sud-Ovest milanese e che non passa soltanto dai server, dai capannoni e dai grandi campus tecnologici. È un filo fatto di megawatt, cabine elettriche, elettrodotti e nuove infrastrutture per la conservazione dei dati. A Corsico un data center è già in costruzione, un altro potrebbe sorgere a breve giro di posta. A Trezzano sul Naviglio Terna ha presentato il progetto per una nuova stazione elettrica da 380/220 kV. A pochi chilometri di distanza, (a Zibido/Lacchiarella, Cusago/Settimo Milanese, Assago) altri grandi impianti digitali sono in fase di progettazione o realizzazione. Non significa che tutti questi interventi siano collegati tra loro. Anzi, la documentazione disponibile permette di distinguere i diversi progetti. Ma messi uno accanto all’altro raccontano una trasformazione territoriale che sta accelerando e mette a richio la tutela del territorio. Non solo. La crescita dei data center sta creando una domanda di energia di dimensioni tali da richiedere nuove infrastrutture della rete elettrica, con tutto quel che significa in termini di collegamenti.

Corsico: 13,6 megawatt nell’ex area Marcegaglia

Il caso più concreto è quello di via Canova, a Corsico. Retelit ha annunciato il 5 maggio l’avvio dei lavori per un nuovo data center «AI ready» nell’area industriale precedentemente occupata da Marcegaglia. Il progetto interessa circa 18 mila metri quadrati e prevede una potenza complessiva di 13,6 MW. Il primo rilascio di capacità è previsto nel 2027. L’azienda presenta l’intervento come un’operazione di rigenerazione urbana: al posto dei vecchi edifici industriali sorgerà un’infrastruttura destinata a servizi cloud, edge computing e applicazioni ad alta intensità di calcolo, comprese quelle legate all’intelligenza artificiale. Il progetto, dunque, non è più sulla carta. Il cantiere è partito. E il numero dei megawatt dà una prima misura delle dimensioni della nuova infrastruttura.

Ma la partita amministrativa non è ancora tutta chiusa

C’è un altro elemento che merita attenzione. Sul portale del Ministero dell’Ambiente risulta infatti una procedura di verifica di assoggettabilità a VIA per la realizzazione del data center di via Canova. La domanda è stata presentata da Retelit Datacenter Srl il 22 maggio 2026 e la pratica, al momento della consultazione, risulta nella fase di controllo amministrativo. È un passaggio che rende ancora più interessante il dibattito aperto a Corsico e dintorni. Perché la domanda non è più soltanto se il data center sia compatibile con la trasformazione di un’area industriale dismessa. È anche capire quale sarà il suo impatto complessivo sul sistema energetico e infrastrutturale. Oltre naturalmente sulla qualità della vita dei residenti di Corsico e di Cesano Boscone (l’impianto si trova al confine tra i due comuni).

Il secondo data center

Tanto per restare a Corsico, il datacenter di via Canova potrebbe non essere l’unico. Nel nuovo Piano di governo del territorio della città, l’area dell’ex Masotina-Sinextra, in via Archimede, è stata resa disponibile a una possibile trasformazione che comprende anche l’insediamento di un data center. Il sindaco Stefano Ventura aveva spiegato che la nuova destinazione urbanistica consentirebbe alla proprietà di rigenerare il sito, ipotizzando anche una struttura destinata ai servizi digitali. Ma tra una previsione urbanistica e un progetto industriale c’è una differenza sostanziale. Per l’ex Marcegaglia esiste oggi un progetto concreto e un cantiere. Per l’ex Masotina, dalle informazioni pubblicamente disponibili, siamo invece ancora a un livello preliminare.

Trezzano: una stazione da 380/220 kV

La sceneggiatura della trasformazione del territorio si sposta, ma di poco. Solo qualche chilometro più a ovest la partita assume una dimensione ancora maggiore. Terna ha presentato al Comune di Trezzano il progetto della nuova stazione elettrica «Fornace», una struttura destinata a essere collegata alla rete nazionale. Durante la commissione consiliare del 26 febbraio, i tecnici di Terna hanno illustrato una stazione con una superficie indicata inizialmente in circa 67 mila metri quadrati, collocata nell’area della Marchesina, all’interno del Parco Agricolo Sud Milano. Il progetto comprende inoltre raccordi alla rete elettrica esistente. Nella documentazione consiliare del Comune viene indicato che la nuova infrastruttura dovrebbe rispondere alle richieste di connessione di nuovi data center nei Comuni di Cusago, Buccinasco e Assago. È un punto fondamentale. La stazione di Trezzano non va quindi presentata come l’alimentazione del data center di Corsico. Le carte disponibili collegano invece l’opera alle richieste di connessione di altri impianti del quadrante. Ma il significato territoriale è comunque evidente e, forse, nell’incontro pubblico convocato per il prossimo 16 ottobre, se ne prenderà completa coscienza.

Il server occupa un’area. L’energia ne occupa un’altra

È questo forse l’aspetto meno conosciuto della grande corsa ai data center. Quando si parla di un nuovo centro di elaborazione dati, l’attenzione si concentra normalmente sul terreno dove verrà costruito l’edificio. Ma l’edificio è soltanto una parte della storia. Per far funzionare grandi quantità di server servono enormi quantità di energia e, in alcuni casi, nuove infrastrutture di rete. La vicenda di Trezzano lo dimostra plasticamente. La nuova stazione Fornace è stata progettata proprio per rispondere a nuove richieste di connessione. Terna ha spiegato al Comune che la sezione a 220 kV sarà utilizzata per collegare altri tre data center (Assago, Cusago e Buccinasco?). In altre parole, il territorio che ospita i server non è necessariamente lo stesso territorio che ospita le infrastrutture necessarie ad alimentarli. Ed è qui che la discussione diventa più ampia.

Un territorio che si trasforma

Corsico e Trezzano rappresentano due facce della stessa trasformazione. A Corsico una vecchia area industriale viene rigenerata e trasformata in un’infrastruttura digitale da 13,6 MW. A Trezzano una nuova grande stazione elettrica dovrebbe occupare un’area di circa 67 mila metri quadrati rubati al Parco sud per sostenere nuove esigenze della rete legate, secondo la documentazione comunale, a richieste di connessione di data center nei Comuni vicini. Nel frattempo altri progetti stanno interessando il quadrante compreso tra Corsico, Buccinasco, Assago, Cusago e il sistema Lacchiarella-Zibido. È una concentrazione che spiega perché nel territorio stia crescendo anche la mobilitazione dei comitati.

Il problema non è soltanto «sì» o «no»

La discussione rischia però di essere troppo semplice se ridotta allo scontro tra favorevoli e contrari ai data center. La vera domanda è un’altra: quale territorio vogliamo costruire intorno alla nuova economia digitale? E soprattutto quale territorio vogliamo costruire intorno a che questo territorio vive quotidianamente? Perché un data center può significare recupero di un’area industriale dismessa, investimenti, posti di lavoro e infrastrutture tecnologiche. Ma può anche comportare una domanda energetica enorme e la necessità di costruire infrastrutture che vanno ben oltre il perimetro del singolo stabilimento. Ed è proprio questo il tema che i comitati chiedono di affrontare. Non contestano, almeno nelle loro dichiarazioni, la digitalizzazione in sé. Contestano il modello con cui viene realizzata e chiedono che i resdienti siano coinvolti nelle decisioni.

La domanda che manca

A questo punto, per capire davvero cosa sta succedendo nel Sud-Ovest milanese, manca una mappa. Non quella dei soli data center. Quella delle connessioni elettriche. Bisognerebbe sapere, per ciascun progetto, quanti megawatt sono stati richiesti, a quale rete sarà collegato, quale distributore o gestore della rete sarà coinvolto, se sarà necessaria una nuova cabina, se sono previsti nuovi elettrodotti e dove passeranno. E soprattutto bisogna capire se le diverse infrastrutture siano state pianificate considerando l’effetto cumulativo della nuova domanda energetica. È qui che potrebbe trovarsi la vera notizia. Perché il data center che vediamo nascere a Corsico è soltanto la parte visibile di una trasformazione molto più grande. Sotto terra e sui tralicci, intanto, si dovrà costruire la rete elettrica che dovrà alimentare il nuovo Sud-Ovest digitale.

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