
Una raffica di botti improvvisi, nel cuore della sera, capace di trasformare per alcuni minuti un tranquillo quartiere residenziale in una sorta di campo di battaglia. Capita sempre più spesso in tutti i comuni del sud ovest milanese, da Cesano a Rozzano passando per Corsico e Buccinasco. L’ultimo episodio è successo sabato 29 agosto al quartiere Tessera di Cesano Boscone, dove poco dopo le 20.30 una sequenza di petardi o fuochi d’artificio ha fatto sobbalzare i residenti e scatenato la paura tra gli animali domestici. Gli scoppi, forti e ravvicinati, sono arrivati all’improvviso. Prima il caratteristico frizzare dei fuochi, poi i botti, uno dopo l’altro. Un rumore amplificato dalle finestre aperte e dai balconi ancora frequentati a quell’ora, in una delle ultime sere di agosto.
In casa, raccontano alcuni residenti, si sono sentiti abbaiare i cani e miagolare i gatti spaventati. Qualcuno, soprattutto tra le persone anziane, ha cercato di capire che cosa stesse accadendo, anche perché gli scoppi sembravano provenire da un punto molto vicino alle abitazioni. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito e i fuochi non hanno raggiunto persone, balconi o tende ancora aperte per il gran caldo. Ma il rischio, in un quartiere caratterizzato da palazzi alti e molto ravvicinati, abitato da molti anziani non è affatto trascurabile.
Botti sparati tra le case
Non è stato possibile individuare con certezza il punto da cui siano partiti i fuochi. I lampi, tuttavia, erano visibili nella zona centrale del quartiere Tessera e, secondo le testimonianze raccolte, potrebbero essere partiti da uno dei cortili rivolti verso la Nuova Vigevanese. Non si conoscono né gli autori né il motivo della bravata. Quello di sabato, però, non è un episodio isolato.
Raffiche improvvise di petardi e fuochi d’artificio vengono segnalate periodicamente in diverse zone del Sud-Ovest milanese. Episodi analoghi vengono raccontati anche a Corsico, Buccinasco e Rozzano, spesso nelle ore serali e, in particolare, intorno alla mezzanotte. Un fenomeno difficile da ricondurre a un’unica causa, ma che ha un elemento comune: chi si trova nelle vicinanze non viene avvertito e si ritrova improvvisamente alle prese con esplosioni molto forti, spesso a pochi metri dalle abitazioni.
La paura degli animali e delle persone fragili
Per chi possiede un cane o un gatto, il problema è tutt’altro che secondario. Gli animali possono reagire ai botti con panico, cercando una via di fuga o nascondendosi, e il rumore improvviso può provocare reazioni difficili da controllare. Ma a spaventarsi non sono soltanto gli animali. Gli scoppi improvvisi possono creare ansia e disorientamento anche nelle persone anziane e in chi vive da solo. E quando i fuochi vengono sparati dal livello della strada o dai cortili, tra palazzi e balconi, la preoccupazione è anche quella che un razzo possa finire contro una finestra, una tenda o una persona. Per questo quello che qualcuno considera semplicemente un modo per divertirsi può diventare, per altri, un episodio di forte paura.
La leggenda dei fuochi che «annunciano» la droga
A Rozzano, attorno a questo fenomeno, circola da tempo anche una voce che ha i contorni della leggenda metropolitana. Secondo il racconto che si tramanda tra alcuni residenti, i fuochi d’artificio esplosi improvvisamente avrebbero una funzione precisa: segnalare l’arrivo in città di una partita di droga. Il meccanismo, sempre secondo questa voce e senza che vi siano elementi che consentano di confermarla, sarebbe quello di utilizzare i botti come una sorta di segnale per avvisare i clienti della disponibilità dello stupefacente e indicare loro che è possibile andare a rifornirsi. Una storia che non può essere presentata come un fatto accertato e che resta, appunto, una voce. Ma che racconta anche il clima di sospetto che episodi apparentemente inspiegabili finiscono per alimentare nei quartieri.
«Prima o poi può succedere qualcosa»
Il punto, al di là delle leggende, rimane la sicurezza. Sparare petardi o fuochi d’artificio in mezzo alle abitazioni, soprattutto dal basso verso l’alto e in presenza di alte palazzine, significa perdere rapidamente il controllo della traiettoria e della caduta dei materiali incandescenti. Sabato sera al Tessera è andata bene. I botti hanno provocato spavento, ma non hanno colpito persone o provocato incendi. Ma basta poco perché una bravata si trasformi in qualcosa di molto più grave. Ed è proprio questa la domanda che si pongono i residenti: quanto ancora bisognerà considerare «normale» una raffica di esplosioni improvvise tra le case, prima che qualcuno si faccia male?













