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Fondazione Ikaros, giochi di potere sulla pelle degli studenti di Buccinasco e Trezzano

Revocati gli accreditamenti si cercano nuovi enti di formazione che gestiscano, a partire dal prossimo settembre, i corsi di formazione

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Nella foto, la sede di Buccinasco della Fondazione Ikaros

Poco meno di due settimane fa, la Regione Lombardia ha revocato alla Fondazione Ikaros l’accreditamento regionale per l’erogazione dei percorsi professionali. Niente più fondi, niente più corsi. Per la disperazione di molti dipendenti e docenti che ancora devono ricevere il pagamento delle ultime mensilità. Nei giorni scorsi, è stato pubblicato un bandoper la raccolta di manifestazione di interessi: si cercano Enti di formazione che possano fornire i percorsi triennali e di IV anno che si svolgano negli stessi comuni di Buccinasco e Trezzano sul Naviglio.

Il termine ultimo per presentare le candidature è il 27 luglio. Dieci  giorni per concludere l’istruttoria e comunicare a famiglie e studenti l’ente che subentrerà im modo che, se vogliono, possono continuare il proprio percorso didattico. Tutto a posto? Se per ragazzi e famiglie il problema si dovrebbe risolvere, non è così per tutti i protagonisti della vicenda Ikaros. Che continuano a darsi battaglia per mettere le mani sui resti della fondazione e degli enti ad essa collegati.  Un interessante articolo è stato pubblicato pochi giorni fa dal Fatto quotidiano. Nicola Borzi ha ricostruito le varie fasi dello scandalo che ha portato alla crisi del sistema Ikaros e della sua capofila Fondazione San Michele Arcangelo.

Si parte dalla gestione di Daniele Nembrini e della sua famiglia, vicini a Comunione e Liberazione e alla Curia di Bergamo e si arriva al 10 luglio, quando la Regione Lombardia ha ufficializzato la revoca degli accreditamenti alla Ikaros per le sedi bergamasche di Calcio e Grumello del Monte e per quelle milanesi di Buccinasco e Trezzano. “Una decisione che pare mettere fine all’era Nembrini e che però lascia nell’incertezza circa 1.500 studenti e le loro famiglie, oltre a decine di docenti e di dipendenti” sottolinea Borzi. Mentre il Pirellone avvia le procedure per individuare nuovi gestori che possano garantire la continuità didattica a partire dal prossimo si comincia a parlare di “regolamento di conti” all’interno di Comunione e Liberazione.

Regolamento di conti che avrebbe portato la Procura di Bergamo a mettere sotto la lente il “sistema Nembrini”. “Daniele Nembrini, per anni considerato il punto di riferimento della formazione professionale in Italia, – scrive Borzi – è finito al centro di un’indagine degli inquirenti lombardi per le ipotesi di reato di malversazione, truffa, fatture false e bilanci truccati. Le cifre sono da capogiro: le fondazioni del “sistema Nembrini” negli anni hanno ottenuto oltre 40 milioni di fondi Pnrr assegnati ai suoi ITS (tra cui Jobs Academy, il più grande d’Italia), decine di milioni di contributi regionali e di Anpal Servizi.

Emblematico è quel che pubblica il Fatto Quotidiano: “Denaro pubblico che, secondo le ipotesi al vaglio degli inquirenti, veniva drenato attraverso un labirinto di circa 70 società tra Italia, Lettonia, Lussemburgo e Romania. Mentre Nembrini sbandierava il suo “voto di povertà” conduceva però una vita nel lusso, girava con autista su una Bmw i7 da 130mila euro e costruiva per la propria famiglia un patrimonio immobiliare da almeno 6 milioni, con ville in Sardegna, appartamenti sulle Alpi francesi e residenze di pregio a Cenate Sopra”. Le ipotesi al vaglio dell’inchiesta riguardano un meccanismo di “vasi comunicanti”: prestiti infruttiferi tra fondazioni, consulenze fittizie a società di famiglia e l’utilizzo di fondi pubblici per scopi privati, come l’acquisto di azioni della Banca del Fucino per 3,5 milioni. Persino le famiglie degli studenti, convinte di accedere a una formazione gratuita, venivano chiamate a pagare “contributi volontari” che di fatto erano rette obbligatorie, arrivando a generare un incasso extra di 1,5 milioni l’anno.

La decisione della Regione Lombardia di “staccare la spina” a Ikaros non è però letta da tutti come un mero atto amministrativo dovuto alle irregolarità contabili. Fonti interne e messaggi trapelati all’esterno parlano ormai apertamente di uno scontro fratricida all’interno di Comunione e Liberazione. Daniele Nembrini, pur essendo un “formigoniano doc”, era diventato un personaggio considerato “anarchico” e scomodo per i nuovi vertici del movimento. A pesare sarebbe stata soprattutto la sua scelta di dare spazio e voce a Julián Carrón, l’ex presidente della Fraternità di Cl, inserendolo come referente spirituale nel suo gruppo di lavoro dopo che questi era stato allontanato da chi lo accusava di aver tradito il carisma del fondatore Don Giussani.

Il timore espresso da alcune fonti interne all’universo di Cl è che Nembrini, incassando i milioni del Pnrr, potesse dar vita a una costola autonoma del movimento. Così, secondo queste stesse fonti, il sistema che per vent’anni aveva sostenuto le “opere” di Nembrini, con la benevolenza di figure come il direttore generale della Formazione regionale della Lombardia, Paolo Mora, visto l’incalzare delle inchieste avrebbe deciso di sacrificarlo per riassegnare tra poche settimane i centri di formazione ad altri uomini di fiducia. Fonti vicine alla vicenda danno in pole position per rilevare le attività di Ikaros Diego Montrone, anch’egli vicino a Cl e presidente di Aef. Vedremo nei prossimi giorni (il 27 luglio e successivi)se le previsioni di Borzi e del suo giornale saranno convalidate dai fatti. Ma ci sarà ancora qualche ragazzo e relativa famiglia che si fiderà ancora, se questi giochini dovessero essere confermati?

 

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