
Più che una presentazione, è stata una celebrazione. Quella di un uomo che ha realizzato il suo sogno. Di un uomo che, partito dalla Calabria ha raggiunto Milano e ha messo radici a Trezzano sul Naviglio. Col tempo è diventato ambasciatore della moda italiana, nella stessa Italia e nel mondo. E che, a conclusione della sua parabola, ha scritto un libro che non è una biografia, non è un romanzo, non è un saggio. É un lascito alle giovani generazioni che vedono nella moda il proprio habitat naturale.
Il libro si chiama :“Realtà e visione oltre la moda” ed è come recita il sottotitolo “un viaggio visionario oltre il confine del reale”. Il viaggio è quello compiuta da Casile partito da un paesino dell’Aspromonte di cento anime. La visione è quella che da ragazzino lo affascinava quando si affacciava dai monti calabresi e vedeva il mare. Cosa c’è oltre? C’è la strada del possibile. Così, poco più che adolescente, si è incamminato e non si è mai più fermato.
La presentazione è avvenuta questa mattina nella sala Aldo Bassetti della Pinacoteca di Brera. A fare gli onori di casa il direttore generale della Pinacoteca Angelo Crespi; il presidente onorario della Camera della moda, Mario Boselli; Monica Camozzi, direttrice di Style economy del Sole 24ore. Un libro che è insieme racconto, testimonianza e guida per le nuove generazioni che sognano di entrare nel mondo del fashion.
Più che una presentazione, si diceva, una celebrazione. E non soltanto della carriera di Francesco Casile, ma di un modo di intendere la moda che mette al centro le persone, il talento e la capacità di guardare oltre l’orizzonte. A sottolinearlo è stata Monica Camozzi, direttrice di Style Economy del Sole 24 Ore, che ha evidenziato come Casile conservi ancora oggi una rara capacità di leggere il futuro. «Questo libro è dedicato ai giovani che vedono nella moda il proprio mondo espressivo», ha osservato, richiamando l’attenzione sulla volontà dell’autore di restituire esperienza e conoscenza a chi oggi muove i primi passi nel settore.
Un concetto ripreso anche dal direttore generale della Pinacoteca di Brera, Angelo Crespi, che ha ricordato come l’istituzione milanese abbia ospitato nel corso degli anni alcune delle più importanti maison internazionali. «La storia di Casile racconta un viaggio che parte dalle asperità dell’Aspromonte e arriva a Milano, una città che continua a offrire opportunità a chi ha determinazione e capacità». Una parabola umana e professionale che, secondo Crespi, rappresenta un esempio prezioso per studenti, scuole e accademie.
Parole condivise da Mario Boselli, presidente onorario della Camera Nazionale della Moda Italiana, che ha definito Casile «un unicum» nel panorama del settore. «È una persona da ammirare soprattutto per la generosità che ha sempre dimostrato verso i giovani. Questo libro è particolare come lui: unisce grande razionalità e grande poesia».
Quando prende la parola, però, è lo stesso Casile a spiegare il senso più profondo dell’opera. «Non è una biografia. Non volevo raccontare il passato, ma il futuro». Un’affermazione che racchiude lo spirito del volume. «Ho immaginato di incontrare le anime dei grandi maestri della moda e di chiedere loro cosa avrebbero raccontato ai giovani di oggi. È anche un manuale che racconta tutte le figure della filiera, tutti quegli imprenditori e professionisti che contribuiscono a creare l’eccellenza del Made in Italy».
Poi la definizione che forse più di ogni altra lo rappresenta. «Sono un sognatore visionario. Riesco a vedere le cose prima degli altri e a realizzarle prima degli altri. Io ho realizzato il mio sogno». Un concetto ripreso dall’editore, che ha invitato il pubblico a immaginare quel ragazzo affacciato sui monti dell’Aspromonte mentre osservava il mare e si chiedeva cosa ci fosse oltre. Dall’altra parte c’era Milano. C’era il futuro. C’era una vita ancora tutta da costruire lasciandosi alle spalle la povertà.
Una povertà che, come è stato detto durante l’incontro, non è stata cancellata ma scolpita nella memoria. Una valigia in mano e il coraggio di partire. Poi cinquant’anni trascorsi nella moda, attraversando cambiamenti, crisi e trasformazioni senza mai perdere la capacità di ascoltare, di esserci, di costruire relazioni. Anche quando altri sceglievano di sparire.
Per questo, alla fine, la mattinata di Brera è sembrata davvero qualcosa di diverso da una semplice presentazione editoriale. È stata il racconto di un percorso umano prima ancora che professionale. La testimonianza di chi ha saputo trasformare un sogno in realtà e oggi sente il dovere di consegnarlo alle nuove generazioni affinché possano immaginare, a loro volta, cosa si nasconde oltre il proprio orizzonte.













