
Mentre si avvicina il 18 dicembre, giorno in cui saranno annunciate le dieci città finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028, Rozzano accelera il passo e si presenta con un dossier ricco, strutturato e ambizioso. Sul tavolo ci sono già novanta progetti, definiti dall’amministrazione come «un mosaico di creatività», che raccontano una città desiderosa di cambiare narrativa e di mettere al centro cultura, rigenerazione urbana e partecipazione. Un percorso che, per la prima volta, inserisce Rozzano nel dibattito nazionale sulle politiche culturali e sul ruolo delle periferie come luoghi di innovazione sociale.
Bernini e Ciciliano in città per sostenere la candidatura
A testimoniare l’attenzione istituzionale verso il lavoro avviato da Rozzano, oggi arriveranno in città il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e il Commissario straordinario per la Riqualificazione delle Periferie, Fabio Ciciliano. Alle 16, nell’aula consiliare di piazza Foglia, presiederanno un incontro dedicato alla presentazione dei progetti sviluppati da università, centri di ricerca e accademie lombarde, nati con l’obiettivo di valorizzare e riqualificare i territori a maggiore vulnerabilità sociale, culturale ed economica. Una presenza che dà peso al percorso intrapreso: Rozzano non si limita a presentare una candidatura formale, ma la costruisce insieme al mondo accademico e della ricerca, proponendo un modello sperimentale di rigenerazione culturale che potrebbe diventare un riferimento nazionale.
Perché Rozzano corre per la Capitale della Cultura
L’idea alla base della candidatura è semplice e radicale: la cultura non come lusso, ma come strumento di riscatto, coesione e sviluppo.Rozzano mette al centro tre direttrici principali: Rigenerazione dei quartieri. I progetti mirano a trasformare gli spazi urbani in luoghi di produzione culturale: biblioteche di comunità, laboratori creativi, percorsi artistici nei quartieri, aree verdi attrezzate e spazi civici che diventino punti d’incontro. Inclusione sociale e partecipazione: La città punta a coinvolgere giovani, famiglie, associazioni e scuole in un percorso condiviso. Cultura, in questo senso, diventa “collante sociale”: occasioni di formazione, eventi diffusi, iniziative che parlano alla comunità e che la rendono protagonista. Innovazione e ricerca: Il coinvolgimento di università e centri di ricerca non è un elemento decorativo: il dossier di Rozzano propone progetti che coniugano tecnologia, sostenibilità e cultura, immaginando nuove forme di fruizione e nuovi modi di valorizzare il territorio.
Una candidatura che vuole ribaltare gli stereotipi
Rozzano vuole usare la candidatura non solo come obiettivo, ma come messaggio: le periferie non sono margini, ma laboratori culturali. I novanta progetti raccolti rappresentano teatri, musica, arti visive, innovazione digitale, archivio storico, memoria collettiva, narrazione urbana e sostenibilità. Il passaggio del Ministro Bernini e del Commissario Ciciliano rafforza l’idea che la rigenerazione dei territori ad alta vulnerabilità possa partire proprio dalla cultura, non come corollario, ma come infrastruttura fondamentale. Se Rozzano entrerà tra le finaliste, sarà un riconoscimento importante. Ma, come sottolineano dal Comune, il valore del percorso è già tangibile: la città ha aperto una stagione nuova, in cui investire nella cultura significa investire nella qualità della vita, nella dignità dei quartieri, nella forza della comunità.













