
Ieri sera, ore 21.35, terrore in metropolitana. Numerosi passeggeri, presi dal panico, hanno chiamato il 112 segnalando la presenza di uomini armati di fucili d’assalto nel mezzanino della fermata di Bisceglie. Sul posto sono intervenute alcune radiomobili della compagnia dei carabinieri di Milano. Appena arrivati, i militari hanno individuato i presunti assalitori: due ragazzi italiani, uno di 20 anni e l’altro appena 18enne. I giovani, però, non stavano preparando un attentato o un’azione criminale, ma giravano dei video destinati ai social, armati però di fucili da guerra che sembravano veri.
Tappo rosso
Le armi, in realtà, erano semplici riproduzioni per soft air, ma con un dettaglio non trascurabile: mancava il tappo rosso, l’elemento distintivo che serve a segnalare la non pericolosità dell’arma. Questo ha fatto scattare le denunce per possesso di armi “atte a offendere”, dato che, senza il tappo, quelle repliche erano difficilmente distinguibili da fucili veri e propri. Non è la prima volta che simili situazioni accadono, soprattutto quando giochi come il soft air vengono fraintesi o gestiti con superficialità in luoghi pubblici e senza aver prima chiesto i permessi e avvisato le autorità. In questo caso, poi la vicenda avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori, vista la crescente tensione riguardo alla sicurezza.














