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Striscia la Notizia: “a Rozzano ci sono baby spacciatori di 12 anni che hanno rinunciato alla scuola”

Lo scoop firmato da Vittorio Brumotti e il suo team che sono tornati in città dopo le denunce fatte negli anni scorsi

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Ieri mattina la notizia dello smantellamento di tre bande di criminali che si dividevano il traffico di droga, ieri sera Striscia la notizia con l’inviato Brumotti che si trova di fronte dei ragazzini che gli vendono stupefacenti. Rozzano torna ad essere l’ombelico di un mondo che mette paura. Quella dei carabinieri è stata un’operazione su vasta scala. L’area del Sud Ovest Milano con tre basi ‘operative’ era uno dei punti di forza di strutture criminali che agivano in tutto la Lombardia e oltre.

L’altra faccia del problema

Quello di Brumotti, trasmesso ieri sera, è stato un ritorno a Rozzano. L’inviato di Striscia la notizia già negli anni scorsi era planato in città con le sue telecamere. Aveva documentato le aree di spaccio, gli spacciatori, l’ambiente in cui si muovono pusher e acquirenti. Ieri ha mostrato un’altra faccia del problema. Il filmato mostra l’inviato del tg satirico che si trova di fronte un ragazzino, appena 12enne, che gli propone di acquistare la droga. Non subito. I due fissano un appuntamento per il giorno dopo.

Ragazzini arruolati

“Molti ragazzini – ha spiegato il Tg satirico di Canale 5 – non vanno a scuola. Vengono arruolati e costretti a fare gli spacciatori. Sono poco più che bambini: vengono reclutati con promesse di un guadagno facile, abiti firmati e telefoni all’ultima moda. Loro, spinti dalla bramosia, abbandonano la scuola per abbracciare la criminalità”.

La reazione

La conferma arriva il giorno dopo il primo incontro. Vittorio Brumotti va all’appuntamento alla fermata dei pullman. Chiacchiera con alcuni ragazzini mentre chiama i carabinieri. L’arrivo dei militari scatena la loro reazione violenta. E se la prendono con l’inviato di Striscia: “Infame! Cornuto” gli urlano. Alcuni tentano di aggredirlo sotto gli occhi anche di parenti e genitori.

Il reclutamento

Brumotti aveva aperto il servizio con una constatazione che sembra un’accusa: “Rozzano – dice – non è una semplice piazza di spaccio, perché qui i ragazzini sono semplici da reclutare, con promesse di un guadagno facile, vestiti firmati e smartphone di ultima generazione. Sono facili da comandare e da istruire, perfetti per sfuggire alla giustizia” E in effetti, il video ha mostrato ragazzini appena 12enni che spacciano, non vanno a scuola, si incontrano alle fermate dei pullman o del 15 per vendere dosi di cocaina. Ragazzi senza un futuro.

La reazione del sindaco di Rozzano

Sui baby spacciatori in città, il sindaco Gianni Ferretti oggi ha diffuso una nota con la quale è tornato sull’episodio andato in onda ieri sera su “Striscia la Notizia” e ha lanciato un appello diretto allo Stato per risolvere una situazione non più tollerabile. Le immagini di Striscia non lasciano dubbi: immortalano ragazzini di circa dodici anni che spacciano droga e maneggiano banconote in pieno centro cittadino tra via Mimose e la fermata del tram 15.

Baby gang sempre più diffuse

Secondo Ferretti si tratta di un fenomeno che l’amministrazione comunale non può risolvere da sola. La questione delle baby gang e il rapporto tra minori e criminalità è sempre più diffusa, non solo a Rozzano, e la questione va a affrontata a più livelli. “Siamo testimoni di una situazione grave – spiega il sindaco – la lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti in alcune zone della città considerate critiche è sempre stata una priorità dell’amministrazione comunale ma la polizia locale non basta. Abbiamo investito ingenti risorse per adeguare numericamente il Corpo e dotarli degli strumenti necessari ma non sono più sufficienti per contrastare il fenomeno”.

Il ruolo delle famiglie

La giovane età dei protagonisti coinvolti solleva anche un altro tema: il ruolo delle famiglie. “Dobbiamo difendere la legalità, ristabilire l’ordine, responsabilizzare le famiglie, punire chi sbaglia e accompagnare chi è in difficoltà lungo un percorso di reinserimento nella comunità – conclude il sindaco – invito il Governo a mettere in campo tutte le azioni necessarie per fare sentire sicuri tutti i cittadini. Servono leggi che pongano fine a questo fenomeno sempre più dilagante e arginare questa consapevolezza legata all’impunità dei reati da parte di chi li commette “.

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