HomePoliticaPro loco Trezzano, il j’accuse in Consiglio comunale

Pro loco Trezzano, il j’accuse in Consiglio comunale

Sono mesi che la gestione dell’associazione è al centro di polemiche che hanno interessato il direttivo e la concessione dei contributi pubblici

Giorgio-Ghilardi--Fabio-Bottero
Nella foto a sx Giorgio Ghilardi, a dx il sindaco di Trezzano, Fabio Bottero

Parole pesanti quelle pronunciate ieri sera durante l’ultimo consiglio comunale di Trezzano sul Naviglio, sulla regolarità dei contributi erogati alla Pro Loco, sulla legittimità del suo consiglio direttivo, sulla trasparenza dei suoi bilanci. Il j’accuse è stato enunciato da Giorgio Ghilardi che ha puntato l’indice contro il sindaco Fabio Bottero e la sua giunta “responsabili” di aver concesso quei contributi, pur in presenza, secondo Ghilardi, di gravi irregolarità nella nomina del direttivo dell’associazione e sui bilanci della stessa.

Sono mesi che la gestione della Pro-loco è al centro di polemiche che hanno interessato il direttivo. Il 16 giugno scorso l’allora vicepresidente, Elda Ghibaudo aveva deciso di dimettersi (Leggi qui). Aveva abbandonato la carica addebitando alla presidentessa Anna Andolfo e a Pietro Fiati le responsabilità di una gestione “non sempre chiara e trasparente”. “Non voglio fare la guerra contro alcuno – aveva detto a pocketnews.it – ma conoscere e capire come è stata gestita la Pro loco in questi ultimi anni”. La Ghibaudo aveva anche scritto una lettera a sindaco e segretario comunale informandoli su quel che, secondo lei, non andava nell’associazione (Leggi qui).

Non era successo nulla. Sindaco e giunta non tennero in alcun conto la denuncia sottoscritta dalla Ghibaudo e, ignorando il regolamento comunale, confermarono contributi e collaborazioni. La vicenda sarebbe stata oggetto anche di alcuni esposti depositati in Tribunale, il cui esito, visti i tempi della giustizia, appare di là da venire.

Ieri sera, Ghilardi ha prima presentato un’interpellanza con la quale ha posto una serie di domande, poi ha letto una dichiarazione con la quale ha sparato ad “alzo zero” su sindaco e giunta. “A quale titolo – ha chiesto nell’interpellanza – il 24 giugno 2021 la giunta municipale ha accolto la richiesta di contributo avanzata da un consiglio di amministrazione della Pro Loco impossibilitato ad operare in quanto sprovvisto del necessario numero legale?

“Per quale ragione – ha continuato – in quella occasione, la giunta municipale violò il regolamento comunale sulle associazioni ed in particolare il capo terzo articolo 15 deliberando un contributo economico in assenza dell’indispensabile bilancio di previsione 2021 della Pro Loco?”. “A quale titolo – ha proseguito – la giunta municipale ha fatto suo il consiglio di amministrazione scaturito dall’assemblea svoltasi il 28 giugno 2021 pur essendo perfettamente a conoscenza che la stessa era stata impugnata e resa non valida?”

Poi, ha anche chiesto per quale motivo la giunta municipale “ha deciso di modificare l’elenco delle associazioni accreditate allo scopo di inserire il nuovo consiglio di amministrazione della Pro Loco pur sapendo che lo stesso era nato da una assemblea impugnata con delle specifiche richieste di invalidità e di dimissioni di tutti i componenti del neo consiglio di amministrazione”.

La risposta degli amministratori non si è fatta attendere ed è la stessa che dà sempre quando si affronta questo argomento, sia che si tratti di Commissione trasparenza sia che ci si ritrovi in consiglio comunale: “Per noi è tutto regolare: elezioni del direttivo, bilanci depositati, erogazione dei contributi. Se qualcuno ha dei dubbi vada dai carabinieri e faccia le relative denunce”.

Allora Ghilardi ha voluto che al verbale della seduta fosse allegata una sua dichiarazione scritta. Dopo un preambolo arriva la stoccata diretta al sindaco: “Certo è che quello che ha fatto in questi mesi è un violento schiaffo alla correttezza, alla giustizia, alla legalità, al senso civico e alla sopravvivenza della più importante associazione di Trezzano”.

“Continuare – ha puntato l’indice – a dar credito ad uno pseudo esecutivo che all’ultima assemblea dei soci ha avuto una disonorevole presenza di soli due iscritti dei quali uno era la madre del presidente, non ha senso. Altro che affermare come ha fatto nel corso della commissione trasparenza svoltasi il 18 ottobre scorso che: “il comune non può entrare nel merito di quello che una associazione ha all’interno del suo direttivo, oppure che: “il comune non mette becco perché noi non siamo soci della Pro Loco”.

“Caro sindaco – ha sottolineato Ghilardi in un altro passaggio del documento – le ricordo che la prima cosa che deve fare un Ente pubblico prima di deliberare l’erogazione di quattrini è proprio quello di mettere becco nell’associazione perché il denaro erogato proviene dai cittadini e come le ha ricordato la dimissionaria vice presidente della Pro Loco prima che lei commettesse il macello che ha commesso, c’è l’obbligo, ripeto l’obbligo di effettuare i necessari controlli e verificare se tutto è in regola”.

 

1 commento

  1. Già me li sento parlare di strumentalizzazione
    Già me li sento dare dell’ignorante a Ghilardi.
    Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine. È che il sindaco di Trezzano sul Naviglio non ha i capelli…

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