Centinaia di ragazzi e ragazze si sono presentati sul set privi di mascherine, creando un pericoloso assembramento
Sta scatenando una serie di polemiche la realizzazione di un video di Paky, nome d’arte di Vincenzo Mattera, un rapper classe ‘99 originario di Napoli, ma cresciuto a Rozzano, che ha ottenuto un grande successo con “Rozzi”. Si tratta di un brano che ha raggiunto otto milioni di streaming su tutte le piattaforme. Una enormità.
Orbene, Mattera ha chiamato a raccolta i suoi fan perché facessero da comparse al suo nuovo video. I produttori avevano chiesto al Comune di poter utilizzare piazza Foglia come scenario delle riprese. Di fronte al rifiuto del primo cittadino si sono rivolti alla direzione del Fiordaliso che li ha autorizzati a utilizzare l’area di parcheggio del centro commerciale che si trova dalle parti del Leroy Merlin.
L’appuntamento era fissato per ieri sera alle 22. Il bello, o il brutto, secondo i punti di vista sono state le centinaia di ragazzi e ragazze che si sono presentati alle riprese, creando un pericoloso assembramento, visti i tempi che si stanno vivendo. Pochi, quasi nessuno, indossavano le mascherine anti-covid 19.

Nella foto, i ragazzi accorsi al Fiordaliso per le riprese del video di Paky
E questo ha provocato la reazione del web. Che ha cominciato a denunciare l’accaduto prima con semplici messaggi di disapprovazione, poi con post sempre più pesanti nei confronti di tutti, soprattutto dell’amministrazione comunale che secondo molti avrebbe dovuto proibire la reunion. Da Piazza Foglia fanno sapere che trattandosi di un’area privata, non aveva e non ha alcun potere per proibire ciò che i proprietari dell’area avevano autorizzato.
Sarebbero stati gli organizzatori a non rispettare le misure anticovid come promesso al momento dell’autorizzazione del Fiordaliso. La realtà è che è impensabile farle rispettare a ragazzini che si esaltano alla vista dei propri idoli e che per loro si mobilitano, così come è avvenuto ieri sera a Rozzano.
Ma chi è Paky? Il personaggio proposto da Mattera cavalca l’onda dei vari Fedez e compagnia bella che da Rozzano hanno spiccato il volo per altri lidi. Nei suoi brani si presenta come il classico ragazzo di strada cresciuto tra criminalità e spaccio. Spesso l’artista usa la metafora del cappio al collo per descrivere la sensazione di soffocamento che provano i ragazzi come lui cresciuti in strada.
La sensazione di non avere via d’uscita da questa società. Privo di certezze, si sente al sicuro solo ne suo quartiere “dove niente è a posto, dove niente è ok” e con gli amici, per i quali sarebbe “pronto a morire”. Speriamo non di Covid 19.
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