L’operazione, condotta dai carabinieri, è stata coordinata dal pm Sergio Spadaro che, durante le indagini, ha ricostruito più di 500 casi di furto. (Guarda il video)
Da mesi compivano furti e manomettevano posta raccomandata. Fino a quando non sono stati colti in flagranza di reato e denunciati alla magistratura. Sono cinque i dipendenti del Centro di Meccanizzazione di Poste Italiane di Milano “Roserio” finiti nei guai.
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500 furti
L’operazione, condotta dai carabinieri, è stata coordinata dal pm Sergio Spadaro. Che, durante le indagini, ha ricostruito più di 500 casi di furto o manomissioni. L’inizio dell’attività dei dipendenti delle poste infedeli è stato fissato verso la fine del 2019. Nel mirino missive e pacchi in transito presso il Centro di Roserio, che va ricordato, lavora anche la corrispondenza di tutta la provincia di Milano. Compresi i comuni del sud ovest.
Video controllo
Gli inquirenti hanno predisposto vari servizi di appostamento e video controllo grazie all’installazione di microcamere nascoste. Subito è emerso che i furti avvenivano in uno specifico settore dello smistamento denominato “corrispondenza 1”, in particolare, venivano commessi dal personale che vi lavorava.
Le modalità
Gli autori dei furti sono stati colti in flagranza di reato e denunciati alla Procura della Repubblica di Milano. Si tratta di 2 uomini e 3 donne tutti di nazionalità italiana. Grazie alle telecamere si sono individuate anche le modalità con le quali si appropriavano di pacchetti o buste ritenute interessanti.
Il marsupio
Durante lo smistamento, li depositavano all’interno di un borsello tipo marsupio legato in vita sotto il giubbotto di servizio fornito da Poste Italiane, dopodiché, nei pressi del proprio armadietto di servizio ne verificavano il contenuto e, se ritenuto d’interesse, se ne impossessavano.
“Lavoro a casa”
A casa degli indagati, durante le perquisizioni è stata ritrovata moltissima corrispondenza trafugata con ancora le buste e gli indirizzi di mittenti e destinatari. Tutti e 5 i dipendenti sono stati denunciati per il reato di appropriazione indebita con l’aggravante di aver commesso il fatto con abuso di relazioni d’ufficio, nonché per violazione e sottrazione di corrispondenza.
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Mi auguro che vengono licenziati! Dato che non li bastava lo stipendio statale…
Per evitare ogni tipo di furto, gli addetti allo smistamento lettere dovrebbero lavorare con abbigliamento senza tasche preventivamente indossato ad inizio turno, e fornito da Poste Italiane, e comunque con telecamere ovunque, come negli aeroporti e nei casinó.
Non capisco perché non vengono adottate tali misure se si vuole davvero risolvere l’annoso problema dei furti e manomissioni della corrispondenza.