HomeAttualitàCommercianti: aumentano le chiusure volontarie, ma c'è chi resiste al Coronavirus

Commercianti: aumentano le chiusure volontarie, ma c’è chi resiste al Coronavirus

Covid -19, breve viaggio tra i negozi del sud-ovest milanese. Anche i grandi negozi si fermano, rimangono aperti supermercati e punti vendita alimentari. Davenia (Buccinasco): “Qualcuno ci dica se dobbiamo continuare a rifornirci”

di Antonio Casa

In Lombardia sono le ultime ore prima della serrata richiesta dalla Regione al Governo centrale per fermare la diffusione del coronavirus. Resteranno aperti soltanto supermercati, negozi di generi alimentari e farmacie. Da giorni, molti piccoli commercianti rimasti aperti si girano i pollici. In tanti, fra Corsico, Trezzano, Cesano Boscone e Rozzano, hanno deciso già di chiudere i battenti, esponendo date di riapertura che oggi appaiono solo ipotetiche.

Il trend

Abbigliamento, calzature, ottiche e cartolerie hanno calato le saracinesche. Diversi alimentari, invece, hanno incrementato le vendite perché inseriti in un contesto di clientela che fa fatica a raggiungere i supermercati. pocketnews.it ha compiuto una ricognizione. Questo il quadro che è emerso.

Corsico: “Pochissimi incassi: meglio starsene a casa”

Il centro di Corsico è un deserto, Fantasia della pasta fresca è aperta, “ma non entra quasi nessuno, il normale flusso di clientela è scomparso – fanno sapere dal negozio -. La serrata? Forse sarebbe la migliore cosa da fare, per il bene di tutti, anche di noi lavoratori.”

Sorelle Ramonda e Benetton, inseriti nel centro commerciale di Cesano Boscone, da oggi sono chiusi. “Abbiamo aderito all’invito di Confcommercio – spiega la responsabile dei punti vendita al telefono -. Negli ultimi giorni abbiamo avuto un flusso da dimenticare. Siamo in ferie volontarie, in attesa di sapere quando potremo riprendere l’attività.” Stop anche nel vicino centro Decathlon

Davenia (Buccinasco): “Nessuno ci dice se dobbiamo rifornirci o meno”

A Buccinasco, Felice Davenia è perplesso. “L’ingrosso è completamente fermo. Noi riforniamo diversi centri di ristorazione, ma con le limitazioni gli ordini si sono azzerati – sostiene -. Nel dettaglio stiamo lavorando normalmente, forse un po’ di più.”

Davenia guarda però oltre. “Faccio un esempio: nessuno finora è venuto a dirmi se sia il caso di rifornirci come, meno o più del passato. Io ho nel magazzino parecchi prodotti in giacenza, che hanno una scadenza. Cosa devo fare? Insieme ai 4-5 supermercati della zona sono la dispensa di Buccinasco, tuttavia manca una seria programmazione da parte delle autorità, locali e nazionali.”

Rozzano, il pesce è servito

Va decisamente meglio a Sapore di mare, nel centro di Rozzano. “Gli affari sono in linea con il periodo pre-coronavirus – dice il sig. Caselle – anzi, in questi ultimi giorni stiamo vendendo molti più prodotti che normalmente non erano alla portata dei clienti. In negozio possiamo ospitare un massimo di 5 persone, attendendoci alle disposizioni del decreto Conte.”

Trezzano: bene frutta e verdura, macelleria in affanno

Anche a Trezzano, nel settore alimentare il bicchiere è mezzo pieno. “Stiamo lavorando tanto, anche perché da tempo ho abituato i miei clienti al servizio a domicilio, che da noi è da sempre gratuito – dichiara la titolare del negozio di frutta e verdura in via Turati, Katia Cristofaro -. Nel mio punto vendita possono stare al massimo due clienti per volta, noto molta disciplina, entra uno alla volta, l’altro preferisce aspettare fuori.” Intorno al negozio c’è il vuoto, dal parrucchiere alla cartoleria che soffre la chiusura di scuole e uffici.

In piazza San Lorenzo, la storica macelleria Castellanza resiste. “Il lavoro è calato sensibilmente, ha dei picchi al mattino presto e poi dopo le 11,30. In questi giorni si sono rivisti clienti che magari erano migrati versi i centri commerciali – spiega il titolare, Giancarlo, macellaio dal 1963 e in piazza da 40 anni – e oggi hanno un po’ paura ad andare lì, però il calo c’è. È come se il paese si fosse svuotato tutto a un tratto”.

Alla domanda se attende forme di aiuto da parte di Stato e Comune per le categorie esposte al pesante disagio economico, Castellanza sorride: “Sarebbe giusto, però quasi sempre la realtà è poi diversa dalle promesse, vedremo…”

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