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Famiglia di giostrai sfrattata non sa dove andare: il Coronavirus gli impedisce di muoversi

Gli Herzemberger, italiani di origini altoadigine, una decina di persone in tutto, periodicamente sostano nel parcheggio di viale Lazio, a Buccinasco

Un permesso scaduto e l’impossibilità di trovare un luogo dove soggiornare in attesa che la tempesta provocata dal Coronavirus si plachi. È la sintesi della storia che ha come protagonista la famiglia Herzemberger, italiani di origini altoadigine, giostrai da generazioni, che per loro sfortuna hanno eletto Buccinasco come base.

Scarso feeling

Evidentemente, la città con i giostrai non ha feeling. Molti ancora ricordano le vicende che hanno coinvolto quattro anni fa le sorelle Festini sfrattate dall’area che occupavano in via Pacinotti nonostante avessero bambini iscritti agli asili della città, tra di loro ci fosse un disabile, e, soprattutto vista l’età, non avevano altro posto dove andare.

La storia si ripete

La storia sembra ripetersi, sia pur con qualche variante. La famiglia Herzemberger, una decina di persone in tutto, periodicamente sosta a Buccinasco, nel parcheggio di viale Lazio. Tra di loro un bambino di 14 mesi, due iscritti alle scuole elementari, due adolescenti che aiutano i loro genitori.

Autorizzazione scaduta

Avant’ieri, agenti della polizia locale hanno bussato alle porte delle loro case mobili e gli hanno intimato di sgomberare l’area. Il motivo? L’autorizzazione ad occupare quel suolo pubblico è scaduta e quindi non possono più rimanere. Dal punto di vista normativo non c’è nulla da obiettare. Dal punto di vista del buon senso, forse sì.

Eventi annullati

Il problema è che il Coronavirus ha stravolto l’Italia. Tutte le fiere cui la famiglia Herzemberger partecipava con le proprie attrezzature sono state annullate e non c’è alcun altro comune che possa, in mancanza di eventi, concederle l’autorizzazione a sostare sul proprio territorio. Cosa fare quindi?

Programma spostamenti

Dalla polizia locale fanno sapere che gli Herzemberger avrebbero dovuto avere un programma dei loro spostamenti, programma che quasi mai viene rispettato, e che sarebbero dovuti già trasferirsi. Sull’altro fronte si obietta che di fronte alle restrizioni decise da Regione Lombardia e Governo italiano non c’è programma che tenga. E che si è disponibili a pagare il plateatico (il canone per l’occupazione di aree pubbliche).

Il gatto

Come si concluderà la vicenda? Potranno i giostrai rimanere a Buccinasco? Cosa succederà se il comune dovesse confermare la propria posizione? Come faranno i giostrai a muoversi visto che il decreto del Presidente del Consiglio proibisce gli spostamenti? Sembra un gatto che si morde la coda.

Lo scetticismo

Marco Strobbia, rappresentante sindacale dei lavoratori dello spettacolo viaggiante, ha inoltrato una richiesta urgente al commissario prefettizio di Corsico ed è in attesa di una risposta. La speranza è che prevalga il buonsenso, anche se, visto lo scambio di battute tra lo stesso Herzemberger e il sindaco di Buccinasco, lo scetticismo è quasi un obbligo.

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