
L’azienda offre 12 mensilità lorde (comprensive di tredicesima e quattordicesima), per chi lascerà il lavoro entro il 30 aprile 2020
“Registriamo una sostanziale indisponibilità aziendale a dare vita ad una serie di misure volte non solo a facilitare ed agevolare l’esodo volontario, con incentivazioni che possano riscontrare effettivamente il gradimento dei lavoratori coinvolti, ma si fa fatica a condurre gli interlocutori ad una composita modalità di ricollocazione e di politiche attive da formalizzare nell’intesa”. Come dire: è un dialogo tra sordi.
798 licenziati
Queste le dichiarazioni del segretario nazionale della Fisascat Cisl, Vicenzo Dell’Orefice che ha commentato l’andamento della trattativa che si tiene a Roma sul licenziamento avviato da Margherita Distribuzione (ex Auchan) di 798 dipendenti della sede centrale di Rozzano e delle sedi periferiche di Ancona, Roncadelle, Vicenza, Offagna, Roma e Catania.
L’incentivo
L’incentivo all’esodo proposto da Margherita Distribuzione è di 12 mensilità lorde per chi “manifesterà la volonta” di lasciare il lavoro entro il 30 aprile 2020, comprensive dei ratei di tredicesima e quattordicesima mensilità. Importo che secondo la proposta presentata ai sindacati “andrà a decrescere fino a 1.500 euro” se il periodo di fuoriuscita arriverà fino il 30 novembre 2020.
Il rifiuto
“Riteniamo che le 12 mensilità comprensive dei soli ratei di dodicesima e tredicesima mensilità – hanno detto i sindacati – non rappresentino una incentivazione economica proporzionata. L’incentivo all’esodo deve essere gradito ai lavoratori ed essere, per una impresa come Conad-Auchan che si dibatte nella non facile situazione di dover rispondere ad un problema di sovrastruttura di non di poco conto, un investimento vero”.
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