L’unico indagato nell’inchiesta su un giro di tangenti a restare ai domiciliari è l’imprenditore Daniele D’Alfonso, cui è stata contestata l’aggravante di aver favorito la ‘ndrangheta
Tornano in libertà, per scadenza dei termini di custodia cautelare, tutti gli indagati, eccetto uno, nella maxi inchiesta della Dda milanese su un presunto sistema di tangenti e spartizione di appalti e nomine in Lombardia legati alla Ecol Service di Daniele D’Alfonso che ha sede a Corsico.
Retta via
A usufruire del provvedimento, tutti gli indagati che erano ancora agli arresti domiciliari o in carcere, come l’ex commissario di Forza Italia a Corsico (inviato dal responsabile provinciale del partito Graziano Musella per riportare sulla retta via i consiglieri azzurri che la scorsa primavera hanno fatto cadere la giunta Errante).
Gli altri “liberati”
Assieme a Tatarella, ritrovano la libertà anche l’ex coordinatore di Forza Italia a Varese Gioacchino Caianiello (era ai domiciliari), e Mauro Tolbar, ritenuto uno dei collettori di mazzette (era in carcere). L’unico a restare ai domiciliari è proprio l’imprenditore Daniele D’Alfonso, cui è stata contestata l’aggravante di aver favorito la ‘ndrangheta – il clan dei Molluso – e pertanto per lui la misura cautelare scadrà nel maggio 2020 (gli arresti sono del 7 maggio scorso).
Il burattinaio
Per gli inquirenti, D’Alfonso è il personaggio principale di un sistema di sistema corruttele al centro dell’indagine. Secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe avuto a libro paga Pietro Tatarella, stipendiato con 5mila euro al mese. In cambio, l’ex commissario di Forza Italia a Corsico avrebbe favorito l’imprenditore negli appalti dell’Amsa.
I contatti
Non solo. Sempre secondo gli inquirenti, Tatarella avrebbe introdotto D’Alfonso in appalti banditi a Varese e a Novara. Per il procuratore aggiunto Alessandra Dolci e i pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri, il circuito avrebbe garantito finanziamenti illeciti anche al deputato azzurro Diego Sozzani, all’ex consigliere regionale forzista Fabio Altitonante e pure al partito «Fratelli d’Italia» (a livello locale) che ha sempre smentito.
Il processo
Scaduti i termini di custodia cautelare, tutti gli indagati sono stati rimessi in libertà. Ora dovranno affrontare il processo che ne segnerà il destino. Politico (già tracciato?) e personale (da definire).
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