È il risultato di un’indagine condotta dal Comando provinciale di Lodi, su disposizione della Procura di Milano, che ha fatto arrestare 11 persone accusate di associazione per delinquere per aver intascato oltre 7milioni di euro
La Onlus Milano Solidale con sede in via Alberelle, 92, a Rozzano Valleambrosia, è finita nell’inchiesta della Guardia di finanza che ha scoperto una truffa milionaria ai danni dello Stato. Si parla di 7milioni di euro incassati e fatti subito sparire. È il risultato di un’indagine condotta dal Comando provinciale di Lodi, su disposizione della Procura di Milano, che ha fatto arrestare 11 persone accusate di associazione per delinquere, truffa allo Stato e autoriciclaggio.
Fake Onlus
L’inchiesta è stata denominata ‘Fake Onlus’ false onlus e ha come nocciolo la presunta gestione illecita dei fondi ricevuti da alcune onlus che si occupano di accoglienza dei migranti. L’indagine è coordinata dai pm di Milano Boccassini e Prisco. Quattro le onlus coinvolte che avrebbero utilizzato falsi documenti per partecipare ai bandi pubblici per gestire l’accoglienza di centinaia di migranti. Si tratta delle coop Area solidale, Milano solidale (quella con sede a Rozzano che non risulta essere iscritta all’albo delle associazioni depositato in comune), Amici di Madre Teresa e Volontari senza Frontiera. Tutte sono sospettate di avere forti legami con la ‘ndrangheta che non perde occasione di fare affari d’oro con il business sui migranti.
I collegamenti
Tutte avrebbero utilizzato per “scopi personali” oltre 4,5 milioni di euro dei circa 7,5 milioni ottenuti, tra il 2014 e il 2018, grazie a bandi indetti dalle Prefetture di Lodi, Parma e Pavia. Secondo gli inquirenti, le onlus sarebbero collegate “a noti pluripregiudicati appartenenti alla ‘ndrangheta” (si parla dei Morabito e compagnia bella) e sarebbero state utilizzate per consentire a persone recluse di “accedere ai benefici di legge attraverso l’assunzione presso le stesse cooperative”. Non è chiaro se le persone che operavano nella sede di Rozzano sono state raggiunte da qualche provvedimento.
Le foto davanti alla sede
Sul sito (http://lnx.areasolidale.it/rozzano/) ci sono le loro foto, mentre posano davanti all’ingresso. Se risultassero coinvolte, tra le altre accuse dovrebbero rispondere anche dell’ipotesi che le onlus sarebbero state “sfruttate per fare ottenere a persone recluse, attraverso il rilascio di documentazione falsa, la concessione della misura alternativa alla detenzione da parte del magistrato di sorveglianza”. Tutte e quattro le onlus sarebbero state create da elementi vicini alla ‘ndrangheta che avrebbero scelto con attenzione i titolari delle coop, facendo attenzione che non avessero nessun vecchio conto con la giustizia.
Amici degli amici
Questo particolare ha poi consentito a quelle stesse coop, di partecipare – vincendo – a numerosi bandi per la gestione dei richiedenti asilo in giro per l’Italia. E così, stando all’inchiesta, avrebbero intascato oltre sette milioni di euro e avrebbero regalato ore di libertà agli “amici” in carcere.
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