HomeAttualitàBuccinasco dà il “contributo di libertà” alle donne che hanno subito violenze

Buccinasco dà il “contributo di libertà” alle donne che hanno subito violenze

Aiuti  economici e  percorsi individuali personalizzati per raggiungere autonomia e indipendenza economica. Polemica la consigliera Romanello secondo la quale si tratta solo di parole

Quando la coppia scoppia c’è sempre qualcuno che ci rimette. Spesso non solo emotivamente, ma anche fisicamente  Così, alla vigilia dell’8 marzo, l’assessorato alle Pari opportunità del Comune di Buccinasco ha dato il via al “Contributo di libertà”, che punta ad aiutare chi lo riceve ad uscire dalla violenza che spesso accompagna la vita di molte donne.

Mancanza di sostegno

Le destinatarie sono vittime di violenza fisica, sessuale, psicologica, economica da parte di mariti, fidanzati, compagni. L’iniziativa è riservata, appunto alle donne che non riescono a sottrarsi  a uno stato subalterno per mancanza di un sostegno. Una situazione descritta magistralmente da Maksim Gorkij autore de “I coniugi Orlof”, (Sem Edizioni).

I demoni

É la storia di una donna che tramite il lavoro riesce a emanciparsi da una condizione di schiavitù e quella di un uomo che non riesce a liberarsi dai demoni che lo affliggono e preferisce annegare le sue ossessione nell’acquavite. Il progetto di Buccinasco dovrebbe accompagnare le vittime di queste situazioni verso l’autonomia, l’emancipazione e l’indipendenza economica.

Un cammino difficile

“Questo vuol essere il contributo di libertà – ha spiegato l’assessore Grazia Campese in un comunicato stampa riservato a pochi eletti – un  aiuto concreto alle donne, un modo per sostenerle nel difficile cammino verso l’autonomia, attraverso interventi mirati: con l’aiuto delle assistenti sociali e dei servizi territoriali competenti, proponiamo alle donne di sottoscrivere un progetto individuale personalizzato e prevediamo un contributo economico per accompagnarle almeno inizialmente verso l’autonomia”.

Sole e inadeguate

“Vivere il dramma del maltrattamento e della violenza è terribile, – ha aggiunto l’assessore Campese sempre nello stesso documento – ci si sente inevitabilmente sole e spesso inadeguate perché incapaci di uscirne: i motivi possono essere molteplici, la dipendenza economica, la mancanza di un lavoro o una casa appaiono ostacoli insormontabili. Noi vogliamo tendere una mano per cominciare a superarli”.

Parole, parole, parole

Peccato che non tutti concordino con la sua visione e il suo entusiasmo. É il caso del consigliere comunale Caterina Romanello secondo la quale quelle dell’assessore Campese sono solo “Parole, parole, parole inutili quando poi non corrispondono i fatti!! L’assessore Campese quante parole ha scritto e cosa ha fatto riguardo l’ultima grave aggressione di una donna in Biblioteca? L’amministrazione si è interessata di seguire la convalescenza della signora, i suoi bisogni dopo quello che è accaduto? Non mi risulta…”

Gli esempi del passato

Se poi con la memoria si va alle vicissitudini vissute dalla dipendente comunale molestata da un dirigente di via Roma, conclusesi solo dopo diversi gradi di giudizio, con il commune che a lungo si è rifiutato di risarcire la vittima, allora il quadro sulle reali intenzioni diventa ancora più cupo. Chi vivrà, vedrà.

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