HomeCronacaIl quartiere tace, il web applaude l’omicida di Rozzano

Il quartiere tace, il web applaude l’omicida di Rozzano

L’intera rete si è schierata a fianco di Emanuele Spavone, il pregiudicato che ha assassinato il suocero presunto molestatore della nipotina. Intanto tra sindaco e opposizione scoppia la polemica sulla sicurezza

“Se è vero che ha abusato della nipotina ha fatto benissimo ad ammazzarlo”. “Non condivido la condanna a morte … ma questa è una sentenza più esemplare di quelle già giudicate per caso analoghi”, Una medaglia a quest’uomo, se è la verità!”, “Onore hai miei amici: guai chi tocca i bambini e le donne. L’avrei fatto anch’io. Onore a Manu e Achille, sono con voi”

Tutti a fianco dell’assassino

Questi sono solo alcuni dei commenti postati sulle pagine web che hanno condiviso gli articoli di pocketnews.it sull’omicidio di Antonio Crisanti, 64enne di Napoli, ucciso lunedì pomeriggio  da quattro proiettili sparati dal genero Emanuele Spavone.  Non sono gli unici. L’intera Rete, tranne qualche rara eccezione (un mostro in meno…però ora questo padre invece di stare vicino alla figlia starà in carcere…forse avrebbe mostrato più coraggio a rimanere accanto alla famiglia), si è schierata a fianco del presunto assassino e del suo complice

Infastiditi dal clamore

Anche nel quartiere in cui viveva Spavone, gli abitanti non parlano volentieri della vicenda e anzi, sono quasi infastiditi dall’interesse che la stampa sta rivolgendo alla zona. Solo qualcuno accetta di parlare con i giornalisti a patto che non si indichi alcun nome. “Qui si vive bene, se ci si fanno i fatti propri”, spiega una signora, dicendo di “conoscere solo di vista Spavone e il suocero”. Lo stesso vale anche per le altre poche persone disponibili.

Il precedente

Quello di viale Lazio è un quartiere difficile. Qui, nel 2003,  in un regolamento di conti per affari di droga, Vito Cosco sparò all’impazzata uccidendo 4 persone, tra cui una bambina di due anni. Da qualche mese, Cosco, scontata la sua condanna è tornato libero.

La solidarietà

Ciò che gli abitanti del quartiere si rifiutano di commentare di persona, su Facebook, come scritto,  si sprecano i commenti in solidarietà del presunto killer: c’è chi vuole dargli addirittura una medaglia, mentre in molti ne chiedono l’immediata scarcerazione. Per la vittima di chi si è fatto giustizia da sé, nemmeno una parola di cordoglio, solo insulti.

Il sindaco

Sulla vicenda è intervenuta anche il sindaco Agogliati che ha detto “Siamo tutti sotto shock per quanto avvenuto ieri sera”, poi, essendo in campagna elettorale ne ha approfittato per  dichiarare che “non accettiamo immagini distorte della nostra città, spesso maltrattata con i soliti luoghi comuni. Rozzano è una città complessa sicuramente, e paghiamo, in termini di sicurezza, scelte sbagliate del passato” dimenticando di amministrare la città, prima come assessore alle partecipate, poi come sindaco, da oltre dieci anni.

La polemica

Se non bastasse, sull’episodio si è innescata anche una polemica politica. Se per il sindaco le telecamere del Comune “sono state decisive per le indagini” e “Qui serve un’alleanza vera tra tutte le istituzioni, mi riferisco ad esempio alla Regione che detta la linea politica ad Aler e ne definisce le risorse. Qui ci sono quasi 6000 alloggi popolari, una delle concentrazioni più alte d’Europa. Le risorse che ci vengono assegnate non sono adeguate a questa cifra record. Si fa fatica a tenere il controllo nel quartiere popolare se neanche si sa chi abita negli alloggi occupati abusivamente”, per le altre forze politiche il quadro non è proprio questo.

Cinque anni di sonno

Le ha risposto Cristina Perazzolo capogruppo  della Lega in consiglio comunale, secondo la quale “il Sindaco per quasi 5 anni ha dormito sonni tranquilli, negando da sempre che ci fosse un problema sicurezza e a ben poco sono valse le sollecitazioni delle opposizioni per attirare l’attenzione sui vari problemi che ogni giorno i nostri cittadini ormai esausti debbono affrontare! Basta ricordare l’ultimo consiglio comunale dove la maggioranza ha respinto una mozione che chiedeva un prolungamento h 24 del servizio della polizia locale”. Sono solo avvisaglie di una campagna elettorale che si giocherà su tutti i fronti. Anche sui drammi familiari.

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1 commento

  1. Io che in un gruppo di Rozzano, dove abito, ho difeso la giustizia fatta in tribunale sono stato riempito di insulti, con tanto di auguri di violenze inaudite sulla mia famiglia. Così come quando ho osato nominare il nome Spavone. Questa è Rozzano.

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