Avevano messo in piedi un’organizzazione che trattava grossi quantitativi di cocaina “in elevato grado di purezza” che vendevano a un gruppo di maghrebini addetti al taglio, alla confezione e alla vendita al dettaglio
Un altro colpo al clan Barbaro-Papalia è quello inferto dagli uomini del comando dei carabinieri di Corsico agli ordini del comandante Pasquale Puca e del tenente Armando Laviola. Un blitz coordinato dalla magistratura milanese, ha permesso questa mattina di smantellare un’organizzazione di trafficanti di droga che aveva base a Corsico e Buccinasco.
Quattordici arresti
In manette sono finite 14 persone, dieci italiani e quattro maghrebini. Tra gli italiani il gotha della ‘ndrangheta trapiantata dalla Calabria nel Sud milanese: quattro nipoti del boss Rocco Papalia: Antonio, Salvatore, Francesco e Giuseppe Barbaro. Avevano messo in piedi un’organizzazione che trattava grossi quantitativi di cocaina “in elevato grado di purezza” come riportato sui verbali (guarda il video).
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Il quadrilatero della droga
La droga veniva fornita ai maghrebini che si occupavano di tagliarla, di confezionarla e di spacciarla in strada, a cielo aperto, soprattutto nella zona compresa tra via IV Novembre e via della Resistenza a Corsico. La stessa zona, era stata teatro appena un anno fa di una sparatoria che aveva lasciato sull’asfalto un uomo di origini marocchine, ferito a una gamba. L’accusa per tutti è associazione per delinquere ai fini dello spaccio di stupefacenti. Le indagini sono partite circa un anno fa e hanno richiesto da parte dei carabinieri notevoli sforzi investigativi. I quattro Barbaro avevano infatti messo a punto una serie di misure anti investigatori: facevano presidiare il territorio da vedette che li informavano di qualunque movimento sospetto, ne monitoravano le frequenze radio.
Il cerchio si è chiuso
Nonostante le precauzioni, i militari sono riusciti a stringere il cerchio sulla loro attività che aveva almeno una cinquantina di clienti al giorno, provenienti dai comuni del Sud ovest milanese, che acquistavano la droga al dettaglio. Non solo. Nei mesi scorsi erano riusciti anche ad arrestare alcuni spacciatori al dettaglio, senza insospettire i capoclan. In una delle operazioni era finito in cella anche un fabbro residente a Buccinasco, ammanettato subito dopo la perquisizione della sua ditta aperta in via Melzi a Corsico, dove nascondeva partite di droga.
Terza generazione
Le indagini hanno puntato ai vertici dell’organizzazione. I quattro Barbaro rappresentano la terza generazione di ‘ndranghetisti, forse la più giovane. Hanno tutti un’età tra i 33 e i 24 anni. Tutti, già “esperti” dell’attività di famiglia, sono ufficialmente residenti a Platì, ma a detta dei militari che li hanno seguiti per mesi e poi arrestati, “stanziali tra Corsico e Buccinasco, dove hanno abitazioni di appoggio e sono protetti da legami indissolubili con la vecchia generazione di criminali”.
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