
Ci sono storie che lasciano domande difficili da ignorare. Quella di Serena, una donna residente a Corsico, è una di queste. Da settimane vive lontana dal figlio di otto anni, allontanato dalla sua famiglia e trasferito in una comunità protetta in seguito a un provvedimento del Tribunale di Milano. Una separazione che, secondo il racconto della donna, le ha stravolto la vita e che ora è finita sotto i riflettori della televisione nazionale. A rendere pubblica la vicenda è stata la trasmissione di Rete 4 Fuori dal Coro, condotta da Mario Giordano, che domenica 1° novembre ha dedicato un servizio alla storia della madre. Il titolo scelto dal programma è già di per sé eloquente: «Il dramma di Serena: le tolgono il figlio perché gli vuole troppo bene». Una frase che, stando a quanto riferito dalla trasmissione, sarebbe riconducibile alle motivazioni contenute nel provvedimento giudiziario e alla relazione dei servizi sociali che hanno seguito il caso e che sono finiti nella bufera.
La denuncia nel 2019 e l’affidamento alla madre
La vicenda familiare, secondo la ricostruzione proposta da Fuori dal Coro, avrebbe avuto origine nel 2019, quando Serena denunciò il compagno per un episodio di violenza che sarebbe avvenuto davanti al bambino. In seguito a quella denuncia, l’uomo sarebbe stato allontanato e il figlio affidato in forma esclusiva alla madre. Per anni Serena avrebbe quindi cresciuto il piccolo, occupandosi di lui e costruendo un rapporto che, con il passare del tempo, sarebbe diventato particolarmente stretto. La situazione avrebbe subito una svolta quando il padre avrebbe manifestato la volontà di trascorrere del tempo con il bambino. Una richiesta che, secondo quanto raccontato dalla donna, sarebbe stata respinta sia da lei sia dal figlio.
È proprio sul rapporto tra madre e bambino che si sarebbe concentrata l’attenzione dei servizi sociali. Nella relazione trasmessa ai giudici, sempre secondo quanto riferito dalla trasmissione televisiva, sarebbe stata evidenziata una preoccupazione per l’intensità del legame tra i due. Una valutazione che avrebbe contribuito alla decisione del Tribunale di disporre l’allontanamento del piccolo dalla madre e la sua collocazione presso terzi, in una struttura protetta lontana da Corsico. Una decisione estrema che ha lasciato sconcertato chiunque abbia seguito la vicenda.
Il bambino prelevato a scuola

Il momento più doloroso, nella ricostruzione della madre, è arrivato il 14 ottobre. Quel giorno alcuni agenti di polizia si sono presentati nella scuola elementare frequentata dal bambino e lo hanno prelevato per accompagnarlo nella comunità individuata per la sua accoglienza. Per Serena sè iniziato così un periodo di separazione dal figlio, con il tentativo di comprendere le ragioni della decisione e di poterlo riabbracciare. La donna ha così deciso di raccontare pubblicamente la propria storia, rivolgendosi alla redazione di Fuori dal Coro. Le telecamere della trasmissione sono arrivate anche a Corsico, dove una giornalista si è recata negli uffici dei servizi sociali per chiedere chiarimenti sulla vicenda. Nessun funzionario o responsabile però ha accettato di rilasciare dichiarazioni alla troupe, preferendo lasciare gli uffici da uscite secondarie.
Il tam tam dei social
Vista la trasmissione, molti hanno riconosciuto la sede dei servizi sociali di Corsico. Allora si è scatenato il tam tam. Con commenti di diversa natura. Quasi tutti puntano l’indice sul ruolo avuto nella vicenda dagli stessi servizi sociali. I più pacati parlano di “una vicenda molto più complessa di quel che appare” altri sottolineano come “l’allontanamento dovrebbe essere l’ultima scelta da fare”, altri ancora sono preoccupati per la serenità del bambino sottratto dal suo mondo, dai suoi amici, dalla sua scuola, da sua madre.
Una vicenda che attende risposte
Resta una storia dolorosa, che coinvolge un bambino e due genitori, ma anche un sistema di tutela chiamato a prendere decisioni estremamente complesse. Decisioni che devono avere come unico riferimento il benessere del minore, ma che proprio per questo devono poter essere comprese, ricostruite e, quando necessario, sottoposte alle verifiche previste dalla legge. Non sempre accade e gli esempi sono infiniti. La vicenda solleva interrogativi importanti: quali elementi hanno portato i servizi sociali a considerare preoccupante il rapporto tra madre e figlio? Quali valutazioni hanno sostenuto il provvedimento del Tribunale? Quali percorsi sono previsti per il bambino e quali possibilità di relazione con la madre?
Sono domande alle quali al momento non è possibile dare una risposta. Nel frattempo, al centro resta un bambino di otto anni, che si trova ad affrontare una separazione familiare importante. E una madre che chiede di poter riabbracciare suo figlio. Dietro le carte, le relazioni e le decisioni giudiziarie ci sono persone, affetti e una famiglia che sta vivendo una situazione estremamente difficile. È da qui che dovrebbe partire ogni approfondimento. E la ricerca di una soluzione.














