
A Buccinasco la caserma dei Carabinieri torna al centro dello scontro politico. Questa volta a far saltare il tappo è il voto contrario del centrodestra alla proposta di ristrutturazione dell’attuale sede, per la quale la maggioranza ha stanziato 800mila euro. Una scelta che il sindaco Pruiti ha stigmatizzato senza mezzi termini sui social, accompagnando l’elenco dei gruppi consiliari favorevoli e contrari con un giudizio tranchant: «Vergogna!». E, per chiudere, un riferimento polemico: «A proposito di sicurezza!». La risposta della minoranza non si è fatta attendere. Manuel Imberti, capogruppo della Lega, ha ricostruito sui social le diverse tappe della vicenda, contestando all’amministrazione di aver cambiato più volte strada e di aver progressivamente aumentato le risorse destinate a un intervento che, secondo il centrodestra, rischia di rivelarsi poco risolutivo. Due letture opposte, dunque, che si confrontano su un tema particolarmente sensibile per i cittadini, ma che finiscono per mettere in luce una questione più ampia: come si è arrivati, dopo oltre dieci anni di discussioni, a trovarsi ancora a decidere quale strada seguire per garantire ai Carabinieri una sede adeguata?
Una storia che comincia nel 2015
La polemica di questi giorni non nasce dal nulla. La sistemazione della caserma è una questione che il Comune affronta almeno dal 2015, attraversando diverse fasi amministrative e politiche tutte gestite dal centrosinistra. Nel corso degli anni si sono alternate proposte differenti: dalla costruzione di una nuova struttura alla possibilità di intervenire sull’edificio esistente, con successive revisioni dei progetti e delle risorse necessarie. È proprio questa successione di ipotesi a costituire oggi il terreno dello scontro. Il centrodestra accusa il centrosinistra di non aver mai definito una strategia chiara, passando da un progetto all’altro con eccessiva disinvoltura. Una critica che assume un peso particolare con l’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative, quando ogni scelta dell’amministrazione rischia di diventare anche materia di confronto elettorale.
Dal canto suo, il centrosinistra rivendica la necessità di intervenire su una struttura che considera strategica per la sicurezza del territorio. La ristrutturazione, nella lettura della maggioranza, rappresenta una risposta concreta a un’esigenza che non può essere ulteriormente rinviata. Resta però un dato politico difficile da ignorare: la sicurezza viene indicata come una priorità da anni, e il percorso per arrivare a una soluzione attraversa anche le diverse fasi in cui Buccinasco è stata amministrata proprio dal centrosinistra. È questo il punto sul quale l’opposizione insiste, chiedendo conto non soltanto della scelta attuale, ma anche del tempo trascorso e delle decisioni prese in precedenza.
Dal progetto della nuova caserma agli 800mila euro
Nella sua ricostruzione, Imberti parte dai programmi elettorali, ricordando come sia il centrodestra sia il centrosinistra avessero indicato la costruzione di una nuova caserma tra gli obiettivi da perseguire. Dopo l’elezione della coalizione di centrosinistra, sostiene il capogruppo della Lega, una società avrebbe messo gratuitamente a disposizione un progetto per la nuova struttura. Il Comune avrebbe poi speso 40mila euro per modificarlo, prima di abbandonare l’ipotesi iniziale, attribuendo all’Arma dei Carabinieri la responsabilità del mancato avanzamento. La successiva svolta sarebbe arrivata nel 2024, quando l’amministrazione avrebbe stanziato 400mila euro per ristrutturare l’edificio attuale, ricavato da quella che Imberti descrive come l’ex mensa della Cabel e giudicato inadeguato rispetto alle esigenze della caserma.
Da allora, sempre secondo il capogruppo leghista, la cifra sarebbe salita prima a 600mila euro e poi agli attuali 800mila. Un incremento che, per l’opposizione, solleva interrogativi sulla convenienza dell’operazione e sulla sua capacità di garantire una soluzione duratura. «Come sempre incapacità e sperpero di soldi», attacca Imberti, sostenendo che l’intervento potrebbe arrivare a costare oltre un milione di euro. Il paragone scelto è quello di altri interventi pubblici contestati dal centrodestra, come la piscina comunale e il Bar Cava Fagnana. Secondo la sua valutazione, sarebbe stato preferibile costruire edifici nuovi anziché intervenire su immobili risalenti agli anni Sessanta, destinati, a suo giudizio, a richiedere ulteriori manutenzioni nel giro di pochi anni.Si tratta, naturalmente, della posizione politica della Lega, che mette in discussione sia la successione delle scelte sia la sostenibilità economica dell’intervento.
La replica del sindaco: «Vergogna!»
Pruiti, per non smentirsi, ha scelto una linea altrettanto netta. Nel suo intervento social ha posto l’accento sul voto espresso in Consiglio comunale, presentando la decisione della minoranza come un’opposizione a un investimento destinato alla ristrutturazione completa della caserma. Il primo cittadino ha indicato anche i gruppi che hanno sostenuto la proposta — la lista civica Noi di Buccinasco, il Partito democratico e i Riformisti — e quelli che hanno votato contro: Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati. Il messaggio è esplicito: chi si oppone alla ristrutturazione, secondo il sindaco, si assume la responsabilità politica di aver votato contro un intervento legato alla sicurezza. Da qui l’affondo finale, che chiama direttamente in causa il centrodestra sul terreno che quest’ultimo considera uno dei punti deboli dell’amministrazione. Ma il voto contrario non esaurisce la questione. La minoranza mette in discussione la scelta di procedere con la ristrutturazione alle condizioni economiche attuali, dopo anni di progetti e ripensamenti. È su questa distinzione che si gioca una parte significativa del confronto politico.
Sicurezza, programmazione e campagna elettorale
Il rischio è che una questione concreta, che riguarda le condizioni di lavoro dei militari e l’organizzazione di un presidio fondamentale per il territorio, finisca schiacciata sotto il peso delle accuse reciproche. Da una parte, la maggioranza rivendica uno stanziamento importante per intervenire su una struttura ritenuta strategica; dall’altra, il centrodestra denuncia una gestione priva di una direzione stabile, con costi che sarebbero aumentati nel tempo senza arrivare a una soluzione definitiva. Il nodo, in realtà, precede l’ultimo Consiglio comunale. La domanda da porsi è perché, dal 2015 a oggi, non si sia ancora arrivati a una soluzione condivisa e stabile. Se la costruzione di una nuova caserma era l’obiettivo iniziale, quali ostacoli ne hanno impedito la realizzazione? E, una volta scelta la strada della ristrutturazione, quali elementi giustificano l’aumento delle risorse necessarie? Infine, gli 800mila euro stanziati saranno sufficienti a garantire una sistemazione adeguata e duratura?
Sono interrogativi ai quali la polemica sui social, da sola, non può dare risposta. Servono atti, progetti, cronologia delle decisioni e un confronto trasparente sulle alternative. Con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative, è inevitabile che la vicenda diventi anche materia di campagna elettorale. Il centrosinistra può rivendicare la scelta di destinare risorse alla caserma, mentre il centrodestra può insistere sui ritardi e sui cambi di programma. Ma per i cittadini il punto decisivo resta un altro: quando Buccinasco potrà finalmente contare su una sede dei Carabinieri adeguata, frutto di una decisione definitiva e di una programmazione capace di guardare oltre la prossima scadenza elettorale? Dopo oltre dieci anni di discussioni, è questa la domanda alla quale centrodestra e centrosinistra devono ancora dare una risposta convincente. Al di là delle polemiche.














