
Egregio Direttore,
a proposito del Data Center previsto in via Canova a Corsico, verifico a cadenza mensile la pratica in carico al Ministero dell’ Ambiente riguardo alla “Verifica di assoggettabilità a VIA”. Passaggio che mi risulta piuttosto importante. A ulteriore verifica in data 7 ottobre 2026, salvo inaffidabilità del sito del Ministero dell’ Ambiente che escludo, la procedura di verifica di assoggettabilità a VIA risulta tuttora in corso: sul portale ufficiale del MASE lo stato è ancora ‘Verifica amministrativa’ e non risulta pubblicato alcun provvedimento conclusivo con l’esito della verifica.
Posto che la pratica è in corso dal Maggio 2026, seppur non esperto, mi domando perché la pratica sia ancora pendente. Chiarendo che ciò non ha relazione alcuna con l’ attuale attività di demolizione dell sito ex Marcegaglia, mi domando se l’ Amministrazione Comunale Corsichese sta riservando verso la questione l’ attenzione che il caso merita. Provvederò quindi con una interrogazione. Le allego lo screen shot delle visualizzazioni dal sito del Ministero dell’ Ambiente.
Distinti saluti
Francesco Magisano
(nota della redazione) E a proposito di datacenter, oggi, sabato 10 ottobre 2026, si è tenuta a Milano la prima manifestazione nazionale organizzata dalla Rete Stop Data Center. Centinaia di manifestanti e comitati locali si sono riuniti in Piazza della Scala a partire dalle 15 per protestare contro quella che definiscono una “colonizzazione digitale” Il presidio ha puntato il dito contro lo sviluppo incontrollato dei centri di elaborazione dati sul territorio lombardo, sollevando diverse critiche. I comitati denunciano l’enorme consumo di suolo, acqua ed energia elettrica richiesto da queste strutture (necessarie per alimentare cloud e intelligenze artificiali), oltre all’emissione di calore nell’ambiente. La rete chiede alle istituzioni una moratoria immediata sulle nuove autorizzazioni e lo stop agli investimenti in nuovi data center, in attesa di una pianificazione trasparente e di una legge nazionale a tutela della salute e dei territori. A Corsico, invece, sembra che si voglia far trovare tutti di fronte al fatto compiuto.














