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A Buccinasco bruciano i roghi di discariche abusive e torna l’incubo della “Terra dei Fuochi”

Fumo, puzza acre e disturbi alla respirazione nella zona al confine con Milano. I Vigili del fuoco hanno individuato una discarica abusiva di copertoni e materiali plastici nascosta nella vegetazione del cavo Borromeo. Presentata una denuncia contro ignoti

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Nella foto, il tratto del Cavo Borromeo  perlustrato dai Vigili del fuoco in cui c’è una discarica abusiva di copertoni e materie plasticche

La domanda torna inevitabile: la storia si sta ripetendo? A Buccinasco, soprattutto nei quartieri che si affacciano sulla zona di via Indipendenza e via Morandi, al confine con Milano, è tornato l’incubo dei fumi provenienti dai roghi nelle aree agricole e lungo il cavo Borromeo. Fumo, puzza acre e disturbi alla respirazione hanno caratterizzato lo scorso weekend. I Vigili del fuoco hanno individuato una discarica abusiva di copertoni e materiali plastici nascosta nella vegetazione del cavo Borromeo. Una situazione che ricorda da vicino quanto accaduto circa sette anni fa, quando una serie di incendi colpì discariche abusive a cielo aperto. I roghi scoppiavano spesso durante la notte e le colonne di fumo si spostavano verso Assago e Buccinasco, allarmando i residenti. Dopo anni di relativa tregua, il problema sembra essere riemerso.

Il fumo nella notte e la puzza nelle case

Il primo episodio è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì. Un forte odore di fumo ha svegliato diversi residenti. L’aria acre è entrata nelle abitazioni, provocando, secondo quanto riferito dagli stessi cittadini, bruciore agli occhi e difficoltà respiratorie. Il cattivo odore è rimasto percepibile anche nella mattinata successiva. La prima ricostruzione ha portato a un campo di stoppie situato in fondo a via Morandi, oltre la roggia. I Vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere l’incendio. Ma il problema non era finito. Nelle ore successive, infatti, dalla stessa zona sono tornate a levarsi colonne di fumo maleodorante. Il vento ha fatto il resto, trasportando il fumo verso le abitazioni.

Ancora un incendio, ancora fumo

Venerdì sera un nuovo incendio ha interessato la zona al confine tra Milano e Buccinasco. E ancora una volta il forte odore di bruciato ha invaso i quartieri più vicini al cavo Borromeo. Oggi Caterina Romanello e alcuni residenti hanno deciso di andare direttamente nei campi per cercare di capire da dove provenissero le emissioni.  Sul posto hanno trovato la Polizia locale di Milano e i Vigili del fuoco impegnati negli accertamenti. Ed è proprio durante le verifiche che sarebbe stata individuata la presenza di una discarica abusiva composta da copertoni e materiali plastici, nascosta all’interno del cavo Borromeo, lungo il confine tra i territori di Assago e Buccinasco. Un punto particolarmente difficile da vedere dall’esterno, perché protetto da una fitta vegetazione.

Rifiuti abbandonati e poi bruciati

È questo l’aspetto che riporta alla memoria quanto accaduto negli anni scorsi. La presenza della discarica abusiva apre infatti una domanda precisa: gli incendi sono collegati ai rifiuti abbandonati? Al momento si tratta di un’ipotesi che dovrà essere verificata dagli accertamenti. Secondo la ricostruzione raccolta sul posto, tuttavia, non si può escludere che qualcuno possa aver dato fuoco ai materiali abbandonati, provocando così i fumi che hanno raggiunto le abitazioni. Il problema è che bruciare copertoni e materiali plastici non significa soltanto eliminare illegalmente dei rifiuti: significa immettere nell’aria i prodotti della combustione di materiali potenzialmente nocivi. Ed è proprio questo che preoccupa maggiormente i residenti.

Sette anni dopo, lo stesso copione?

La memoria torna agli incendi che, circa sette anni fa, avevano trasformato alcune aree periferiche tra Buccinasco, Assago e Milano in una successione di roghi notturni. Discariche abusive che comparivano lontano dagli occhi, materiali accumulati illegalmente e poi incendi che trasformavano quei cumuli in colonne di fumo visibili a distanza. Allora il fenomeno aveva suscitato forte allarme tra la popolazione. Oggi il timore è che quel copione possa ripresentarsi. Non basta quindi spegnere l’incendio. Se sotto la vegetazione esistono nuovi accumuli abusivi di rifiuti, la questione diventa quella di individuarli, bonificarli e impedire che possano trasformarsi nuovamente in una fonte di fumo e pericolo per chi vive nelle vicinanze.

La denuncia contro ignoti

Caterina Romanello ha presentato una denuncia contro ignoti alla Polizia locale, chiedendo anche al Comune di Milano di intervenire per la bonifica dei siti abusivi individuati nella zona. Ora saranno gli accertamenti a dover stabilire che cosa sia realmente accaduto, chi abbia abbandonato i rifiuti e, soprattutto, se esista un collegamento tra la presenza della discarica abusiva e gli incendi. Intanto resta il dato più inquietante: i residenti sono tornati a sentire nelle proprie case la stessa puzza acre di anni fa e a vedere il fumo arrivare dai campi. E quando la storia ha già avuto un precedente, la domanda diventa inevitabile: siamo davanti a episodi isolati o ai primi segnali del ritorno dei roghi delle discariche abusive? E’ una nuova terra dei fuochi?

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