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Henry Schein Krugg, 26 posti a rischio a Rozzano: il lavoro potrebbe finire in Romania

Il piano di riorganizzazione colpisce gli uffici amministrativi: contabilità, recupero crediti, reporting e qualità. Le attività potrebbero essere affidate a Genpact, multinazionale che opera anche in Romania e punta sull’intelligenza artificiale per automatizzare i processi

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La sede della Henry Schein Krugg, in via Gran San Bernardo al civico 27 nella zona di Rozzano di Milano Fiori

A Rozzano sono 26 i posti di lavoro che rischiano di sparire alla Henry Schein Krugg, azienda che ha sede in via Gran San Bernardo al civico 27, distributore mondiale di forniture mediche, odontoiatriche e prodotti farmaceutici, inclusi vaccini. Ventisei impiegati che oggi lavorano negli uffici amministrativi dell’azienda e che, secondo il piano presentato ai sindacati nei giorni scorsi, potrebbero perdere il posto nei prossimi mesi, se non nelle prossime settimane. Non sono numeri su un foglio. Sono persone che lavorano da anni nella sede di Rozzano, con stipendi, famiglie e una vita costruita attorno a quel lavoro. E per molti di loro il problema è anche l’età: troppo giovani per pensare alla pensione, ma abbastanza avanti nella vita lavorativa da sapere quanto possa essere difficile ricominciare da zero e trovare un nuovo impiego con mansioni e stipendio paragonabili.

Sul sito dell’azienda viene riportato: “Nel 1932, durante la Grande Depressione, un farmacista di nome Henry Schein fondò la nostra azienda con la convinzione di poter restituire valore alla comunità. Seguendo questi valori, il nostro programma di responsabilità sociale, Henry Schein Cares rispecchia ancora oggi il motto “far bene facendo del bene.” Lo spirito per cui i singoli individui aiutano la società si manifesta in Henry Schein Cares, il nostro programma globale di responsabilità sociale aziendale”.  Chissà se lo stesso concetto varra se il piano licenziamenti sarà portato a termine.  Perché a rischio ci sono 4 posti nel Reporting, 2 nella Contabilità generale, 4 nella Contabilità clienti, 7 nella Contabilità fornitori, 8 nel Recupero crediti e uno nel controllo Qualità. In pratica viene colpito quasi tutto il cuore amministrativo che segue fatture, pagamenti, clienti, fornitori, crediti e contabilità. In totale, i dipendenti della sede di Rozzano sono 34, 26 sarebbero sul punto di essere licenziati. Ne rimarrebbero solo otto.
I lavoratori sono stati convocati a fine agosto per una prima riunione informativa, dopo un precedente confronto tra sindacati e proprietà. È in quel momento che il futuro dei 26 dipendenti ha cominciato a diventare incerto.  La domanda è semplice: se queste persone non faranno più quel lavoro a Rozzano, chi lo farà? Secondo informazioni raccolte da pocketnews.it da fonte riservata, le attività oggi svolte dagli uffici interessati sarebbero destinate a essere trasferite a Genpact, multinazionale specializzata nella gestione e trasformazione dei processi aziendali, con una forte presenza in India e strutture operative anche in Romania.  Il collegamento diretto tra gli esuberi italiani e Genpact non è stato finora reso pubblico dall’azienda. Esistono però diversi elementi sottolineati dalla nostra fonte che rendono necessario approfondire questa pista.
Genpact non è una piccola società di servizi. È nata nel 1997 come struttura di General Electric dedicata alla gestione dei processi aziendali ed è diventata successivamente una multinazionale autonoma quotata alla Borsa di New York. Oggi è una delle società internazionali che stanno applicando in modo più diretto intelligenza artificiale e automazione ai processi amministrativi delle grandi aziende. Offre servizi basati sull’intelligenza artificiale per la contabilità fornitori, la contabilità clienti, il recupero crediti, la gestione delle fatture e il cosiddetto Record-to-Report, cioè l’insieme delle attività che portano dalla registrazione dei dati contabili alla produzione dei report finanziari.Ha infine sviluppato anche propri sistemi di “agentic AI”, cioè software capaci di svolgere autonomamente parte delle attività che prima richiedevano intervento umano.
C’è un particolare che rende ancora più importante capire dove finiranno le mansioni oggi svolte dai 26 impiegati di Rozzano. Nelle settimane successive alla comunicazione ai lavoratori sono infatti risultate pubblicate in Romania offerte Genpact per mansioni molto vicine a quelle che Henry Schein Krugg vuole ridurre in Italia: contabilità fornitori, contabilità clienti e recupero crediti, contabilità generale e attività di reporting. In alcuni annunci viene richiesta o considerata utile anche la conoscenza della lingua italiana. Questo non dimostra che una determinata persona assunta in Romania potrebbe prendere il posto di un  lavoratore di Rozzano, ma la sovrapposizione delle attività e i rapporti fra il gruppo di investimento e la Gempact nel resto del mondo sono evidenti.
E c’è un altro elemento da considerare. La Henry Schein Krugg italiana fa parte del gruppo statunitense Henry Schein Inc., multinazionale del settore sanitario e odontoiatrico. La sede di Rozzano risulta tra quelle certificate per queste attività. Nel 2025 nel capitale della capogruppo è entrato anche uno dei più grandi gruppi finanziari del mondo: KKR, sigla di Kohlberg Kravis Roberts, uno dei nomi più importanti del private equity internazionale. Nel marzo 2026 dichiarava circa 744 miliardi di dollari di patrimoni in gestione e circa 4.200 dipendenti, con investimenti nel private equity, nel credito, nelle infrastrutture e nel settore immobiliare.
La presenza di KKR non significa naturalmente che il fondo abbia deciso direttamente i 26 esuberi italiani. Indica però che la ristrutturazione della Henry Schein Krugg si inserisce in una fase di profonda trasformazione del gruppo, con nuovi azionisti importanti, riduzione dei costi e riorganizzazione delle attività.  Il gruppo ha infatti avviato una ristrutturazione internazionale che dovrebbe proseguire fino al 2027. Negli Stati Uniti questo processo è già iniziato. I vertici del gruppo hanno dichiarato agli investitori di avere scelto un fornitore globale esterno al quale affidare parte delle attività Finance e Customer Service, cioè finanza, amministrazione e assistenza ai clienti.
Negli Stati Uniti alcuni ex dipendenti hanno raccontato online di tagli e trasferimenti all’esterno proprio di attività come Accounts Receivable, Accounts Payable e Customer Service, cioè contabilità clienti, contabilità fornitori e assistenza clienti. Ora lo stesso interrogativo arriva a Rozzano. Perché eliminare 26 posti nella sede italiana? Dove verranno svolte quelle stesse mansioni dopo la riduzione del personale? Chi sarà il fornitore incaricato di gestirle? Quale rapporto esiste, se esiste, tra la Henry Schein Krugg e Genpact? E quale parte del lavoro che oggi viene svolto dagli impiegati italiani potrebbe essere affidata a personale in Romania e quale, invece, automatizzata attraverso sistemi di intelligenza artificiale?
Quest’ultima domanda è importante, ma va tenuta distinta dai fatti già accertati. Al momento non ci sono elementi sufficienti per affermare che i 26 posti vengano eliminati direttamente a causa dell’intelligenza artificiale. È però accertato che Genpact utilizza proprio l’intelligenza artificiale e l’automazione nelle stesse funzioni amministrative coinvolte dal piano di Rozzano.
C’è poi un secondo capitolo, altrettanto delicato. Chi lavora nella contabilità clienti, nel recupero crediti e nelle altre attività amministrative accede necessariamente a informazioni aziendali e a dati relativi ai clienti. La Henry Schein Krugg opera nella distribuzione di prodotti e servizi destinati al settore medico e odontoiatrico. Bisogna quindi capire esattamente quali dati vengono oggi trattati dagli uffici di Rozzano e quali dati verrebbero eventualmente messi a disposizione del nuovo fornitore. Se le attività fossero svolte esclusivamente in Romania, il trattamento rimarrebbe all’interno dell’Unione europea. Genpact è però un gruppo internazionale con personale e strutture in numerosi Paesi, anche fuori dall’Unione europea. Diventa quindi importante sapere se i sistemi utilizzati per gestire le attività italiane potranno essere consultati esclusivamente dall’Europa oppure anche da altri Paesi.
Non significa automaticamente che siano coinvolti dati sanitari e non è possibile affermarlo senza conoscere i sistemi e le informazioni realmente utilizzate dagli uffici. È però una domanda alla quale la Henry Schein Krugg dovrebbe rispondere con precisione. Dietro le parole “ristrutturazione”, “outsourcing”, “Global Business Services” e “intelligenza artificiale”, a Rozzano rimane un fatto molto più semplice da chiarire: 26 lavoratori rischiano di perdere il loro posto mentre le attività che oggi svolgono continueranno comunque a dover essere fatte, da persone che si trovano altrove oppure, almeno in parte, da sistemi automatizzati.

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