
La mafia non appartiene al passato e continua a cercare spazio nell’economia, negli appalti e nelle imprese. È il messaggio emerso con forza dall’udienza del processo Hydra, celebrata questa mattina al Tribunale di Milano, dove è proseguita la deposizione del collaboratore di giustizia William Alfonso Cerbo, detto “Scarface”. In aula era presente anche una delegazione di amministratori locali. Per il Sud Ovest Milanese hanno partecipato l’assessore di Cesano Boscone Maria Pulice e il consigliere delegato del Comune di Corsico Gabriele Itria, a testimonianza dell’attenzione che il territorio continua a riservare a un processo che punta a fare luce sui rapporti tra ‘ndrangheta, Cosa nostra, camorra e altre organizzazioni criminali, accusate di aver costruito una rete di interessi comuni per infiltrarsi nell’economia lombarda.
Al termine dell’udienza è intervenuta la presidente della Commissione speciale Antimafia, Anticorruzione, Trasparenza ed Educazione alla legalità di Regione Lombardia, Paola Pollini. «Quanto ascoltato in aula – ha dichiarato – ha portato alla luce i danni che fa il sistema mafioso quando riesce a infiltrarsi negli appalti. Sia nelle opere pubbliche sia negli interventi privati, la mafia drena risorse e fa sì che i lavori non vengano conclusi. È l’ennesima conferma che il sistema mafioso non ha alcun interesse per le persone né per la collettività. Dove interviene la mafia perdiamo tutti: loro prendono i soldi, mentre noi rimaniamo con opere incompiute e strutture, magari ospedali, incomplete».
Pollini ha sottolineato anche un altro aspetto: «Siamo arrivati all’assurdo che la collettività arriva a rinunciare a strumenti potenzialmente utili, come i bonus edilizi, per paura che la mafia possa approfittarne. Per questo bisogna denunciare. Senza esitazione. Sempre. E le istituzioni hanno il dovere di sostenere e stare al fianco di chi denuncia. In tal senso è significativa la presenza, anche oggi, di molti rappresentanti degli enti territoriali».
Buccinasco ancora nelle carte del processo
L’udienza, come quelle precedenti, ha riportato sotto i riflettori anche Buccinasco, più volte citata nelle dichiarazioni del collaboratore di giustizia. Secondo quanto evidenziato da Pollini, Cerbo ha indicato il comune come uno deii territori interessati da presunti affari legati a società infiltrate e a un sistema criminale che avrebbe cercato di mettere in rete gli interessi di ‘ndrangheta, Cosa nostra e camorra. Si tratta di dichiarazioni che dovranno essere valutate dal Tribunale nel corso del processo, ma che, secondo la presidente della Commissione Antimafia, rappresentano un ulteriore richiamo a non abbassare la guardia. La storia giudiziaria di Buccinasco racconta di clan, patrimoni confiscati, intimidazioni e una comunità che ha a lungo a dovuto subire.
«Quanto ascoltato in Aula – ha evidenziato la Pollini – ha portato alla luce i danni che fa il sistema mafioso, nel momento in cui riesce a infiltrarsi negli appalti. Il modo in cui, sia che si tratti di opere pubbliche o di interventi privati, la mafia drena risorse e fa sì che i lavori non vengano conclusi, è l’ennesima conferma che il sistema mafioso non ha alcun interesse né per le persone né per la collettività. Dove interviene la mafia perdiamo tutti: loro prendono i soldi, mentre noi rimaniamo con opere incompiute e strutture, magari ospedali, incomplete. Il calendario del processo Hydra prevede un’ultima udienza venerdì prima della pausa estiva. Il dibattimento riprenderà poi a settembre.
Che cos’è il processo Hydra
- È il processo che punta a fare luce sulla presunta alleanza tra esponenti di ‘ndrangheta, Cosa nostra, camorra e altri gruppi criminali per controllare affari e appalti in Lombardia.
- Tra i territori citati nelle indagini e nelle testimonianze compare più volte anche il Sud Ovest Milanese, con particolare riferimento a Buccinasco.
- Il dibattimento è in corso al Tribunale di Milano.













