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Dopo le polemiche, Trezzano dice no alla maxi stazione elettrica: «Il futuro del territorio non è negoziabile»

Dopo giorni di silenzio, l’amministrazione comunale annuncia battaglia contro l’ipotesi della sottostazione Terna da 67mila metri quadrati legata ai nuovi data center. Convocato il 10 marzo un consiglio comunale urgente

stazione elettrica 2

Un’infrastruttura imponente, pensata per sostenere il crescente fabbisogno energetico dei nuovi data center che dovrebbero sorgere ad Assago, Buccinasco e Cusago, destinata però a sollevare forti preoccupazioni sul territorio. È la proposta di realizzare una nuova stazione elettrica di trasformazione 380/220 kV denominata “Fornace”, ipotizzata da Terna nell’area di Trezzano sul Naviglio. Un progetto che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Morandi, dopo giorni di silenzi e polemiche sempre più montanti, assicura di voler contrastare con decisione. Una scelta contenuta in un documento diffuso questa notte.

La questione è ormai nota. Secondo quanto emerso nelle interlocuzioni preliminari, l’infrastruttura potrebbe occupare una superficie di circa 67mila metri quadrati, pari a oltre nove campi da calcio, con dimensioni paragonabili alla stazione elettrica già presente a Settimo Milanese. Una struttura destinata a garantire l’energia necessaria ai nuovi poli digitali che potrebbero sorgere nell’area: quattro data center richiesti rispettivamente nei territori di Cusago, Buccinasco e Assago.

Una operazione che rischierebbe di avere ricadute pesanti su una porzione di territorio caratterizzata da aree agricole e naturalistiche, tra le ultime zone verdi a sud-ovest di Milano e parte del sistema ambientale del Parco Agricolo Sud Milano. Oltre alla sottostazione, infatti, dovrebbero essere realizzati chilometri di cavidotti interrati per collegare i data center alla rete di alta tensione, con cantieri diffusi e opere accessorie.

Attaccata da più fronti, la maggioranza che governa Trezzano ha voluto chiarire pubblicamente la propria posizione. «La realizzazione dell’intervento di Terna non è mai stata approvata né accettata autonomamente dal sindaco – si legge nella dichiarazione firmata dai capigruppo della coalizione –. Al contrario, l’amministrazione comunale si opporrà con tutte le azioni utili e necessarie a scongiurarla».

Della questione se ne era occupata la Commissione Territorio la scorsa settimana. Da lì, il caso era esploso, allarmando una moltidudine di residenti preoccupati per le conseguenze ambientali. Oggi, dal municipio spiegano che “finora non esiste alcun progetto formalmente presentato”. I contatti avuti con la società elettrica si sarebbero limitati a tre incontri telematici di natura puramente informativa, privi di valore decisionale o legale. In quelle occasioni Terna avrebbe manifestato l’interesse a realizzare la stazione per soddisfare le richieste di connessione avanzate da multinazionali interessate alla costruzione dei data center nelle aree limitrofe.

Alla domanda del sindaco sul perché l’infrastruttura dovesse essere collocata proprio a Trezzano, pur riguardando anche altri Comuni, la risposta sarebbe stata legata alla presenza in quest’area delle linee dell’alta tensione. “Il primo cittadino – riferisce il documento – avrebbe comunque chiesto di valutare soluzioni alternative, ipotizzando un posizionamento diverso e più distante dai centri abitati. “Nel tentativo di garantire la massima trasparenza, quando Terna ha comunicato di avere una bozza progettuale pronta da illustrare, il sindaco ha coinvolto immediatamente la Commissione Territorio del Consiglio comunale. Il 26 febbraio si è svolta una prima seduta con i rappresentanti della società, ma senza la presentazione di un progetto definitivo”.

“Solo il 3 marzo – viene riportato nella dichiarazione congiunta  – è arrivata una relazione tecnica, che è stata subito inoltrata a tutti i commissari in vista di un confronto pubblico con la cittadinanza”. Nel frattempo la maggioranza avrebbe ribadito la propria contrarietà alla realizzazione della sottostazione, cercando anche un dialogo con le forze di minoranza per costruire una posizione condivisa. Per questo motivo è stato convocato un consiglio comunale urgente per martedì 10 marzo, con l’obiettivo di approvare un documento congiunto che ribadisca l’opposizione dell’intero Consiglio all’eventuale realizzazione dell’impianto.

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