HomeCronacaIl figlio lo aveva attirato in una trappola e lo aveva fatto...

Il figlio lo aveva attirato in una trappola e lo aveva fatto uccidere (o ucciso): svolta nel giallo di via Nerino

Il giovane è accusato di aver sequestrato il padre Alexander Adarich e di averlo gettato dalla finestra

omicidio-di-mvia-nerino-a-milano
Nela foto, l’ingresso del B&B di via Nerino, a Milano. Nei riquadri, in alto Alexander Adarich, il padre, in basso, il figlio Igor accusato di aver attirato in una trappola in genitore e di averlo ucciso

Prorio un figlio modello, quello di  Alexander Adarich. Un figlio smascherato dalle indagini della polizia italiana. Non un agguato di misteriosi “professionisti russi”, ma una trappola orchestrata dal giovane per attirare il padre in un appartamento del centro di Milano e costringerlo a trasferire 250mila euro in criptovalute. È la svolta impressa all’inchiesta sull’omicidio di Alexander Adarich, il 54enne morto il 23 gennaio scorso dopo un volo dal quarto piano di uno stabile in via Nerino, a due passi dal Duomo.

La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Milano, ha eseguito a Barcellona un mandato di arresto europeo per sequestro di persona aggravato dalla morte nei confronti di Igor Adarich, 33 anni. Per gli investigatori della Squadra mobile milanese, guidati dal dirigente Alfonso Iadevaia e dal funzionario Francesco Giustolisi, e coordinati dal pm Rosario Ferracane, sarebbe stato proprio il figlio a convincere il padre a partire per Milano con la scusa di un meeting di lavoro, rivelatosi invece un viaggio trappola.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Igor avrebbe attirato Alexander in un bed&breakfast di via Nerino, prenotato con generalità false, per un incontro con un presunto intermediario. Lì il 54enne sarebbe stato sequestrato, legato con una corda e picchiato per costringerlo a rivelare i codici necessari al trasferimento di 250mila euro in bitcoin. Nella stanza, al momento della caduta, ci sarebbe stato solo il figlio. È per questo che al 33enne viene contestato anche di aver gettato il padre dalla finestra.

Una versione che ribalta completamente il racconto fornito da Igor ai Mossos d’Esquadra. Ai poliziotti catalani, il giovane aveva parlato di un agguato messo a segno da un commando russo: uomini incappucciati, tecniche da professionisti, sacchetti di stoffa calati sulla testa, una pressione sul collo capace di togliere il respiro. Una narrazione dettagliata, quasi cinematografica, resa pochi giorni dopo i fatti, quando la moglie di Alexander si era presentata in commissariato a Barcellona per denunciarne la scomparsa.

Ma le telecamere e le testimonianze raccolte a Milano hanno smontato pezzo dopo pezzo quella storia. Le immagini mostrano Igor affacciarsi alla finestra dell’appartamento attorno alle 18.30, subito dopo la caduta del padre nel cortile interno. È lui a parlare con la custode dello stabile, a fingersi ignaro e a chiedere in inglese “Cos’è successo?”. Ed è sempre lui a dirigersi poco dopo verso l’aeroporto, salendo sul volo per la Catalogna già prenotato. Senza il padre.

Gli investigatori ritengono che Alexander Adarich fosse stato attirato in Italia con l’inganno, convinto dal figlio a partecipare a un incontro d’affari. Un piano studiato per ottenere con la forza il trasferimento di una somma consistente in criptovalute. Resta ora da chiarire il ruolo dei complici: almeno quattro uomini sarebbero entrati e usciti dall’appartamento di via Nerino 8 nel corso della giornata. Tre sarebbero stati presenti nell’alloggio prima di allontanarsi nei minuti precedenti alla caduta; un quarto avrebbe fatto da palo in strada.

L’autopsia, fissata per il 9 marzo, dovrà stabilire se il 54enne fosse già morto al momento del volo di quindici metri o se la caduta sia stata la causa del decesso. I primi rilievi medico-legali hanno evidenziato segni ai polsi compatibili con una legatura: una corda ricavata da un sacco per rifiuti, utilizzata – secondo l’accusa – per immobilizzare la vittima durante il sequestro. L’inchiesta è tutt’altro che chiusa. Ma il quadro che emerge, sempre più netto, è quello di un figlio che avrebbe organizzato l’incontro fatale, trasformando un viaggio di lavoro in un’imboscata. Non un commando straniero, dunque, ma una trappola tesa dall’interno della famiglia.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

mcdonalds

PIÙ POPOLARI

rsavisconti INZOLI Officina Barcelo Viaggi Commercialista Livraghi
rsavisconti Commercialista Livraghi Barcelo Viaggi