
La memoria si fa spazio pubblico e collettivo. Sabato 20 settembre, alle 19, in via Cavour (angolo via Pascoli), il Comune di Corsico, in collaborazione con l’Associazione nazionale partigiani, intitolerà i giardini pubblici agli Internati Militari Italiani (I.M.I.), i soldati italiani deportati nei campi di concentramento nazisti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.
Una cerimonia carica di significato, che si inserisce nel quadro della Giornata nazionale degli internati militari italiani, istituita lo scorso gennaio per legge e fissata al 20 settembre di ogni anno. Non una data casuale: proprio il 20 settembre del 1943, migliaia di militari italiani catturati dai tedeschi, dopo aver rifiutato di aderire alla Repubblica Sociale Italiana o di continuare a combattere al fianco del Terzo Reich, vennero ufficialmente “declassati” da prigionieri di guerra a internati militari. Una mossa giuridica fredda ma micidiale: negandogli lo status di prigionieri di guerra, la Germania nazista li privò delle tutele previste dalla Convenzione di Ginevra, aprendo la strada a trattamenti disumani, lavori forzati, fame e morte.
Chi erano gli I.M.I.
Gli Internati Militari Italiani furono circa 600.000. Dopo l’8 settembre 1943, i tedeschi reagirono al “tradimento” dell’alleato italiano con spietata efficienza. Catturarono centinaia di migliaia di militari sbandati, soprattutto nei Balcani, in Grecia e nell’Italia centro-settentrionale, e li deportarono nei lager del Reich: Mühlberg, Sandbostel, Fallingbostel, solo per citarne alcuni. Molti vennero impiegati come forza lavoro nei campi, nelle fabbriche, nelle miniere, in condizioni durissime. Ma a differenza di altri prigionieri, agli I.M.I. veniva regolarmente offerta una via d’uscita: aderire alla Repubblica Sociale Italiana o arruolarsi nelle forze armate tedesche. Oltre il 90% rifiutò. Una forma di Resistenza silenziosa, priva di armi, ma potente: uno sciopero di coscienza, un rifiuto morale, spesso pagato con la vita.
Una memoria da onorare
«È un momento importante per la nostra città – dichiarano dall’Amministrazione – affinché le giovani generazioni conoscano e tramandino il sacrificio di quei seicentomila soldati resistenti che, a costo della loro vita, dissero no alla barbarie nazifascista, diventando di fatto “schiavi di Hitler”». La scelta di intitolare un giardino agli I.M.I. è una scelta di civiltà. Significa restituire visibilità a una pagina di storia troppo a lungo ignorata nei manuali scolastici e nelle narrazioni ufficiali del dopoguerra. Solo negli ultimi decenni, grazie al lavoro di storici, associazioni e familiari, si è iniziato a fare luce su questa parte dimenticata della Resistenza.
Un incontro per approfondire
Per non limitarsi alla sola cerimonia commemorativa, l’ANPI Corsico,organizza un incontro pubblico domenica 21 settembre alle 17 nella Sala La Pianta. Ospite d’eccezione sarà il professor Giuseppe Vivone, storico e studioso degli I.M.I., che guiderà il pubblico in un viaggio attraverso le vicende degli internati militari, tra testimonianze, documenti e riflessioni storiche. L’ingresso è libero.













