
Quel che sembrava uscito dalla porta, rientra dalla finestra. Anzi quel che sembrava uscito da un portone, rientra a sorpresa da un finestrone. Il finestrone in questione è il nuovo Pgt in fase di approvazione. Torna a Corsico l’incubo del Mega datacenter. Lo rivela un articolo pubblicato ieri dal quotidiano Il Sole 24ore a firma di Andrea Biondi. Il giornalista finanziario ha intervistato l’amministratore delegato della Retelit, multinazionale guidata dal ceo Jorge Álvarez – specializzata in infrastrutture digitali. Alvarez ha illustrato a Biondi il piano industriale che ha l’obiettivo di trasformare il gruppo in uno dei principali attori del settore nel nostro Paese. Un piano in cui Corsico ha un ruolo strategico.
Alvarez ha parlato infatti di tre interventi “già in fase avanzata di progettazione: un nuovo data center a Milano, l’espansione del campus Avalon (1, 2 e 3 – su cui transita circa l’80% del traffico Internet italiano, attualmente dislocati in via Caldara, Milano, a Settimo Milanese, e in via Bisceglie ndr) –, nell’area di Corsico, e un sito completamente nuovo nella Capitale la cui area è in via di definizione. L’obiettivo? Raddoppiare la potenza installata, passando dagli attuali 25 megawatt a 60 entro il 2027. «Il nuovo sito milanese sarà disponibile nella seconda metà del 2026 – ha spiegato Álvarez – mentre Avalon 4, l’espansione del campus attuale, seguirà un cronoprogramma parallelo”.
Più chiaro di così, il ceo di Retelit non poteva essere. Il problema è che, a Corsico, il mega data center è visto come fumo negli occhi. Poco più di un anno fa l’idea di realizzarlo in un’area prospicente la Tangenziale ovest aveva provocato una sollevazione popolare e drammatiche fibrillazioni nella maggioranza che governa la città: la lista “Insieme per Corsico”, si era dissociata. L’argomento era stato alla base delle frizioni che poi hanno portato all’espulsione dal partito del capogruppo del Pd, Gigi Ramponi. Per mesi non se ne è più parlato e la partita sembrava chiusa.
Invece sembra non sia affatto così. L’articolo del Sole 24ore è come un sasso lanciato nello stagno. Potrebbe provocare onde dagli effetti imprevedibili. Imprevedibili a tutti coloro che non frequentano le segrete stanze dei bottoni. Spulciando qui e là il nuovo Pgt, infatti, si scopre che tra le varie opzioni viene indicata un’area su cui il nuovo datacenter potrebbe sorgere. Quale? Quella della Masotina, l’azienda che ricicla rifiuti plastici, invitata più volte a sloggiare da Corsico, visti gli effetti puramente olfattivi che la sua attività produce su coloro che alloggiano negli edifici che circondano il sito.
Sulla questione si era soffermato, durante la discussione sul nuovo Pgt, Roberto Mei, capogruppo di Forze Italia in Consiglio comunale, ma pochi lo avevano ascoltato. Mei aveva bollato l’installazione del mega data centre nell’area Masotina come “una gran cavolata” per i consumi energetici di una struttura di quel tipo. Al momento, quindi (almeno ufficialmente), non ci sarebbe alcun documento che conceda alla Retelit la possibilità di realizzare la sua infrastruttura sul territorio di Corsico. Ma allora perché Alvarez ne ha parlato come se ne fosse certo? Ai posteri, l’ardua sentenza













