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Buccinasco, scontro in Consiglio comunale: volano pesanti accuse (giunta fascista) tra Imberti e Mercuri

L’opposizione denuncia la “censura”, il presidente del Consiglio replica: “Solo rispetto delle regole”

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Nella foto, a sx Simone Mercuri, presidente del Consiglio comunale di Buccinasco, a dx Manuel Imberti capogruppo della Lega

Il clima politico si surriscalda in Consiglio comunale, a Buccinasco, e non solo per l’estate. Durante l’ultima seduta prima della pausa estiva, il dibattito sul Piano di Diritto allo Studio si è trasformato in uno scontro durissimo tra il capogruppo della Lega Manuel Imberti e il presidente del Consiglio comunale Simone Mercuri, accusato da Imberti di fascismo.

Dopo alcune schermaglie sulla destinazione finale di un capannone acquistato da Buccinasco con l’intenzione di realizzare un mercato comunale coperto, progetto miseramente naufragato perché alla manifestazione di interesse lanciata dal Comune non ha risposto alcuno, lo scontro è esploso durante il dibattito sul “Piano di Diritto allo studio”. Imberti stava prendendo la parola per sollevare una questione legata alla chiusura del nido “La Perla”, prevista a settembre. Secondo il consigliere, l’asilo resterà chiuso a tempo indefinito, costringendo le famiglie con figli da 0 a 3 anni a soluzioni di emergenza proprio in coincidenza con il ritorno al lavoro.

La questione riguarda l’intervento di ristrutturazione che poteva e forse doveva essere eseguiti durante la pausa estiva. Invece, i lavori dovrebbero cominciare a settembre e non è dato di sapere – secondo Imbarti – quando saranno ultimati. Non prima di Natale, se va tutto bene. Mente le classi attualmente operative saranno quindi trasferite in altre strutture scolastiche, l’emergenza riguarda la sezione lattanti e il loro inserimento. Fino a dicembre non se ne fa nulla. Il che crea un problema alle famiglie alle prese con il lavoro di ciascun componente e alle educatrici che vorrebbero capire l’evoluzione della vicenda.

Il capogruppo della Lega, aveva appena cominciato il suo intervento quando è stato interrotto: il microfono gli è stato spento e gli è stato chiesto di attenersi al punto all’ordine del giorno. Da lì, l’accusa pubblica: «I fascisti al governo di Buccinasco», ha scritto Imberti su Facebook dopo aver abbandonato l’aula. «Mai vista una cosa del genere in dieci anni da consigliere. Mi hanno messo a tacere solo perché stavo parlando di un problema concreto che riguarda molte famiglie».

Non si è fatta attendere la replica di Mercuri, che ha ribadito come il suo ruolo lo obblighi al rispetto delle regole: «Durante il punto sull’offerta formativa, l’opposizione ha cercato di parlare di tutt’altro. Io non entro nel merito della questione – ha spiegato – ma il regolamento è chiaro: se si parla di mele, non si può deviare sulle pere».

Mercuri ha sottolineato che l’opposizione avrebbe avuto numerosi strumenti formali per affrontare il tema del nido – dalle mozioni alle interrogazioni – senza dover forzare l’intervento durante una delibera specifica. «Il Consiglio non è un ring», ha aggiunto. «Ho sempre cercato equilibrio, anche evitando sanzioni che avrei potuto applicare. Ma quello che è accaduto al termine della seduta ha rappresentato una mancanza di rispetto verso l’istituzione». Anche se il Piano di diritto di studio” è stato approvato all’unanimità, lo scontro sembra destinato a lasciare strascichi anche dopo l’estate. Mentre i residenti attendono risposte sui problemi concreti, come la riapertura del nido, la politica locale si infiamma in un gioco di ruoli che rischia di far passare in secondo piano i contenuti.

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