
Questa mattina a Buccinasco, i carabinieri hanno notificato al proprietario del Kevin Café di via Calatafini, un 37enne cinese, la sospensione della licenza per dieci giorni. Il provvedimento è stato emesso dalla Questura di Milano in base all’art. 100 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza su richiesta del comando della stazione locale, che ha condotto numerosi controlli nei mesi scorsi e recentemente, da cui è risultato che il locale era diventato un punto di incontro abituale per individui con precedenti penali, spacciatori e pregiudicati.
Troppi pregiudicati
La chiusura, come spesso avviene in questi casi suscita polemiche. Il titolare di un locale pubblico può essere considerato responsabile della tipologia di clientela che lo frequenta? Questo tipo di provvedimenti colpisce quei bar o locali pubblici che, durante diversi controlli di routine o su segnalazioni per disordini o altri problemi, sono trovati con almeno la metà dei clienti che, al momento della verifica dei documenti tramite il sistema digitale interforze, risultano essere dei pregiudicati.
L’inciso
Per inciso, il fatto che sia nella zona dove si incontravano i membri del clan Barbaro – Papalia non c’entra nulla. Il problema riguarda il fatto che diversi gestori cinesi non sanno come porsi di fronte agli spacciatori o ai pregiudicati che usano i loro bar, e quindi la piccola delinquenza li preferisce quando cercano una base, o un luogo dove potersi incontrare.
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