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Domenica, 07 Gennaio 2018 14:14
L'evento

Moni Ovadia dà appuntamento in Rimaflow In evidenza

Il 21 gennaio alle 21, recital dell’artista nella fabbrica trezzanese, organizzato in collaborazione con la Civica scuola di Musica Antonia Pozzi di Corsico

Moni Ovadi, giovedì 11 Gennaio alle 21, terrà un recital all’interno della Rimaflow, in via Boccaccio 1 Trezzano Moni Ovadi, giovedì 11 Gennaio alle 21, terrà un recital all’interno della Rimaflow, in via Boccaccio 1 Trezzano

L’appuntamento è con un attore, musicista, cantante. Con un artista, un artista “diverso” da tutti gli altri. Diverso perché ha fatto delle proprie battaglie politiche e culturali la ragione del proprio modo di essere. Qui si parla di Moni Ovadia che, giovedì 11 Gennaio alle 21,  terrà un recital all’interno della Rimaflow, in via Boccaccio 1, a Trezzano.

Melodie popolari yiddish

L’appuntamento è propedeutico alla celebrazione della Giornata della memoria del 27 gennaio ed è organizzato in collaborazione con la Civica scuola di Musica Antonia Pozzi di Corsico. Saranno eseguite, tra gli altri brani, melodie popolari yiddish per coro femminile e pianoforte, con il coro diretto da Antonella Gianese e Lorena Portalupi al pianoforte.

Vittime delle leggi razziali

Saranno eseguite anche opere di Guido Alberto Fano - Preludio Intermezzo op.6 per pf – e di Aldo Finzi  - C'era una volta Barque d'or per soprano e pf - due compositori italiani che a causa delle leggi razziali del 1938, vennero ridotti al silenzio.

La memoria



«La memoria ha senso se è legata alla lotte per la libertà, per i diritti e la dignità di tutti. Dobbiamo combattere perché questo è il modo di fare memoria vero. Fare memoria è uno strumento per costruire il presente e il futuro“ ha scritto Moni Ovadia in occasione di precedenti celebrazioni del
“Giorno della Memoria”  

Per non dimenticare

Forse non tutti sanno che il “Giorno della Memoria” si celebra il 27 gennaio perché in questa data le forze russe liberarono Auschwitz dai tedeschi. Al di là del cancello del campo di concentramento, oltre la scritta «Arbeit macht frei» (Il lavoro rende liberi), apparve l’inferno. E il mondo toccò con mano per la prima volta da vicino quel che era successo, conobbe lo sterminio di un intero popolo in tutta la sua terribile realtà. Il 27 gennaio è un giorno da non dimenticare. Mai.

Info: scuoladimusicapozzi.it/

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