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Mercoledì, 06 Dicembre 2017 14:07
La polemica

Risarcimento danni da corruzione, scoppia la polemica In evidenza

La causa civile si è conclusa il 30 ottobre scorso con l’abbandono da parte del Comune del giudizio, in cambio del versamento immediato di una cifra che molti reputano troppo bassa

Nella foto il sindaco di Trezzano, Fabio Bottero, e l'avvocato Giustina Angelillo Nella foto il sindaco di Trezzano, Fabio Bottero, e l'avvocato Giustina Angelillo

Non c’è pace sulle sponde del Naviglio. L’annuncio che il comune incasserà 168mila euro per i danni di immagine provocati da 17 imprenditori, politici e dipendenti comunali al centro dell’inchiesta per corruzione del 2013, ha provocato due reazioni. Da un lato alcuni lettori entusiasti perché, finalmente, qualcuno comincia a pagare per le proprie malefatte. Dall’altro, chi ritiene che la cifra ottenuta sia una miseria rispetto alle richieste iniziali e soprattutto rispetto ai danni causati all’immagine del paese.

Corrotti e corruttori

Per chi non spesse di cosa si parla, vale la pena ricordare che nel 2013, ci fu una vera e propria bufera politico amministrativa che investì il comune. A scatenarla, un’operazione della Guardia di Finanza che aveva portato agli arresti di due assessori della giunta Tomasino, Oreste Sciumbata, responsabile dei Servizi Sociali e Giorgio Rossetto, assessore ai Lavori Pubblici, per un giro di tangenti legate al Pgt. In manette erano finiti anche il comandante dei vigili Giacomo Velardita; Marco Citelli, funzionario dell’ufficio edilizia privata del comune di Trezzano; Antonio Di Stasio, coordinatore locale del Pdl. Sul banco degli imputati anche Massimo D’Anzuoni, di 49 anni consulente; Anna Galli di 43 anni e Alessandro Beccaro Migliorati, di 66 anni, entrambi commercialisti; Giuseppe Prevosti, numero uno della catena di distribuzione Brums. Le accuse? Associazione a delinquere e corruzione aggravata in concorso.

La tangente

Ballava una tangente di oltre un milione di euro, di cui più di 400mila già incassati dal gruppo, per una modifica al piano regolatore che prevedeva lo spostamento dell’asilo della Marchesina per far posto ai parcheggi di un mega centro commerciale che doveva sorgere al posto dell’ex Happening. Fu il commissario prefettizio, Giuseppina Scaduto, una lunga esperienza in materia di pubblica amministrazione con studi approfonditi sulla prevenzione delle ingerenze criminali, ad avviare la procedura per il risarcimento danni. Chiese, infatti, ai suoi collaboratori e ai responsabili di ogni settore operativo del comune, di quantificare il danno provocato sia sotto il profilo patrimoniale, sia per quanto concerneva l’immagine.

1,2 milioni di euro

Per quanto riguarda il danno patrimoniale, il commissario chiese di elencare tutte le spese sostenute per dar vita al Pgt e a qualsiasi altro atto legato “alle motivazioni degli arresti e delle successive condanne”. Relativamente all’immagine fece raccogliere tutti gli articoli “apparsi sulla carta stampata e quant’altro è stato diffuso dai media in merito alla criminosa vicenda”. Il totale dei danni fu quantificato attorno a 1,2 milioni di euro. Ecco perché l’annuncio del sindaco Bottero: “L’obiettivo è stato raggiunto” ha sollevato qualche entusiasmo e molte critiche. Sono sufficienti 168mila euro (174 compreso le spese) a ripagare i danni provocati dall’allegra combriccola nel 2013? Oppure l’abbandono da parte del Comune del giudizio, in cambio del versamento immediato del risarcimento, non è altro che un tentativo di fare cassa? Si poteva e si doveva ottenere di più?

Una mancetta

Secondo Giuseppe Russomanno: “Per gli episodi di corruzione del 2010 (la vicenda dell’ex sindaco Butturini del Pd e dei suoi compagni di merende), era stato chiesto un risarcimento di 60mila euro poi chiuso a 30mila, il 50% della richiesta iniziale. Per i fatti del 2013, l’importo richiesto dal commissario Scaduto era di 1,200 milioni di euro. Incassarne solo 168mila che rappresentano meno del 10% non mi sembra un buon risultato. Spacciare la transazione per una vittoria è un insulto a tutti i cittadini onesti. Pensare poi che la cifra sarà suddivisa tra 17 persone, la maggioranza dei quali proprietari di immobili e di alto reddito, è ancora più offensivo. Si tratta di una mancetta elargita per non parlare più della vicenda e dedicarsi ad altro”. Per Giorgio Villani, presidente dell’associazione dei comitati di quartiere di Trezzano, “alla luce del lavoro svolto dai funzionari in quel periodo e dalla documentazione prodotta, il risarcimento poteva e doveva essere molto più consistente”.

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