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Venerdì, 13 Ottobre 2017 14:18
In attesa dei dati definitivi

L’incendio a Trezzano, scatta il cessato allarme

Spenti i focolai restano le domande. Quali danni ha provocato l’incendio dell’ex Scapa scoppiato ieri? Quali materiali sono bruciati? Chi ha appiccato le fiamme? Nonostante il cessato allarme, le risposte arriveranno tra 72 ore

I magazzini dell'ex Scapa dopo l'incendio I magazzini dell'ex Scapa dopo l'incendio

L’incendio dell’ex Scapa ha causato ieri pomeriggio un allarme che via via si propagava, aumentava di intensità. L’apice è stato raggiunto nella tarda serata, quando l’intera popolazione del sud Ovest è stata invitata a rimanere in casa con le finestre chiuse. Sui social si è scatenato l’inferno. In alcuni casi la preoccupazione era motivata, in altri no. A Trezzano oggi le scuole sono rimaste chiuse, mentre alcuni provvedimenti  contenuti in una ordinanza firmata dal sindaco Bottero sembra debbano valere anche per sabato e giorni a venire. Spenti i focolai restano le domande. Quali rischi hanno provocato le fiamme? Quali materiali sono bruciati? Chi ha appiccato le fiamme?

Livelli minimi di allarme

In via Cellini, questa mattina c’erano ancora al lavoro i tecnici dell’Arpa, l’agenzia regionale delegata alla tutela della salute ambientale, assieme ai vigili del fuoco. Subito dopo mezzogiorno, l’agenzia, in attesa degli esiti definitivi degli esami, ha diramato una prima nota  sui rilievi effettuati. «I risultati dei rilievi effettuati giovedì sera con l’utilizzo di fiale drager dalla squadra di tecnici di Arpa – sottolinea il documento -  segnalano tracce di contaminanti, tra cui ammoniaca e monossido di carbonio, inferiori ai livelli minimi di allarme. Non sono al momento disponibili in dettaglio i quantitativi di materiali coinvolti anche se è stata confermata la presenza di alcune celle frigorifere e di alcune coperture, sul tetto dell’edificio, di amianto, il cui eventuale impatto sarà valutato dalle competenti autorità sanitarie».

Elementi insufficienti

Cosa significa? Che al momento gli elementi in mano agli esperti sono insufficienti a delineare il quadro completo dell’incidente e delle sue conseguenze. Intanto, dalle parti di via Gioia e del Tr1, il quartiere più vicino alla ex Scapa,  è stato installato un campionatore ad alto volume in grado di separare i granuli delle polveri disperse nell’aria che abbiano diametro aerodinamico al di sotto di 10 micron o al di sotto di 2,5 micron. Particelle piccolissime di pm10 e affini.

Gli invisibili

Chi ha appiccato l’incendio? Sin dalle prime battute, l’attenzione si è rivolta verso alcuni senza dimora che hanno eletto la ex Scapa, così come molte altre aziende dismesse della zona a loro rifugio. Sono decine, infatti le segnalazioni dei residenti che hanno segnalato la loro presenza. Un anno fa un episodio simile era avvenuto nell’area Demalena, anch’essa dismessa, anch’essa popolata da strani personaggi che si rendevano invisibili agli occhi della maggioranza dei residenti. L’unica traccia del loro passaggio erano montagne di rifiuti, che a volte prendevano fuoco.

Centro commerciale

L’area ex Scapa attualmente è di proprietà del Gruppo Lops che di fronte ha aperto un’esposizione di mobili e un ristorante.  Nelle chiacchierate tra imprenditori e politici, i responsabili del gruppo avrebbero chiesto al sindaco Bottero la possibilità di trasformare l’intera zona in commerciale. L’incendio di ieri e la necessità di interventi di ripristino o di ristrutturazione potrebbero accelerare l’iter.

Finestre chiuse

Bottero, intanto, ieri aveva diramato un comunicato con il quale ha ringraziato “le Forze dell’Ordine, i tecnici e i volontari della Protezione civile per la tempestività e la professionalità dimostrata nel gestire questa emergenza”. In nottata, quando ancora non erano chiare le dimensioni dell’incidente aveva firmato un’ordinanza con la quale ha invitato i residenti “a  mantenere la chiusura delle porte e finestre delle abitazioni ed attività commerciali, industriali e di servizi al fine di prevenire un possibile passaggio di inquinanti per i giorni 13 e 14 ottobre 2017”. Non è chiaro se il divieto rimane in vigore anche per sabato.

Lavare frutta e ortaggi

Oltre alla sospensione delle attività didattiche – educative nelle Scuole di ogni ordine e grado compreso gli asili nido per oggi, l'ordinanza aveva imposto anche “la sospensione del funzionamento degli impianti tecnologici adibiti alla climatizzazione/aerazione degli immobili destinati a qualsiasi tipo di attività per i giorni 13 e 14 ottobre 2017” e aveva invitato i responsabili al riavvio degli impianti, di provvedere alla loro pulizia. Tra le altre cose, il sindaco aveva anche invitato alla sospensione della raccolta e consumo dei prodotti ortofrutticoli coltivati che "dovrànno essere lavati in acqua corrente prima di essere consumati".  Infine, il divieto di pascolo degli animali e la diffida al consumo di foraggi per alimentazione animale proveniente dall’area interessata ed eventualmente esposti alla ricaduta da combustione.

Cessato allarme

Nel primo pomeriggio di oggi, il cessato allarme. “L’emergenza è rientrata – ha spiegato il sindaco Fabio Bottero – e i risultati delle prime analisi appaiono rassicuranti: la campionatura dell'aria effettuata dai Vigili del Fuoco non ha rilevato la presenza di sostanze pericolose, si dovrà comunque aspettare almeno 72 ore per attendere i risultati delle analisi di Arpa (su pcb, diossine, idrocarburi policiclici e aromatici). Ripeto comunque, gli enti ci dicono che l’emergenza è entrata, non c’è pericolo per i cittadini e anche le attività produttive e commerciali possono ripristinare aerazione previa verifica del caso”.

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