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Lunedì, 28 Novembre 2016 13:08
Trezzano - Pericolo fabbrica a rischio

Bottero: “Sulla Brenntag ho le mani legate”

"Solo l’Arpa, l’agenzia regionale di tutela dell’ambiente potrebbe richiedere un’ispezione, ma non credo l’abbia fatto. La proposta Brenntag di urbanizzare l'erea è folle. Sei palazzi di 20 piani nel Parco Sud! Non abbiamo bisogno di grattacieli"

Il sindaco Bottero in una foto che illustra il suo profilo Facebook Il sindaco Bottero in una foto che illustra il suo profilo Facebook

Brenntag è un’azienda a rischio di incidente rilevante che opera all’interno di un contesto urbano ad alta densità abitativa. Un’incidente, un’esplosione o una fuga di sostanze pericolose darebbe luogo a un pericolo grave per i residenti e per l’ambiente. A che punto sono le trattative per il suo trasferimento?
“A un punto morto. A inizio legislatura c’è stato un incontro con i vertici dell’azienda in cui abbiamo ribadito la necessità che si trasferisca, ma loro da quest’orecchio non ci sentono. Però devono sottostare a una nuova normativa chiamata Seveso 3 che li obbliga a nuove e importanti misure di sicurezza”.

Hanno rimosso i silos interrati pieni di veleni, che l’Arpa gli aveva intimato di smantellare?
“Non lo so e non ho nemmeno la possibilità di verificare. Solo l’Arpa, l’agenzia regionale di tutela dell’ambiente potrebbe richiedere un’ispezione, ma non credo l’abbia fatto. Sull’argomento ci stiamo riattivando: vorremmo organizzare una giornata, magari anche con la partecipazione dei residenti, in cui simulare un’emergenza e verificare i sistemi di sicurezza approntati dall’azienda e imposti proprio dalla Seveso 3. Il sogno resta, comunque, quello di delocalizzarla, di farla trasferire. Dobbiamo solo individuare i mezzi e le procedure per poter intervenire.”

Sarebbero andati via se aveste accettato la proposta di urbanizzare la zona…
“La loro era una proposta folle. Sei palazzi di 20 piani nel Parco Sud! Non abbiamo bisogno di grattacieli. Io non ho nemmeno mai visto il progetto, ma l’ho contestato quando ne ho sentito parlare. Il problema è trovare un compromesso, studiare un eventuale insediamento compatibile con il territorio e con l’esistente. Il Pgt non fa alcuna previsione definitiva. È una vicenda che va trattata con una procedura specifica mettendo attorno a un tavolo i soggetti interessati. Nel Piano di gestione del territorio approvato dalla giunta Tomasino era previsto qualcosa… ma quelle previsioni sono state revocate dal commissario prefettizio insediatosi dopo gli arresti del 2013. Il commissario ha modificato le previsioni sull’area Brenntag come pure sull’area Demalena, Cascina Antonietta e quella di via Cellini. Ha stralciato tutte le previsione e ha detto: «si tratta di interventi di natura strategica e quindi è necessario intervenire con procedure specifiche.» Coloro che avevano acquisito diritti hanno fatto ricorso contro le decisioni del commissario, ricorso che è pendente davanti al Tar e non si sa quando verrà discusso.”

Ma quali sono i programmi della sua giunta su quest’argomento?
“Con la nostra variante di Pgt abbiamo focalizzato due interventi. Uno è sull’area Demalena che vorremmo fosse il meno invasivo possibile. Un mix di residenziale, commerciale e servizi: una piazza come centro del quartiere, dei negozi di vicinato e un supermercato adeguato ai residenti. Abbiamo tenuto gli indici volumetrici molto bassi, dello 0,05, ai quali aggiungere degli incentivi in base alla qualità ambientale della proposta.”

Chi è l’attuale proprietario della Demalena?
“Concolino ed è curioso che io lo abbia scoperto solo da poco tempo. È accaduto in occasione del dibattimento in aula della causa di risarcimento intentata dal comune contro tutti gli imputati dell’inchiesta che ha portato agli arresti nel 2013. È stato in quella occasione che la difesa ha rivelato essere Concolino il proprietario dell’area sin dal 2004.”

In che cosa consiste la causa di risarcimento?
Abbiamo chiesto più di un milione di euro a tutti coloro che con il loro comportamento hanno provocato danni d’immagine all’ente. La causa è in fase di contraddittorio”.

A proposito di danni d’immagine, la piscina di via Morona è un bel pugno nello stomaco del decoro di questa città. Dove sono finiti i circa quattro miliardi che l’ente ha speso per avere un rudere come quello che troneggia a fianco della scuola?
“Io non so come si sono concluse le vicende giudiziarie che la riguardano. So che ci stiamo impegnando a trovare una soluzione. Vogliamo riqualificare l’area. Quello che lei chiama rudere non possiamo nemmeno abbatterlo: secondo le verifiche tecniche ha un basso indice di deterioramento, se lo abbattessimo, potrebbe esserci imputato il danno erariale che ne deriverebbe. Abbiamo lanciato l’idea del financial project e chiesto ad alcuni operatori privati di avanzare proposte per il suo recupero. Il bando scade a dicembre. Se si presenterà qualcuno, valuteremo quel che propone, altrimenti riesamineremo ogni possibilità.  Certamente noi, a livello pubblico, non possiamo investire: per ridare decoro e sicurezza all’area è necessario l’intervento dei privati.”

E le responsabilità regresse le dimentichiamo?
“Mi piacerebbe avviare una verifica storica che facesse emergere le responsabilità… è giusto che emergano, ma adesso abbiamo altre priorità”.

Dimentichiamo anche le responsabilità di chi non ha controllato gli atti che hanno portato alla costruzione della nuova chiesa che si affaccia sulla Circonvallazione. Qualcuno dice che è abusiva?
“Definirla così è esagerato. Nella vecchia convenzione era previsto uno scambio. Il comune aveva concesso l’area su cui sorge e la parrocchia avrebbe dovuto cedere al comune un’area di 500 metri quadrati alle spalle del municipio.”

Lo scambio non è mai avvenuto. La parrocchia si è presa l’area della chiesa e non vi ha dato nulla… Mancando poi la firma sulla convenzione tutto il procedimento dovrebbe essere nullo, visto che ne mancano i presupposti…
“È vero, lo scambio non è mai avvenuto.  I funzionari che in quel periodo si occupavano della vicenda avrebbero dovuto pretendere la firma, ma è possibile che si erano riservati di richiederla alla fine dei lavori. Nel frattempo è cambiata la normativa, tutto si è fermato ed è finito nel limbo amministrativo dal quale è poi la questione è riemersa. Noi l’abbiamo sanata modificando i contenuti: abbiamo dato alla chiesa la possibilità di utilizzare i parcheggi comunali adiacenti alla struttura e la parrocchia dà la possibilità ai residenti di utilizzare il vialetto che dà accesso alla fermata del pullman di via Circonvallazione.”

Non sembra un grande scambio. La parrocchia si è presa l’area dove sorge la chiesa e adesso i parcheggi. In cambio permette il transito sul vialetto… le opposizioni denunciano un grave danno erariale e minacciano il ricorso alla Corte dei Conti.
“Noi ci siamo avvalsi del parere di alcuni nostri consulenti che hanno escluso questa possibilità. Comunque aspettiamo che depositino questo ricorso e ribadiremo la bontà della scelta”.

La viabilità è un altro tema che pesa come un macigno su Trezzano. La sua giunta viene accusata di immobilismo. Come si difende?
“La situazione è problematica, ma non ce ne stiamo con le mani in mano. Si è discusso sull’introduzione di limitare il traffico nel centro storico, ma qualunque verifica ha dato esito negativo: non si può fare. Si è discusso e si sta discutendo di una tangenzialina che da via Maroncelli, alle spalle del vecchio centro Aiazzone, attraversi parte dell’area Rimaflow e della Brenntag e scarichi il traffico o alleggerisca il traffico della Vecchia Vigevanese. Si tratta di un progetto a lungo termine che è solo all’inizio del suo iter. Stiamo pensando anche a disincentivare il traffico con l’installazione di alcuni semafori o rendendo più lunghi i tempi di attesa degli esistenti. Si sta studiando anche la realizzazione di una pista ciclabile lungo via Cavour/Morona che porti a Cusago. Restringendo la carreggiata dovrebbe limitare anche la velocità. Sulla Nuova Vigevanese, stiamo discutendo con le proprietà di alcune aree delle soluzioni che permettano la realizzazione di alcune bretelle o l’allargamento di sezioni di svincoli che permettano un migliore deflusso del traffico”.

Di che cosa si tratta? È vero che Lops vorrebbe che l’ex deposito Scapa, di sua proprietà, venga trasformato in commerciale?
“Ne stiamo discutendo. Se il cambio ci permette di finanziare l’allargamento dello svincolo della tangenziale, potremmo individuare un compromesso che soddisfi le esigenze della collettività con quelle dell’imprenditore.”

La Cascina Antonietta è da anni in predicato di cambiare destinazione. Anche quell’area diventerà commerciale?
“Se riuscissimo a trovare qualcuno che finanzi un sistema di rotonde che migliori la fluidità del traffico, perché no. Si tratterebbe di un’operazione commerciale limitata. Quella è un’area inserita nel Parco sud”.

Chi sono gli operatori interessati?
“Bricoman realizzerebbe una struttura per un suo punto vendita e sull’area che si affaccia sulla vecchia Vigevanese si vorrebbe costruire un hotel-motel”.

Questi nuovi centri commerciali non appesantirebbero una situazione già di per sé pesante?

"Con una buona viabilità non dovrebbero".

Oltre alla viabilità, è la manutenzione delle strade che lascia esterefatti. Le strade dissestate non si contano e nemmeno si contano le buche che mettono in pericolo l’incolumità di persone e mezzi. Che state facendo?
“Abbiamo un elenco di 50 vie da rifare, in alcune sono da ripristinare anche i marciapiedi. Un intervento generalizzato richiederebbe fondi per decine e decine di milioni di euro. Non li abbiamo. Però, stiamo intervenendo con le scarse risorse disponibili. Siamo partiti dalla manutenzione di strade ad alta incidentalità (via Copernico e via Europa) a causa delle quali ci arrivava almeno una richiesta di risarcimento danni al giorno. I primi risultati sono positivi. In via Metastasio interverremo in primavera. Nello stesso periodo, se troveremo la copertura finanziaria interverremo nelle vie Boito/Marconi/Garibaldi. In via Cilea abbiamo sistemato il tratto della parte industriale”.

Via Politi è un disastro, un pessimo biglietto da visita per i pendolari che arrivano dalla stazione…
“Quella è una strada privata ad uso pubblico. Non possiamo intervenire se non trovando un accordo con i proprietari dei capannoni adiacenti e non sarà facile”.

Una polemica che la riguarda da vicino è quella dell’accoglienza dei minori non accompagnati. Il comune di Trezzano spende più di 300 milioni di euro per assistere una quindicina di rifugiati. L’accusa è che l’appalto è stato vinto da una cooperativa di cui lei è l’ex presidente e che coloro che si occupano dei rifugiati sono tutti militanti del Pd.
“Nel 2012 abbiamo attivato il sistema di protezione a tutela dei minori non accompagnati, che consente di gestire l’emergenza rifugiati senza gravare sulle casse comunali”.

Il bilancio dice che pesa sul comune per qualche decina di migliaia di euro. Secondo le opposizioni, poi, le voci di spesa riportate dalla cooperativa sono alquanto strampalate. Si parla di gite fuori porta, di piscine, di serate danzanti…
“Sono solo congetture. Io so solo che, eletto sindaco, mi sono dimesso dalla presidenza della cooperativa, che quando c’è stato il bando per la manifestazione di interesse, si sono presentate due cooperative. Ha vinto la proposta di Villa Amantea. Non sono io che l’ho proclamata vincitrice, ma il concorso è stato nazionale. Il progetto si è classificato al nono posto su scala nazionale per il suo livello qualitativo. In quanto ai militanti del Pd, è tutto da vedere. L’opposizione dice di aver presentato un esposto, io aspetto l’avviso di garanzia. Se fosse tutta una bolla di sapone qualcuno ne pagherà le conseguenze. Io credo si tratti esclusivamente di una attacco politico, e che gli eventuali aspetti penali non hanno alcun fondamento”.

Ma non le sembrano troppi oltre 300mila euro per assistere una quindicina di ragazzi?
“A prima vista sì, ma bisogna entrare nello specifica dei numeri. Possiamo rivederli, a me le cifre sembrano inferiori. Se vuole, l’assessore Volpe potrà darle tutti i costi”.

Quando la trovo?

"Oggi non c'è".

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